La tragedia della discoteca a Corinaldo: una riflessione del cantautore Patrizio Maria

Patrizio Maria, musicista, autore, cantautore. Tante le collaborazioni con artisti importantissimi del panorama rock e pop italiano. Gli abbiamo chiesto una sua riflessione sulla tragedia della discoteca a Corinaldo, Ancona.

Ritieni davvero che l’unico e ultimo problema che abbiamo in Italia (credo se la giochi alla pari con il terrapiattismo) sia il rapper/trapper Sfera e Basta? Hanno scomodato anche un esorcista per parlare male di lui e dargli del “cattivo maestro”: cosa ne pensi?

“L’Italia è uno stivaletto Dr.Martens pieno e colmo di problemi. Fango e pozzanghere sono sempre in agguato; credo però di appartenere ad un popolo, ad una comunità formata da gente pensante. Marco Aurelio sai cosa diceva? Il modo migliore per difendersi da un nemico è quello di non comportarsi come lui. Addirittura esorcisti? Credo che prima di intervenire su questi ragazzetti avidi di fama e successo bisognerebbe esorcizzare chi li sfrutta e crea palazzi. Sono tanto diversi i mostri creati a tavolino per talent di aspiranti cantanti, ballerini e pasticceri? Preferisco esempi di distruzione futurista a sorrisi finti e marci dove si danno ragazzi in pasto al potere. Quello è un esempio sbagliato, a mio parere. Il successo subito, la calca, i riflettori, hanno generato persone che sono disposte a tutto per apparire senza essere. Lo studio, invece, la gavetta, il sudore sono vecchi e ridicoli ricordi”.

Sei un musicista e cantautore, hai fatto e fai moltissime serate singole e hai anche collaborato e collabori con grandi artisti italiani, ricordiamo Ivan Graziani, Patty Pravo, Little Tony e tanti altri che vorremmo tu ricordassi. Sei un cantautore molto originale ed eclettico. Vorremmo sapere da te, in quanto molto competente, che linguaggio usi Sfera e Basta, così come altri del panorama trap e rap.

“Innanzitutto ti ringrazio. Ecco, appunto io mi occupo di musica, cultura, arte. Dovresti chiederlo ad un sociologo o psichiatra. Quello che mi sento di dire è che ognuno dovrebbe parlare il linguaggio del proprio tempo. Lui ci riesce benissimo parlando del nulla. Stiamo dando importanza ad una finta trasgressione e ribellione, a mio avviso. Credo sia molto più aggressivo chi ancora ha voglia di scrivere canzoni come si faceva una volta. È bizzarro chi si alza alle 5 del mattino e lavora 8 ore al giorno, delle quali 3 le passa nel traffico. Questo è dadaismo urbano. Questa è arte. Preferisco le piccole botteghe ai centri commerciali. Per favore, non facciamo passare per glamour una cosa tamarra piena di pubblicità regresso”.

Parliamo della trap in particolare e non solo di Sfera Ebbasta. Utilizza un un linguaggio (musicale e testuale) comprensibile al suo uditorio, trovi che usi un linguaggio che non ha inventato lui ma che sia una fusione delle serie tv, dei film, della musica pop e del gergo giovanile della sua generazione?

“E’ lo stesso ed identico marasma e carrello linguistico che usano i ragazzini oggi. Comunica bene perchè ha colto in fragrante la diaspora lingua-cervello. Tutto è apparentemente sconnesso e mirato. Sono gusti e sono pareri. Io non mi sento di dire ciò che è bello e ciò che non lo è, parlo soltanto per Patrizio. Trovo che Freak Antoni ed altri personaggi culturalmente fumettistici abbiano già dato molto, in positivo, ovviamente. Stiamo facendo passare un ragazzetto con un dente di ferro come un lucignolo maldestro e poco educato. Ma a Mangiafuoco chi ci pensa?”

E’ un male tutto questo? Il reale problema è davvero il linguaggio usato o stiamo sviando dai veri mali italiani, primi tra tutti l’illegalità e il non rispetto delle regole?

“Personalmente, sono cresciuto con una musica che parlava di guerra, droga, puttane, risse, bottiglie spaccate. Sono amante del punk e della musica hippie. Non mi sono mai fatto una canna o acidi, nonostante molto affascinato da una letteratura ed un cinema pieno di riferimenti lisergici. Pensiamo a Hoffman, pensiamo a film come Easy Riders. La beltà della lingua italiana è variopinta, spinta e scostumata. Abbiamo le metafore, abbiamo tante figure retoriche. Purtroppo tra le figure abbiamo anche tanti personaggi che molti fanno passare per cavi elettrici ma per me sono solo i legacci per fare il caciocavallo”.

La trap è provocatoria, a tuo avviso? Qual è la differenza tra trap e rap? Lo spieghiamo a chi ci legge.

“Provocatoria? No. Ci lasciamo spaventare da quattro tatuaggi in testa, due piercing, due stole di volpe fuxia e quattro anelli del canile? “Manossignore”. Pensa a come è più snervante o come è più provocatoria la signorilità. Hitchcock, Raimondo Vianello, Elvis Costello, penso siano più trasgressivi di due trapper in divisa. Ribelli si nasce, non si diventa, non è una moda”.

Cocaina ed eroina sono tornate (se ne erano mai andate?), circolano tranquillamente nei locali, fra i ragazzi in quantità e a costi bassi. Le ha diffuse la Trap? O le demonizza, sbattendo in faccia ai ragazzi quello che succede?

