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Maurizio Guccini e le sue “Rock Tales – Storie dimenticate e indimenticabili”: l’intervista

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Maurizio Guccini e le sue “Rock Tales – Storie dimenticate e indimenticabili”: l’intervista

C’è chi lo conosce come speaker radio, chi lo conosce come tiktoker, chi come divulgatore, adesso imparerete a conoscerlo anche come scrittore. Esce il primo libro di Maurizio Guccini, “Rock Tales – Storie dimenticate e indimenticabili“, edito PAV Edizioni nella collana StoryPop.

Rock Tales  – leggiamo nell’introduzione firmata da Maurizio Guccini – è un viaggio affascinante attraverso il cuore pulsante della musica rock, un mondo dove le note e le storie si intrecciano in un armonioso connubio di creatività, ribellione, vittorie e disastri esistenziali. Un invito a immergersi nelle vite tumultuose e nelle menti geniali di coloro che hanno plasmato la storia della musica rock. In queste pagine, scoprirai aneddoti curiosi, leggendari e spesso trascurati, che probabilmente getteranno nuova luce su alcune delle icone più celebri della scena musicale”.

In occasione dell’uscita del libro e del successivo tour promozionale che vedrà Maurizio protagonista di presentazioni, ospitate e firmacopie, abbiamo intervistato il neo scrittore per saperne di più sul libro e sulle storie che contiene.

Cosa ti ha ispirato a realizzare il format “Rock Tales”, prima sui social e adesso con il libro? C’è stato un momento particolare che ha acceso la scintilla per questo progetto?

Durante i miei trascorsi radiofonici ad un certo punto mi sono reso conto che stava venendo a mancare una cosa fondamentale nel mondo musicale e radiofonico: la condivisione di storie e racconti, la conoscenza di fatti e aneddoti che di fatto hanno indirizzato e influenzato artisti. E un mezzo come la radio, in cui la fantasia e l’immaginazione rimane al primo posto, è impensabile ridursi al minimo, al banale, allo scontato.

Il titolo del libro è “Rock Tales – Storie dimenticate e indimenticabili”. Puoi raccontarci una delle storie che più ti ha colpito?

Quelle che ho vissuto con più curiosità, seppur non siano quelle più altisonanti, sono quelle che mi sono state raccontate direttamente dagli artisti che ho intervistato. Scoprire che dietro canzoni che sono rimaste nei cuori di molti ci siano persone con i nostri stessi problemi, le nostre stesse emozioni, rende una canzone più leggendaria.

Hai un background ricco di esperienze radiofoniche e musicali. In che modo queste esperienze hanno influenzato il contenuto del libro?

In ogni modo possibile. Sono una spugna per quanto riguarda storie, aneddoti, fatti e persone. Ogni spunto è buono per approfondire e arricchire il mio bagaglio di esperienze, ogni persona che ho incontrato ha involontariamente fatto parte di questo libro.

Durante la pandemia, hai iniziato a raccontare aneddoti musicali su TikTok. Come ha influenzato questo approccio il modo in cui hai scritto e presentato le storie nel libro?

TikTok è stata un’enorme sorpresa. Durante la pandemia sono stato uno dei pochi a continuare a trasmettere tutti i giorni. Il problema è che la stragrande maggioranza del pubblico solitamente è alla guida e la gente invece era a casa. Ho iniziato ad esplorare ogni strumento utile per diffondere maggiormente le mie trasmissioni. Quando sono arrivato su TikTok era ancora un’app dedita a balletti e altre cazzate. Ho provato a divulgare storie e racconti dietro alle canzoni che trasmettevo. Il successo è arrivato inaspettato, ci ho preso gusto e così ho iniziato un lungo percorso. Mi sono reso conto che non è vero che le persone non hanno più pazienza o hanno smesso di ascoltare. Semplicemente non hanno nulla di interessante da ascoltare.

Qual è stata la reazione più sorprendente o inaspettata che hai ricevuto dai tuoi follower su TikTok riguardo ai tuoi video sul rock?

innanzitutto le dimostrazioni di affetto ed i complimenti che mi arrivano ogni volta che pubblico qualcosa di interessante. La cosa più sorprendente forse è stata eguagliare e superare il successo di video di tendenza da pochi secondi parlando di prog rock anni Settanta o di cantautorato anni Sessanta. Quando superi le duecentomila visualizzazioni, con decine di migliaia di like, parlando di Genesis o Jimmy Fontana, è come se ne avessi fatte milioni con argomenti più attuali.

