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Recensione di “Argylle – La super spia”, scatenata action comedy in cui Matthew Vaughn fonda il suo “Vaughnverse”

Segui Email Matthew Vaughn vorrebbe girare un film di James Bond. No, non solo perchè è inglese. Vi spiego.

Recensione di “Argylle – La super spia”, scatenata action comedy in cui Matthew Vaughn fonda il suo “Vaughnverse”

Matthew Vaughn vorrebbe girare un film di James Bond. No, non solo perchè è inglese. Vi spiego.

Non so se lo ha mai dichiarato, ma, a scorrere la sua filmografia, non sembra così improbabile. Il suo primo film è The Pusher, del 2004, dove il protagonista è (Ta-dan!) Daniel Craig, cioè l’ultimo, ottimo, James Bond. Il film, per chi non lo ricorda, è un po’ sulla scia di Lock & Stock – Pazzi scatenati e Snatch – Lo strappo cui il nostro Matthew ha messo le mani in quanto amico di Guy Ritchie, ed è un film di gangster dove Craig sparge coolness a piene mani.

Dopo Stardust (da Neil Gaiman), Kick-Ass (cinecomic, bellissimo) e X-Men – L’inizio (altro cinecomic, meno bello, tra l’altro ambientato negli anni ’60 stile – guarda caso – James Bond), Matthew Vaughn firma un trittico di film che vanno in crescendo, e dove affina il suo stile fatto di commedia, azione sfrenata e… spie, ovviamente tenendo un occhio sul mondo di James Bond: Kingsman – Secret Service, Kingsman – Il cerchio d’oro e The King’s Man – Le origini.

E poi arriva questo Argylle – La super spia, con un cast impressionante e un trailer che, incredibile di questi tempi, non rivela niente di quello che si andrà a vedere.

Perchè uno dei punti di forza del film è proprio la sua imprevedibilità, e quello che si svela davanti ai nostri occhi di spettatore è un film che cerca una visione originale della spy story, una action comedy scatenata e imprevedibile.

La storia: Elly Conway, una scrittrice di spionaggio introversa che lascia raramente la sua casa, viene trascinata nel mondo reale dello spionaggio quando scopre che le trame dei suoi libri si avvicinano un po’ troppo alle attività di un sinistro sindacato clandestino. Quando Aiden, una spia, si presenta per salvarla, Elly e il suo amato gatto Alfie vengono catapultati in un mondo segreto dove niente e nessuno è ciò che sembra.

Un cast corale che funziona alla perfezione

Sembra un po’ The Lost City mischiato a Vero come la finzione e magari anche un pizzico di esoticità all’Inseguimento della pietra verde? Ma vi do anche un altro suggerimento che solo chi ha memoria lunga può ricordare: Alias, con la bellissima spia Jennifer Garner, serie tv creata da J.J. Abrams.

Per il resto da me non saprete altro, non sarò certo io a rovinarvi la sorpresa.

Vi basti sapere che il film ha un cast corale che funziona alla perfezione che è composto da Henry Cavill (che si diverte un mondo, e si vede), Bryce Dallas Howard, Sam Rockwell, Bryan Cranston, Catherine O’Hara, Dua Lipa, Ariana DeBose, John Cena e Samuel L. Jackson, si ride spesso e volentieri e contiene alcune sequenze action da mascella a terra.

Avete presente quando John Woo nelle sue furiose coreografie d’azione dichiara di ispirarsi ai musical hollywoodiani? Matthew Vaughn fa la stessa cosa, letteralmente, e il risultato in un paio di occasioni è strabiliante, coadiuvato da una selezione musicale che comprende grandi classici del passato fino alla “recente” Now and Then dei Beatles.

Piccolo appunto: se vi state chiedendo come è possibile che una canzone rilasciata pochissimi mesi fa (2 novembre 2023 per la precisione) sia finito in un film ora in uscita è presto detto. Matthew Vaughn è stato contattato da Giles Martin, figlio del produttore dei Beatles George Martin, chiedendogli di usare una traccia dei Beatles nel film. Vaughn, un fedele appassionato del gruppo di Liverpool, ci ha pensato, ma poi ha risposto che non poteva permetterselo. E Giles ha rilanciato dicendo che esisteva una nuova traccia dei Beatles che poteva funzionare. Il resto è storia. E Now and Then funziona alla grande.

Un film a tratti compiaciuto ed eccessivo… ma con stile!

Consapevole dei suoi punti di forza il film appare a volte troppo compiaciuto, fino a sfiorare una lunghezza un po’ eccessiva che in alcuni punti stanca e uno sbilanciamento di toni che può disorientare.

Ma avercene di spettacoli simili, di creatività usata così spudoratamente, di cinema divertito e divertente a volte in maniera così spudorata da essere irresistibile..

Non so se Matthew Vaughn dirigerà mai uno 007 – probabilmente no, a meno di non comprimere il suo talento trasbordante o decidere, da parte della famiglia Broccoli, di stravolgere completamente i toni dell’agente segreto più famoso – ma questo Argylle – La super spia è un perfetto inizio di una nuova trilogia cinematografica, all’insegna di uno scatenato “Vaughnverse“.

Ah già, perchè non vi ho detto una cosa. Non vi alzate ai titoli di coda, c’è una scena post crediti che farà felici gli appassionati di… no, non ve lo dico, ma dovete vederlo.

About Author

Giovanni Lembo

Giornalista, sceneggiatore, speaker, podcaster, raccontastorie, papà imperfetto. Direttore di Sitopreferito.it e fondatore del Preferito Network. Conduce Preferito Cinema Show su Radio Kaos Italy tutti i martedì alle ore 15, e il podcast L'Edicola del Boomer sulle principali piattaforme. Gli piacciono i social, i fumetti, le belle storie, scrivere di notte con la musica nelle orecchie, vedere un sacco di film e sognare ad occhi aperti.

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