Monterotondo. Sport di strada e spazi sociali contro il disagio giovanile

Monterotondo. Sport di strada e spazi sociali contro il disagio giovanile

La pratica sportiva abbinata al recupero e alla valorizzazione di spazi pubblici come strumenti di riattivazione sociale e di contrasto all’emarginazione. L’idea di “Open space”, progetto proposto dalla Uisp e rivolto a ragazzi dai 16 ai 24 anni in condizione di svantaggio e vulnerabilità, è infatti quella di rendere i ragazzi protagonisti di percorsi di crescita personale attraverso la valorizzazione di spazi, vitali e sociali, riprogettati e vissuti in maniera stimolante e motivante, praticando sport di strada.

Quello che viene proposto a Monterotondo e che localmente prende il nome di “Progetto Open space – Punto Giallo Blu”, è uno degli undici, analoghi progetti nazionali proposti dalla Uisp nazionale e finanziati dal Ministero delle Politiche sociali (unico nel Lazio) e prevede la riqualificazione dei campi di calcetto e di basket del parco Arcobaleno (già ex Onmi), la fornitura di materiali e attrezzature necessarie alle attività di Calcetto “a cinque” e Basket “tre contro tre”, in collaborazione con le associazioni di volontariato sociale della città e soprattutto con il coinvolgimento di ragazzi e ragazze disoccupati e fuori dall’ambito scolastico. I partecipanti, costituiti in “crew”, equipaggi sociali per la valorizzazione dei luoghi comuni, daranno vita a laboratori di co-progettazione, ripensando gli spazi a disposizione e il loro utilizzo ad uso sportivo e sociale, guidati da operatori Uisp i quali svolgeranno un ruolo di guida e di interfaccia in termini di trasmissione di strumenti e metodologie che rimarranno ai ragazzi come patrimonio di conoscenza acquisite.

Il progetto, patrocinato dagli Assessorati allo Sport e Volontariato sociale e Politiche sociali e della Partecipazione, sarà presentato venerdì 24 novembre (ore 17.00) nel corso di un convegno che si terrà presso la Sala conferenze della biblioteca comunale “Paolo Angelani”, a cui parteciperanno, oltre alla Uisp territoriale, rappresentanti delle associazioni di volontariato, delle cooperative sociali e delle parrocchie

«Open space – afferma l’assessore allo Sport Alessia Pieretti – è un progetto molto interessante, una sorta di palestra sociale a cielo aperto, un open space di socializzazione sportiva. Le competenze acquisite dai giovani partecipanti, la fiducia sviluppata in loro stessi e nelle capacità di ognuno, costituiranno le basi per la progettazione non solo del proprio spazio ma, in senso lato, anche del proprio futuro. Non solo: grazie alle competenze acquisite i ragazzi delle crews potranno a loro volta svolgere un ruolo di guida rivolto a nuovi fruitori degli spazi e delle attività di street sport, anche dopo la fine del progetto, dimostrando una volta di più la grande potenzialità della pratica sportiva nella valorizzazione dell’individuo».

«Le periferie delle città così come le “città-periferie” – aggiunge l’assessore alle politiche sociali Antonella Pancaldi – sono luoghi nei quali si concentra il disagio sociale dei giovani, la loro emarginazione, la loro passività, luoghi nei quali il rischio di incappare in percorsi di microcriminalità è molto alto. Argini importanti a questi rischi sono gli spazi di aggregazione positiva, le infrastrutture sportive, le occasioni di socialità e di divertimento che offrono alternative a stili di vita pericolosi e a comportamenti devianti. Progetti come Open Space – Punto giallo blu sono perciò estremamente utili e funzionali, soprattutto per quel doppio filo che lega, nell’assunto e nei fenomeni che si prefigge di contrastare, disagio giovanile e degrado urbano. Un lavoro di “riqualificazione socio-urbana” che potrà rendere gli stessi ragazzi attori di trasformazione sociale».

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