Brutti, pericolosi e puzzolenti: conosciamo meglio i Troll!

Sarò sincera, i troll sono quelle creature di cui il mondo della fantasia poteva tranquillamente fare a meno. I troll sono brutti e pericolosi, stupidi o malvagi e, per di più, puzzano.

Ora ditemi chi ne avrebbe sentito la mancanza.

Fortunatamente per noi, vivono nel nord Europa, principalmente in Scandinavia, Norvegia, Danimarca, Svezia e Scozia. Anche se, lassù, le persone devono avere una vena masochistica visto che, nei primi quattro paesi, questa creatura sembra essere considerata l’orgoglio nazionale.

Ma andiamo con ordine, fornendo, prima di tutto, una descrizione accurata del suo aspetto, del suo habitat e delle sue abitudini.

I Troll

Identikit del troll

Dunque, i troll sono creature di forma umanoide con una pelle ruvida, irsuta e, a volte squamosa, il cui colore può andare dal grigiastro al verdognolo; hanno un enorme nasone perennemente gocciolante, una lunga coda da mucca e quattro dita per ogni arto. La maggior parte di loro è di grandi dimensioni – raggiungono i tre metri e mezzo di altezza – ma ne esistono anche alcuni più bassi di un essere umano. In linea di massima non possono definirsi di bell’aspetto, sebbene le pochissime troll femmine, abbiano tratti un po’ più aggraziati, nonostante i lunghi artigli che hanno al posto delle unghie. Potremmo considerare un indennizzo per la loro bruttezza, il fatto che abbiano la capacità di mutare dimensione e forma. Vivono, ahimè, tra i 150 e i 200 anni ma, se illuminati dalla luce del sole, si tramutano in pietra; infatti sono creature notturne.

I Troll

I troll vivono dove la natura è incontaminata, all’interno di grotte, colline o montagne, circondati da boschi fitti e lussureggianti. E, sebbene spesso siano creature rozze, all’interno delle loro dimore troverete grandi ricchezze e oggetti preziosissimi e raffinati – che di certo non hanno ottenuto lavorando – per cui vanno letteralmente pazze.

Sebbene esistano troll dal comportamento benevolo nei confronti degli esseri umani, costoro sono assai rari, mentre la maggior parte di queste creature sono di natura malvagia o tuttalpiù stupida, ma comunque pericolosa: sono soliti tendere inganni, alcuni di loro hanno la capacità di assoggettare le persone con la magia per rapirle.

Infatti, una pratica molto diffusa tra i troll, poiché le femmine della loro specie sono praticamente estinte, è rapire ragazze umane per riprodursi. Solitamente le fanciulle in questione non sopravvivono al parto ma, come in una macabra forma reverse dell’accoppiamento tra mantidi, tanto ormai hanno esaurito la loro funzione. Tuttavia, gli esseri umani non vengono rapiti solo per questo scopo, bensì anche per renderli schiavi o per banchettarci, e ovviamente non sto parlando di un invito a cena… infatti, i troll apprezzano molto la carne umana che si dilettano a cucinare in vari modi.

Un’altra orribile abitudine di queste creature è quella di rubare i bambini nelle culle e lasciare al loro posto dei cuccioli di troll.

Infine, i troll pare abbiano il vizio di molestare i caproni, ma preferisco non approfondire in quali termini.

Fortunatamente queste creature sono molto infastidite dai rumori e per metterle in fuga è sufficiente fare chiasso, battere le mani o ancor meglio suonare le campane, poiché detestano il loro suono.

Troll nell’araldica

Dovete sapere che un troll senza testa, campeggia sullo stemma della nobile famiglia Trolle – originaria della Svezia – che ha dato i natali ad alcuni personaggi di spicco nella storia di Svezia e Danimarca sin dal Medioevo. I loro antenati di linea maschile storicamente attestati sono conosciuti fin dal XIV secolo. Il primo antenato storico era il cavaliere Birger Knutsson, noto anche come Birghe Trulle.

