Revolution: la band italo/neozelandese che suona rock in Cina (e spacca di brutto)

Secondo il Consolato Generale d’Italia a Guangzhou – Canton, i Revolution sono la più grande rock band di Dongguan. Fanno rock’n roll che spacca, che impone cori e fa pogare: nati nel 2011 grazie al chitarrista e compositore Frank Chelini, al cantante e paroliere Andy Rossi, al bassista Vitto Figio, e al batterista Marcus Hemopo (un infiltrato neozelandese… ma italiano ad honorem), hanno imposto il loro stile di esibizioni spettacolari e musica ad altissimo volume.

Classic rock, hark rock, blues, punk, ballad da accendino acceso, il tutto condito con l’energia di Andy che non sta fermo un attimo ed incendia ogni palco, coadiuvato da una band che crea un tappeto sonoro privo di attimi di pausa: un ottovolante rock su cui fare un giro è assolutamente consigliato.

Ne parliamo con Andy, che ci racconta come da Casali di Mentana, alle porte di Roma, è arrivato a suonare rock in Cina.

Da quando tempo sei in Cina?
“Sono in Cina ormai da quasi 14 anni, il tempo è volato. La mia decisione di studiare all’università Cinese è stata strana ed avventata. Dopo quasi tre anni di Giurispridenza ho deciso improvvisamente di cambiare, realizzando che non sarei mai potuto diventare un avvocato. Quindi d’istinto mi sono buttato sulla Cina. Tanti anni ora sembrano passati, tra esperienze belle e meno, ma oggi posso certamente dire di aver trovato una mia dimensione e che la vita vista da qui ha certamente il suo fascino”.

Era già appassionato di musica?
“Di musica si, ero abbastanza appassionato, ma non certo fino ad immaginare di poter arrivare a far parte di una band”.

Quando hai deciso di mettere in piedi la band?
“La Cina ti riserva tante soprese, qui tutto cambia e gira cosi velocemente che ti ritrovi poi a dire “ma come è successo?”. Ed ecco che arrivato in Cina, tra lavoro e divertimento ho scoperto nei primi anni il karaoke. Lì ho cominciato a cantare, e più cantavo e più mi piaceva. Poi nel 2011 ero sotto casa a bere un caffè e un mio amico italiano mi presenta un tipo riccio di nome Frank (Francesco), lui mi dice che è un chitarrista, che è stato anche nella scena musicale italiana uno conosciuto e che insomma ci sa fare. Io la butto lì per gioco e gli dico diretto “ok io canto e mettiamo su un gruppo”! Da li per scherzo, I Revolution sono nati. Con l’aiuto di Frank, la sua pazienza, ho cercato di migliorare e ora oggi continuiamo imperterriti a suonare”.

La formazione ha subito variazioni dal giorno della sua formazione ad oggi?
“Tra il 2011 e 2012 la formazione a parte me e Frank aveva un batterista di Singapore, simpatico ma ad ogni concerto perdeva sempre le bacchette e ci buttava tutti fuori tempo. Al basso c’era Michele, italiano che poi per esigenze di lavoro ha lasciato il gruppo. La spinta verso un livello più alto è arrivata quando sono entrati nei Revolution Marcus (Nuova Zelanda) e Vittorio (Vitto) al basso. Ci siamo resi conto di avere un buon potenziale ed abbiamo iniziato a impegnarci molto duramente tutti pepr migliorare. Io ho preso lezioni di canto da una cantante cinese abbastanza famosa e poi abbiamo iniziato a scrivere nostri pezzi”.

Cover o pezzi originali?
“Il nostro repertorio ha ad oggi più o meno 70-80 cover, un paio anche in cinese, ma dalla fine del 2016 abbiamo tutti sentito il bisogno di cominciazare ad esprimerci con pezzi originali. Con Frank ispirato, Vitto sempre sperimentale, ho quindi messo giù alcuni testi in Inglese. Mi è sempre piaciuto scrivere e così ho anche realizzato questo piccolo desiderio”.

Influenze musicali?
“Le nostre influenze sono molto varie, ma tutte sulla linea Rock. Frank e Marcus piu sul rock classico anni 70-80, io e Vitto rock magari più anni 90. Tuttavia ognuno poi nel proprio ambito mette il suo stile nell’ interpretazione dei pezzi sia cover che originali, per cui poi quello che esce fuori è un suono molto riconoscibile Revolution. Le nostre cover sono sempre molto differenti dagli originali proprio per questo”.

Parlaci della scena musicale cinese.
“La scena musicale in Cina è molto particolare, ci sono molti locali dove suonare, ed una volta entrati nel “giro”, sono loro che ti cercano. Tra un impegno e l’altro di lavoro, cerchiamo tutti di organizzare mese per mese i nostri concerti e di concentrarci durante i week end in modo da non avere ripercussioni sul lavoro. I locali sono incredibilmente belli, la maggior parte, con palchi molto grandi e attrezzature veramente al top, per noi è davvero stimolante andare a suonare in posti dove c’è persino il mixerista che ti segue e ti mette a posto i cavi”.

Avete fans agguerriti?
“La risposta del pubblico cinese di fronte al nostro rock devo dire che è molto positiva, in questi anni molte persone ci seguono e ci sono ad ogni concerto per sostenerci e sentire pezzi nuovi. Un gruppo molto vario: cinesi, italiani, americani, inglesi, russi ecc… Suonare in Cina, inoltre, significa anche partire per città che hanno una popolazione gigantesca. Noi tutti viviamo a Dongguan nel sud dellla Cina 8 milioni, ma suoniamo piu’ spesso a Canton e Shenzhen che fanno più del doppio degli abitanti. Poi Hong Kong, Shanghai ed altre città. Insomma ad oggi abbiamo un buon portfolio di locali dove poterci esibire oltra a vari festival che si organizzano durante l’anno”.

In previsione qualche uscita discografica?
“Al momento abbiamo otto pezzi orginali, abbiamo fatto dei demo, vorremmo certo cercare di pubblicarli trovando il giusto sostegno per una registrazione più professionale. Però non abbiamo fretta, ci piace suonare live, ci piace il contatto con la gente e dare tutto sul palco, direi che dal vivo che Revolution rendono al massimo”.

Torneresti in Italia?
“Tornare in Italia per ora non ci penso. Ho ormai una famiglia qui, un buon lavoro e con la band ci si diverte tanto. Certo vengo spesso per le vacanze ma non ho nei miei programmi un rimpatrio nel breve futuro. Sicuramente ci piacerebbe venire in Italia a suonare! Perchè no!”.

Come nasce un vostro brano originale?
“Di solito durante le prove, Frank arriva e ci fa sentire un giro di chitarra o un Riff e da lì partiamo tutti, cercando di mettere in piedi una struttura musicale e poi io ci metto i testi. Altre volte però ho testi già scritti così per ispirazione e li propongo al gruppo e poi si trova la canzone adatta”.

Per ascoltare i brani dei Revolution, cliccate qui e… buon ascolto!

About the author

Giornalista, sceneggiatore, raccontastorie, papà imperfetto. Direttore di Sitopreferito.it e fondatore de laragazzapreferita.it e di romastorie.it. La sua vocazione è raccontare storie improbabili di ingenui e sognatori. Ha un sacco di amici immaginari...

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