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THE PØRNØGRAPHƏR, il corto realizzato in AI dal collettivo milanese Hariel, vince il Premio Centro Nazionale del Cortometraggio alla 40. SIC

THE PØRNØGRAPHƏR, il corto realizzato in AI dal collettivo milanese Hariel, vince il Premio Centro Nazionale del Cortometraggio alla

THE PØRNØGRAPHƏR, il corto realizzato in AI dal collettivo milanese Hariel, vince il Premio Centro Nazionale del Cortometraggio alla 40. SIC

Il cortometraggio THE PØRNØGRAPHƏR del collettivo milanese HARIEL, generato con l’intelligenza artificiale, si aggiudica il Premio Centro Nazionale del Cortometraggio | ShorTO Film Market alla 40esima edizione della Settimana Internazionale della Critica, riconoscimento assegnato da una giuria indipendente, nell’ambito dell’82esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

È la prima volta che un film generato con l’intelligenza artificiale – interamente composto da inquadrature prodotte con algoritmi – accede al concorso di una sezione competitiva ufficialmente riconosciuta del festival veneziano, presentando per la prima volta immagini in movimento prodotte con l’IA. Realizzato dai registi milanesi Pietro Lafiandra, Flavio Pizzorno e Andrea Rossini, THE PØRNØGRAPHƏR è il secondo cortometraggio del trio e il primo firmato con il nome del neonato collettivo HARIEL. Quest’opera pionieristica si inserisce nel dibattito contemporaneo sull’arte e la tecnologia, esplorando le nuove frontiere estetiche aperte dall’uso di modelli generativi.

La trama

THE PØRNØGRAPHƏR si dipana attraverso una videochiamata che vede tre uomini lottare per comprendersi. Con uno sguardo dall’alto, o da un luogo indefinibile, un computer si trasforma in una moderna Torre di Babele. Il film è un viaggio viscerale nella “carne marcita delle immagini”, conducendo lo spettatore verso la conoscenza del loro creatore e la scoperta di qualcosa di intimo su se stessi, in un luogo dove i corpi appaiono nella loro essenza.

La visione di HARIEL

Per i registi, la selezione a Venezia rappresenta una legittimazione cruciale.

“Portare delle immagini in movimento prodotte con l’IA a Venezia significa per noi una legittimazione importante: il cinema algoritmico si muove anche in un contesto così importante sullo stesso piano del cinema live-action e dell’animazione tradizionale, senza alcun distinguo”, dichiarano Lafiandra, Pizzorno e Rossini.

Il film, classificato nei generi sperimentale e horror, è una testimonianza dell’impegno di HARIEL nell’esplorazione e nella formalizzazione di un approccio culturologico alle immagini algoritmiche, come espresso nel loro manifesto umanista per un cinema in intelligenza artificiale, pubblicato il 1° aprile 2025.

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