Chi spezza una farfalla sulla ruota della tortura? Pietre rotolanti, nani e sex snack!

Era una sera di febbraio del 1967 e la polizia inglese si apprestava a compiere una delle retate più importanti per tutti i conservatori e benpensanti della Gran Bretagna. Circa una ventina di poliziotti avevano circondato l’abitazione di Keith Richards a Redlands, nel West Sussex. Il News of the World aveva passato la notizia che all’interno del gruppetto, che stava per svolgere un drug party, ci fosse uno spacciatore molto ben fornito.

In realtà la festa era già finita da un pezzo e pare che non fossero girate così tante sostanze stupefacenti.

Quando bussarono alla porta, Keith Richards si affacciò e, visibilmente alterato da tutto ciò che si era fumato, li fece entrare, accertandosi che fossero tutti a loro agio.

“Avevano dei costumi fantastici – racconterà Keith – sembravano tanti nani tutti in fila vestiti di blu scuro, con dei cappelli lisci e lucenti. Mi venne spontaneo chiedergli se fossero a loro agio, li invitai ad entrare perché faceva freddo lì fuori. Provavano a leggermi il mandato e io continuavo a dirgli di mettersi vicino al camino per riscaldarsi. Accomodatevi! Accomodatevi facciamo amicizia! Evviva l’amore!”.

La polizia cercò dappertutto. In realtà non trovò praticamente nulla, se non qualche spinello e poca eroina nelle tasche del gallerista Robert Fraser. Anche Mick Jagger aveva delle anfetamine, ma pare le avesse acquistate legalmente in Italia, dove ancora era possibile farlo senza prescrizione medica.

In realtà la cosa “peggiore” che trovarono fu Marianne Faithful che, uscendo dal bagno nuda, provava a coprirsi con una grossa pelliccia. Ovviamente ciò non configurava alcun tipo di reato, ma divenne la notizia principale di tutti i quotidiani e telegiornali. Il particolare che destò maggior curiosità fu il ritrovamento di un pezzo di uno snack (un Mars?) trovato nel bagno, che automaticamente fu associato a un sex toy.

Alla fine Mick Jagger e Keith Richards vengono denunciati per possesso illegale di anfetamine e per il fatto che nella casa del chitarrista degli Stones fosse stato consentito di fumare hashish. I due vengono arrestati e dopo un solo giorno vengono liberati su cauzione.

Eppure al processo incredibilmente Mick si becca tre mesi di carcere e Keith addirittura un anno.

Vengono organizzate manifestazioni di protesta, tutto il mondo rock entra in subbuglio, svariati gruppi noti o meno decidono di suonare a ripetizione cover dei Rolling Stones.

Tutto il mondo conservatore esulta, tutti i giornali condannano i musicisti, solamente il direttore del Times deciderà di scrivere un editoriale a loro difesa: “chi spezza una farfalla sulla ruota della tortura?”.

La pena sembra effettivamente troppo severa. Si rischia, da parte delle autorità, di creare un effetto inverso. Dopo qualche mese la sentenza viene ribaltata e i due Stones vengono prosciolti.

A questo punto scatta la rappresaglia ed il divertimento. Il nuovo singolo, We Love You, inizia con rumore di catene e porte che si chiudono come se ci si trovi in un carcere. Viene girato anche un videoclip in cui Mick Jagger interpreta Oscar Wilde durante i processi che aveva subito.

Ovviamente nessun canale televisivo acconsentirà mai di trasmetterlo.

About the author

Speaker radiofonico, bassista, appassionato di aneddoti e curiosità che, inconsapevolmente, hanno fatto la storia della musica. Incuriosito dalle filosofie orientali, si diletta con le campane tibetane e tutto ciò che emana buone vibrazioni. Ama le storie che hanno qualcosa da raccontare, i libri e le canzoni che parlano di lunghe strade, sabbia, stelle e salsedine. Convinto che tutto sia un viaggio del quale gustarsi il percorso, in cui ogni meta è solo una tappa intermedia. Calmo e posato, riesce ad infuriarsi solo con l’As Roma.

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