Quando Totò arrivò a Capena

E’ il 1952. Siamo a Capena, piccolo comune a nord est della Capitale.
C’è grande agitazione in paese. Possiamo solo immaginare la frenesia di quei giorni, la febbrile eccitazione tra gli abitanti del paesino.
Non solo il Cinema (si, con la “C” maiuscola) era arrivato nelle strade del comune romano, ma in giro c’era anche lui, il Principe, il Re della Risata, il Comico per eccellenza, Totò insomma.
Attrezzisti, elettricisti, macchinisti, scenografi, costumisti, assistenti, tutti a Capena per un film interpretato dal grande Totò e diretto da Steno.
Il film si chiama Totò a colori e, come dice il titolo, è uno dei primi film italiani girati interamente a colori.

Non solo dunque una piccola porzione del territorio (per la precisione la Fontana Rotonda del centro storico) sarà immortalata per sempre nella pellicola, ma quello che gli spettatori vedranno sul grande schermo sarà una Capena in tutta la bellezza del colore.

Per un po’ di giorni quel paese di provincia respira una internazionalità inedita.

Il film racconta la storia di Antonio Scannagatti, musicista squattrinato che sogna una chiamata da Milano dagli editori musicali Tiscordi o Zozzogno. Il film in realtà non è altro che un collage di sketch già collaudati nelle riviste di Totò (l’esibizione del direttore d’orchestra, la banda musicale dei bersaglieri, il Pinocchio, lo sketch del vagone letto) cucite insieme in una trama che fa bene il suo lavoro: intrattenere, divertire e mostrare “a colori” il genio comico di Totò.

Le scene girate a Capena sono frenetiche e divertenti: Totò dirige la banda paesana in continuazione, girando in lungo e in largo tra la fontana, impedendo al gangster italoamericano Joe Pellecchia di parlare dal balcone del municipio.

Narrano le cronache dell’epoca che l’uso della pellicola a colori per quei tempi necessitava l’impiego di luci molto forti, a scapito della vista del Comico che al momento di girare era già cieco ad un occhio; si racconta che il caldo era talmente intenso che ad un certo punto la parrucca di Totò fumasse e che nel bel mezzo di una scena addirittura svenne.

Il film ebbe un successo incredibile, registrando infatti il record assoluto di incassi per un film italiano. Inoltre Totò a colori è stato selezionato tra i 100 film italiani da salvare, insieme a tutti quei film che “hanno cambiato la memoria collettiva del Paese tra il 1942 e il 1978”.

A Capena c’è anche stato chi ha proposto di intitolare la piazza della fontana al grande Comico, proposta caduta nel vuoto. Ma molti in paese ancora ricordano quando la “piccola” Capena, anche se per pochi giorni, entrò nel luccicante mondo del Cinema.

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