MONTEROTONDO: la violenza non scoraggi le ragioni della protesta

Aggressione al Peano, dura condanna del sindaco Alessandri che lancia un appello: “No a reazioni violente” “La violenza non scoraggi le ragioni della protesta”  Dura condanna per l’aggressione di matrice politica al liceo Peano. La esprime il sindaco Alessandri, assieme a «sentimenti di profonda solidarietà e vicinanza ai due ragazzi seriamente feriti» e alla certezza che «come sempre, le forze dell’ordine faranno in tempi brevi il loro dovere ricostruendo le dinamiche dell’aggressione e individuando i responsabili». «Mi auguro ed è l’invito che rivolgo loro – prosegue il sindaco – che i due ragazzi vigliaccamente colpiti non rinuncino a vivere la propria militanza ed il proprio impegno rifuggendo l’ansia ed il timore di manifestare le proprie idee a causa di alcuni teppistelli che pensano di diventare qualcuno per il solo fatto di prevaricare fisicamente gli atri». Lo stesso invito il sindaco lo rivolge ai ragazzi delle scuole di Monterotondo aderenti alle ragioni della protesta che sta scuotendo la scuola italiana «a non farsi scoraggiare da quanto avvenuto se ritenete, come anch’io ritengo, del tutto giusto protestare contro l’ipotesi di riforma universitaria del ministro Gelmini» e a tutti indistintamente, anche a coloro che non condividono né la forma e né le motivazioni della protesta «a rispettarsi a vicenda scongiurando atti ed atteggiamenti violenti che possono letteralmente rovinare l’esistenza». Ciò che secondo il sindaco va comunque respinto senza esitazione è che passi l’equazione secondo la quale «chi protesta e occupa le scuole agisce nell’illegalità e chi non è d’accordo e magari va a menarli è un ripristinatore d’ordine. Quest’idea, oltre ad essere sbagliata ed eticamente immorale, è profondamente offensiva dell’intelligenza e della passione politica e sociale di chi, giustamente, sta spendendosi in prima persona per raggiungere un obiettivo nel quale crede».
Un ultima riflessione il sindaco la riserva alle famiglie dei picchiatori: «Certi atteggiamenti non sono ragazzate ma un problema serio che riguarda direttamente le famiglie. Ragazzi che ostentano comportamenti del genere vanno seguiti molto da vicino, assumendosi precise responsabilità. Altrimenti lo stesso ambiente familiare finisce col propagare tacitamente il germe della violenza».

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Giornalista, sceneggiatore, raccontastorie, papà imperfetto. Direttore di Sitopreferito.it e fondatore de laragazzapreferita.it e di romastorie.it. La sua vocazione è raccontare storie improbabili di ingenui e sognatori. Ha un sacco di amici immaginari...

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