“La droga non è mai sparita. Gira più droga nel cinema o nei giri di cantanti dopo-lavoristi. Se vuoi trovarne di pesante basta fare un giro anche nei circoli dove vino e cocaina sono il sottofondo di urla in dialetto e grevi imprecazioni. Io comunque non voglio parlare di droga. Datemi la cioccolata, una chitarra e qualcosa su cui dormire”

Questi nostri adolescenti, sono i parenti poveri di Chiara Ferragni e Fedez?

“Sono alla pari. Da una parte i poveri di spirito, dall’altra i poveri di tasche. Robin Hood non esiste più. In ogni caso la “merda” di artista è stata già fatta concettualmente. Adesso abbiamo “artisti di merda”.

La musica e i testi sono messi sotto accusa, in questo momento. Lo trovi giusto? E’ una cosa che accadeva anche negli anni precedenti, il rock era considerato demoniaco e le droghe sono sempre circolate. Davvero oggi è peggio di ieri, cosa è cambiato?

“E’ cambiata la curiosità, secondo il mio parere, la voglia, interesse, passione, gioco, ironia. È una continua sfida a superare gli altri. Una volta era una continua sfida per migliorare se stessi”.

Band leggendarie hanno fatto uso di droghe, pensiamo all’LSD dei Pink Floyd per le sperimentazioni di psichedelia oppure testi durissimi, pensiamo ai Rolling Stones o a Lou Red, Black Sabbath. Anche i Beatles sconvolsero il mondo e li giudicavano non in linea con il pensiero comune. Cosa ne pensi al riguardo?

“Non solamente gruppi, artisti, band, ma anche pellicole, rappresentazioni teatrali, poesie, romanzi. Erano periodi beat. Gli hippie. Il rock. La psichedelia soprattutto, rappresentativa di un genere stufo. Hanno semplicemente fatto da cavie ma del resto hanno anche appassionato e creato opere storiche che forse ricorderemo per sempre. Il concetto è molto estetico e filosoficamente spirituale. Elton John un vaso da notte in testa può metterlo perchè può permetterselo. Bisogna fare autocritica ed in ogni caso essere se stessi. La costruzione sfrenata, epidermica e sociale di un personaggio oggi passa tutto per il successo immediato e blasonato. Una volta aveva senso On the Road di Keruac, avevano senso quasi tutte le cose, perchè si sperimentava, si giocava, si rischiava con la propria faccia, pelle. Oggi si delega il dolore, si delega la felicità e sai benissimo che nelle epoche morte i tombaroli sono sempre in agguato”

Cosa ci insegna la tragedia di Corinaldo? Siamo al tutti contro tutti per le ultime briciole di benessere? Perchè un artista accetta due, tre DJ set a serata, anche in posti distanti tra loro? Sono mini concerti economici, il profitto è messo sempre davanti a tutto? Che esperienza hai, al riguardo?

“Una volta gli artisti facevano anche tre serate al giorno. In teatro spesso lo si fa. Si è sempre suonato nelle carceri, nelle caserme, nelle scuole, poi la sera si teneva il classico concerto con biglietti a pagamento nei palatenda. Il problema oggi non è quello di fare tre o quattro cose contemporaneamente; il vero dramma è pendere dalla bocca di alcuni personaggi. Certe volte credo ci sia un ricatto mentale che scatta nella testa di alcune persone. Personalmente, essendo nato nelle Marche, sento molto vicina questa tragedia. Sono morti dei ragazzini. Ma non credo che per un cretino che spruzzi lo spray al peperoncino bisogna fare un processo ad una generazione intera. Ci sono sempre stati i cattivi ed i bravi ragazzi. Poi, certamente, il modo in cui amano esprimersi e quello che ascoltano lo capisco solo a livello sociale e lo attribuisco alla poca cultura, ricerca, originalità ma qui si va oltre; ci sono ragazzi giovanissimi, adolescenti che non sorrideranno più, non correranno più”.

Questa tragedia pone il dito su un problema serio, grave: la mancanza di controlli, le regole aggirate e non applicate, la messa in sicurezza, il rispetto delle regole, i fondi da destinare alla sicurezza, il personale interno di sicurezza che sia qualificato e non reperito chissà dove ma formato ad hoc; inoltre, la scarsità delle prove di evacuazione obbligatorie e la speculazione dei biglietti staccati sulla reale capienza del locale. Risposte che darà la Magistratura. Cosa ne pensi, in base alla tua esperienza?

“Siamo davanti a una tragedia seria e pesante. I controlli dovrebbero essere a tappeto e severi. Bisogna controllare il numero dei biglietti venduti e verificare effettiva capienza del locale. Non si può per qualche dollaro in più giocare con la vita di ragazzini. Il trapper, Sfera Ebbasta, per me poco c’entra. Dovrebbero, a mio avviso, fare chiarezza sugli accordi di management e su chi ha organizzato questa serata. In ogni caso morire così schiacciati e calpestati è una cosa assurda che fa veramente male. Lo voglio ribadire: lavoro con i ragazzi, sono nato nelle Marche e quindi questa cosa mi ha lasciato pieno di rabbia e tristezza”.

About the author

Alessandra Paparelli, speaker professionista a Radio Italia Anni 60 Roma, 100.5 FM e canale TV, speaker a Radio Kaos Italy, The web Station, Radio Città Aperta. Tanti anni in radio come redazione, ufficio stampa e marketing, Radio Spazio Aperto, Radio Rock e altre emittenti romane. Collaboro con SitoPreferito, collaborazioni con Roma Est Magazine, Extra Music Magazine, Blasting News e Telegiornaliste.com.

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