Slow Film Fest 5.0, 6/8 Ottobre 2019: visioni al femminile

A pochi giorni dall’inizio della kermesse e a programma ultimato, i numeri parlano chiaro: è il punto di vista femminile uno dei dati più evidenti di questa quinta edizione dello Slow Film Fest, che inizierà a Roma il 6 ottobre.

Dai suoi esordi, la manifestazione, organizzata dall’Associazione Culturale Muovileidee e diretta da Maria Luisa Celani (con la collaborazione alla programmazione di Florencia Santucho, Ilaria Iovine e Cristina Borsatti), dedica un’intera sezione, Wuman Vision, a quei documentari, di produzione nazionale e internazionale, che affrontano l’importante tematica della parità di genere. Ma, mai come quest’anno, la produzione cinematografica indipendente, che è il cuore del programma è, in tutte le sezioni, in larga parte opera di registe donne, spesso giovanissime.

Basti pensare al pluripremiato documentario “Youth Unstoppable”, realizzato dalla regista esordiente Slater Jewell-Kemker, che all’età di soli 15 anni ha iniziato a partecipare ai summit ambientali con la sua macchina fotografica in mano per realizzare un documentario capace di raccontare un movimento giovanile mondiale in gran parte sconosciuto e incompreso.

È un’opera prima anche Veleno della napoletana Rosaria Della Ragione, documentario prodotto dalla CGIL Campania e dedicato a Michele Liguori, tenente dei Vigili Urbani di Acerra, riconosciuto vittima del dovere ed Eroe della Terra dei Fuochi.

E, se la canadese Chanda Chevannes, con il suo Unfructured, porta al festival un documentario di speranza che ritrae da vicino la lotta appassionata della biologa Sandra Steingraber, la regista Irene Felici riflette sulla figura della donna combattente all’interno di una realtà che non favorisce ancora del tutto l’emancipazione. Il suo Overseas è il racconto dell’aiuto che un gruppo di donne offre agli abitanti di un villaggio rurale bengalese, ma anche una riflessione sul digitale, sul mezzo tecnologico e sul suo intervento in una realtà fin ora sprovvista.

Maria Luisa Celani, firma a quattro mani, con il regista Roberto Mariotti, Girotorno, un viaggio, una scoperta, un gioco, l’incontro con e tra i bambini e le bambine di alcune scuole del reatino. Il racconto di quei Comuni che, nonostante la passata esperienza del terremoto, nascondono grande ricchezza, e che attraverso gli occhi dei bambini tornano e continuano ad essere casa, esperienza, risorse, entusiasmo, scoperta e crescita. Maura Viola, invece, Per favore, fate piano, una narrazione proveniente dalle voci di sei giovani intervistati che a ridosso di trenta o più anni si apprestano a raccontare di cosa si occupano, vivendo la città di Venezia come terreno fertile dei propri mestieri.

Sono numerose le registe anche nella Sezione Smart, una vetrina sul “nuovo”, in cui si dà spazio ai giovani autori e alle nuove forme di sperimentazione cinematografica e audiovisiva. Dall’argentino “Ailin en la Luna” di Claudia Ruiz al colombiano “Naranja”, dal film collettivo “En Boca de Luca” al francese “Guaxuma” di Nara Normade, solo per citarne alcuni. Molti sguardi femminile che utilizzano l’animazione per soffermarsi sui temi dell’amicizia, della parità di genere, della solitudine e dell’intolleranza.

Slow Film Fest è interamente a partecipazione gratuita, grazie al contributo della Regione Lazio, al sostegno della Fondazione Cinema per Roma, City Fest, Cna Roma, i Patrocini di Legacoop Lazio, del Comune di Acquapendente, del Comune di Antrodoco, e alle tante preziose collaborazioni a partire da quelle con l’Accademia di Cinema e Televisione Griffith di Roma e il Cisterna Film Festival.

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