Avevo nove anni quando mia madre mi portò al Rifugio degli Elfi di Cerveteri. Già allora ero estremamente affascinata dalle creature dell’universo fantasy e dal mondo della magia in generale. Questo luogo ai miei occhi di bambina sembrò incantato: un locale dove consumare pasti o prendere il tè circondata da oggetti appartenenti all’universo della fantasia e con una piccola ma sceltissima biblioteca di opere che trattano di creature fantastiche. Fu lì che aprii e sfogliai per la prima volta il libro “Gnomi” di Wil Huygen e Rien Poortvliet, mentre mi gustavo un frullato alla pesca.

Rimasi affascinata da quell’opera e dalle creature che ne erano oggetto.

E ora eccomi qui, a scrivere un articolo sugli Gnomi ad appena vent’anni di distanza.

Ma non perdiamo tempo e incominciamo subito!

Gnomi, che confusione!

Modificando una celebre frase che zio Boris disse a Balto, nell’omonimo cartone animato: Non sei elfo, non sei nano, sei Gnomo!

Ciò che intendo è che gli Gnomi sono forse le creature più “sfigate” del “piccolo popolo”, poiché vengono continuamente scambiati per qualcun altro – io fossi uno Gnomo ne rimarrei molto offeso! – infatti, i fratelli Grimm li confondono con i folletti, nell’epoca contemporanea vengono continuamente confusi con i nani – sebbene gli Gnomi siano più bassi e abbiano decisamente più senso dell’umorismo – per arrivare infine a Tolkien, che ha usato il termine “Gnomo” in alcune opere giovanili per indicare la seconda delle tre schiere degli elfi che intrapresero il loro viaggio verso Valinor!

Ma a quand’è che risale la prima volta che sentiamo parlare di queste creature?

Le origini

È l’alchimista Paracelso – una nostra vecchia conoscenza – nel suo Liber de Nymphis, Sylphis, Pygmaeis et Salamandris et coeteris spiritibus a introdurre il termine Gnomo, per indicare uno spirito ctonio – quindi della terra e del sottosuolo – facendone probabilmente derivare il nome dal greco genomos, ossia “abitatori della terra” oppure dal verbo greco Gnomizo, “conosco”. Ma cos’è che conoscono?

Gli Gnomi sono creature sapienti che conoscono i misteri della natura e sanno tutto ciò che c’è da sapere sulle piante e sugli animali, sono eccellenti guaritori, capaci di curare qualsiasi malattia con le erbe. Ma la loro qualità più straordinaria è quella di saper riconoscere il nascondiglio di un tesoro… col naso! Sembra infatti, che riescano addirittura a sentire l’odore dell’oro e delle gemme.

Identikit dello Gnomo

Visto che c’è tanta confusione sugli Gnomi e il loro aspetto, passiamo a farne un accurato identikit: sono esseri molto piccoli, al massimo raggiungono i 15 cm di altezza, vivono nei boschi – le loro case sono scavate tra le radici degli alberi – e cercano di stare nascosti dalla vista degli uomini, non per paura, ma per misantropia; infatti, uno Gnomo è sette volte più forte di un uomo. Quando sono adulti, i maschi hanno una lunga barba bianca e le femmine portano due belle trecce bionde, che però spariscono sotto un fazzoletto dopo che si sono sposate. Il loro abbigliamento preferito consiste in una giacchetta legata con una cintura, pantaloni pesanti e degli stivaletti o pantofoline con la suola ornata dall’impronta a rilievo di una zampa di uccello – per confondere chiunque si mettesse sulle loro tracce – oltre all’immancabile cappello rosso a punta! Le donne invece portano dei bei vestiti ricamati e un cappello verde, sempre a punta. Uno Gnomo maschio, senza problemi di salute, arriva a vivere, mediamente, fino ai 900-950 anni; gli Gnomi femmina, invece, sono più longeve.

La fortuna degli Gnomi

Dallo scritto di Paracelso, gli Gnomi sono comparsi in una miriade di saghe letterarie fantasy come “Shannara” di Terry Brooks, “Discworld” di Terry Pratchett, “Harry Potter” della Rowling, “Cronache del Mondo Emerso”, “Guerre del Mondo Emerso” e “Leggende del Mondo Emerso” di Licia Troisi, “Geralt di Rivia” di Andrzej Sapkowski, nonché nel romanzo “I Tarocchi degli Gnomi” di Giordano Berti e nel “Dialogo di un Folletto e un Gnomo” di Giacomo Leopardi.

Inoltre credo sia inutile dirvi che queste creature siano presenti in giochi e videogiochi come Dungeons & Dragons e Warcraft.

Ma forse non sapevate che gli Gnomi hanno ispirato stelle della musica del calibro di David Bowie, con il suo “The Laughing Gnome” e i Pink Floyd con il brano “The Gnome”; infine non posso non ricordare la canzone “David Gnomo amico” – cantata da sua maestà Cristina D’Avena – sigla dell’omonima serie animata – andata in onda tra il 1986 e il 1987 – ispirata proprio dal libro che sfogliai ancora bambina nel Rifugio degli Elfi.

Conclusioni

Come un cerchio che si chiude siamo tornati all’inizio di questo articolo, dal presente al passato, dall’età adulta all’infanzia. E questa volta voglio salutarvi proprio con una riflessione su quest’ultima grazie a due citazioni:

“L’infanzia non ha tempo. Man mano che gli anni passano bisogna conservarla e conquistarla, nonostante l’età.”

(Emmanuel Mournier)

“Un uomo infantile non è un uomo il cui sviluppo è stato arrestato: al contrario, è un uomo che ha dato a se stesso una possibilità di continuarsi a sviluppare a lungo dopo che molti adulti hanno avvolto se stessi nel bozzolo delle abitudini e delle convenzioni di mezz’età.”

(Aldous Huxley)

About the author

Sabrina ama l’arte, così tanto da prendersi due lauree per avere ancor più motivi per amarla. Prova un fascino irresistibile per tutto ciò che non conosce, che sia profondo o lontano, e quindi adora l’acqua, nuotare, il mare e gli oceani, ma adora anche le danze orientali e le arti marziali. Nerd con la passione per il vintage, nel tempo libero partecipa come miss agli eventi del Miss Pin Up WW2 e ad ogni Romics come cosplayer. Sa resistere a tutto tranne alle tentazioni, ai gatti, ai cartoni animati e ai libri.

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