Andy Warhol in mostra al Complesso del Vittoriano: la genialità, le provocazioni, il percorso di un artista attualissimo

Andy Warhol in mostra a Roma fino al 3 febbraio 2019, realizzata dal Complesso del Vittoriano mette in luce le provocazioni, la genialità, l’anima poliedrica e stravagante di uno degli artisti più importanti e influenti, amico a sua volta di grandissimi artisti e intellettuali, del XX secolo.

David Bowie, suo grandissimo amico, disse di lui “Andy Warhol è uno spasso. Lo appendo alla mia parete”.

Andy Warhol è davvero il padre di un’epoca e di una cultura d’avanguardia in un momento di rinvigorimento economico, sociale e culturale che ha segnato inevitabilmente le nostre epoche; pur essendosi affermato tra gli anni ‘60 e ’80 rimane attualissimo.

Warhol iniziò a dipingere nel 1960 e lo fece ritraendo e riproducendo sui suoi quadri i personaggi dei fumetti, divenuti icone e celeberrimi nel tempo; poi nel 1962 gli venne la geniale idea di riprodurre su 32 tele, ben trentadue scatole di zuppe Campbell, un prodotto molto comune negli Stati Uniti e così raffigurò reparti interi di supermercati dove venivano vendute le famose minestre.

Prodotti consumistici riprodotti in serie, a “random”. Quando Marilyn Monroe morì, all’apice del successo, donna e attrice malinconica, in quello stesso anno 1963, Warhol decise di riprodurre il ritratto di Marilyn in un’unica tela: una ennesima provocazione: infatti per l’artista anche le attrici famose erano un normalissimo prodotto di consumo.

Siamo tutti in vendita, siamo tutti sopra uno scaffale: esattamente come le celebri scatole di zuppe ben allineate negli scaffali di ogni supermercato, come i fumetti nelle edicole, come ogni genere di consumo esposto alla voglia e al gradimento del pubblico.

Possiamo oggi dire che Warhol era molto avanti, era davvero lungimirante; nel 1963 prese una foto della Monroe scattata qualche anno prima, esattamente sul set del film Niagara del 1953, da un giornale. La foto non era a fuoco, era venuta piuttosto male ma era ciò che Warhol cercava: la fotografò, la fece ingrandire e la fece stampare in bianco e nero grazie alla tecnica della serigrafia che somigliava alla tecnica dello stencil: cinquanta Marilyn Monroe su una tela lunghissima, più di due metri, i venticinque ritratti di sinistra furono colorati di blu, rosso, arancione, verde. Mentre i venticinque ritratti di destra li lascò in bianco e nero.

Apparentemente uguali, quei volti rimasti nell’immaginario collettivo come sacri e immutabili, resi icone, in realtà nessuno era uguale all’altro. I ritratti di sinistra mostrano il tempo che passa e l’invecchiamento della donna Marylin, i ritratti di destra l’invecchiamento dell’attrice Marylin Monroe, i segni del tempo scalfiti sul suo volto. Con quest’opera, l’artista ha voluto mostrare al Mondo che l’attrice famosa e la donna sono sullo stesso piano, e non solo: sono su uno scaffale, in bella mostra come le zuppe da acquistare!

About the author

Alessandra Paparelli, speaker professionista a Radio Italia Anni 60 Roma, 100.5 FM e canale TV, speaker a Radio Kaos Italy, The web Station, Radio Città Aperta. Tanti anni in radio come redazione, ufficio stampa e marketing, Radio Spazio Aperto, Radio Rock e altre emittenti romane. Collaboro con SitoPreferito, collaborazioni con Roma Est Magazine, Extra Music Magazine, Blasting News e Telegiornaliste.com.

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