Maurizio Guccini con Claudio Simonetti

Nel tuo libro, esplori le vite tumultuose di molte icone del rock. C’è un artista o una band che, secondo te, ha un’influenza sottovalutata o misconosciuta sulla storia della musica rock?

Molti album prog rock italiani e inglesi potrebbero essere paragonati a pietre miliari della letteratura. Eppure, nonostante il grande successo degli anni Settanta, oggi sono pressoché dimenticati e sconosciuti ai giovani.

Parli di come l’industria musicale moderna e i talent show abbiano cambiato la percezione della creatività. Qual è il tuo punto di vista su come gli artisti emergenti possano mantenere la loro autenticità in questo contesto?

L’artista è artista tanto quanto riesce a trasformare in arte la propria sensibilità, riuscendo di volta in volta ad approfondire tematiche ed emozioni nelle quali si riconosce il pubblico. I talent oggi puntano esclusivamente alla tecnica e all’apparenza. Al successo immediato, che magari dopo due anni sparisce. Le produzioni discografiche ancora peggio. Puntano ad abbassare l’artista al livello del pubblico, a semplificare ogni personalità e conseguentemente ogni prodotto.

Hai guidato per molti anni il drive time di Radio Italia Anni ’60. Quali sono state alcune delle interviste più memorabili che hai condotto e che magari hai incluso nel libro?

Quelle che non ti aspetti. C’è l’artista che stimi molto che magari non ha voglia di conversare, al contrario quello a cui non davi un soldo di fiducia che ti racconta cose bellissime. Poi ci sono personaggi incredibili che ho avuto la fortuna di incontrare, come Phil Palmer, Gary Stewart Hurst, Klaus Voormann. Persone che hanno suonato e collaborato con Beatles, Pink Floyd, Dire Straits, Lucio Battisti

Nel libro parli dell’importanza della conoscenza delle radici musicali. Quale consiglio daresti ai giovani musicisti per approfondire la loro comprensione della storia del rock?

Ogni professionista o lavoratore, per eccellere nel proprio campo, deve conoscere personaggi e storie che ne hanno battuto il sentiero. È impensabile voler scrivere testi e musica, o semplicemente interpretare, senza sapere come si è arrivati ad oggi. Eppure oggi spesso avviene questo. Se si vuole far parte di un viaggio, possiamo non immaginare dove arriveremo, ma dobbiamo avere bene in mente da dove si è partiti.

Parliamo un po’ dei tuoi gusti musicali? Che musica ascolti?

Sostanzialmente quella che troverete nel libro. Eppure, ogni giorno, mi sveglio con la speranza di ascoltare qualcosa di diverso, nuovo ed interessante.

Qual è l’album che non riesci a togliere dal tuo lettore?

A seconda del momento vado in loop per qualcosa. Se dovessi sceglierne alcuni onnipresenti, direi A Trick Of The Tail dei Genesis, il White Album dei Beatles, Harvest di Neil Young, Io Tu Noi Tutti di Lucio Battisti.

Nel libro c’è anche un QR code? Cosa ci fai ascoltare?

Inquadrandolo vi si aprirà una playlist di Spotify attraverso la quale potrete ascoltare, in rigoroso ordine, le canzoni riferite alle storie raccontate in Rock Tales Storie Dimenticate ed Indimenticabili!

E’ possibile acquistare il libro di Maurizio Guccini sul sito dell’editore (inserendo il codice autori2024 si può usufruire dello sconto del 10%) – a breve su Amazon, attraverso gli altri store digitali e in tutte le libreria d’Italia.

About Author

Giovanni Lembo

Giornalista, sceneggiatore, speaker, podcaster, raccontastorie, papà imperfetto. Direttore di Sitopreferito.it e fondatore del Preferito Network. Conduce Preferito Cinema Show su Radio Kaos Italy tutti i martedì alle ore 15, e il podcast L'Edicola del Boomer sulle principali piattaforme. Gli piacciono i social, i fumetti, le belle storie, scrivere di notte con la musica nelle orecchie, vedere un sacco di film e sognare ad occhi aperti.

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