Secondo la tradizione, la famiglia aveva assunto questo blasone sulla base di una leggenda secondo la quale il loro antenato Herve Ulf – uno dei capostipiti della famiglia – svegliatosi molto presto la mattina di Natale, con la sensazione di essere in ritardo per la messa, fece sellare il cavallo e di gran carriera si diresse verso la chiesa. Circa a metà strada del suo percorso, incontrò un gruppo di persone molte piccole intente a banchettare e festeggiare. Tra questi una giovane donna si fece avanti con un corno invitandolo a bere. Ulf finse di accettare ma poi gettò il contenuto alle sue spalle e con la spada in nome di Dio decapitò uno dei troll che si trovava vicino a lui. Direttosi poi velocemente verso la chiesa alla fine della funzione raccontò l’accaduto al pastore e a tutti i fedeli che, insieme, si recarono nel luogo in cui i fatti si erano svolti e trovarono il troll con la testa decapitata. In merito a quell’atto di coraggio, la famiglia assunse il nome e l’immagine di un troll senza testa.

Troll, fortuna letteraria e cinematografica

Il troll, nonostante sia un troll, ha avuto una notevole fortuna sia in ambito cinematografico che letterario.

Tralasciando momentaneamente il nord Europa, queste creature le troviamo in alcune delle maggiori saghe fantasy come “Il signore degli anelli” di Tolkien, “Shannara” di Terry Brooks, “Harry Potter” della Rowling – chi non ricorda il professor Raptor che irrompe nel salone urlando “Un troll!” – oppure nella serie di romanzi fantasy-umoristici “Mondo Disco” di Terry Pratchett. Inoltre, sono protagonisti dei cartoni animati “Trolls”, “Trolls: World Tour” – il sequel del primo film – la serie animata derivata dai cartoni “Trolls – La festa continua!”, “BoxTrolls – Le scatole magiche” – basato sul romanzo illustrato “Arrivano i mostri!” di Alan Snow e candidato agli Oscar 2015 come miglior film d’animazione – e naturalmente “Frozen” e “Frozen 2” in cui, sebbene i troll non siano i protagonisti, svolgono un ruolo molto importante.

Troll, orgoglio nazionale nell’Europa del nord

Come accennavo poco fa, nei paesi del nord Europa in cui i troll risiedono, costoro sono estremamente famosi, fin quasi ad assurgere a un motivo di vanto.

Vado a spiegarmi meglio.

All’inizio degli anni Sessanta divennero popolari in diversi paesi europei e, in seguito, negli Stati Uniti dove sono diventate una delle più grandi mode di giocattoli dal 1963 al 1965 delle bambole – di rara e obiettiva bruttezza – raffiguranti troll. E chi poteva essere il creatore di un balocco tanto singolare?

Un danese ovviamente.

Thomas Dam era un pescatore, ma soprattutto un taglialegna; non era affatto ricco e per il Natale del 1959, non potendosi permettere di comprare un regalo a sua figlia Lila, realizzò per lei una bambola intagliando il legno.

I Troll

I bambini della città di Gjøl – in cui abitavano – vedendo quel mostr… ehm, quella splendida bambola, cominciarono a desiderarne una anche loro; così, la società di Thomas, la Dam Things, iniziò a produrre le bambole in plastica con il nome di Good Luck Trolls (troll portafortuna).

I Troll

Nel 2013, il marchio è stato acquistato da DreamWorks Animation che ha realizzato, ispirandosi proprio a questo giocattolo, il film “Trolls”, il sequel e la serie animata, di cui parlavamo poco fa.

I troll compaiono – con l’aspetto simile a quello di ippopotami bianchi –  con il nome di Mumin in una serie di romanzi e libri illustrati per bambini scritti e disegnati dalla finlandese Tove Marika Jansson, fra il 1945 ed il 1980; trasformati in fumetti, cartoni animati e anche in… un’opera lirica! I Mumin sono particolarmente popolari nei paesi scandinavi, in Polonia e in Giappone, dove ne sono stati tratti diversi anime, primo fra tutti “Moomin” del 1969.

Ma queste creature le troviamo già nel poema drammatico del drammaturgo norvegese Henrik Ibsens, “Peer Gynt”, del 1867, con musiche di Edward Grieg.

Nel 1979, invece, va in onda per la prima volta, la serie tv svedese – che avrà un grandissimo successo “Trolltider” – diretta dalla regista Christina Lagerson – i cui protagonisti sono proprio un gruppo di piccoli troll. E nel 1980 esce il film svedese per bambini “Trollsommar”, diretto da Hans Dahlberg.

Ovviamente i troll sono presenti anche in pellicole per adulti, come il film “Troll Hunter” (2010) diretto dal regista norvegese André Øvredal, e in serie tv come la svedese “Jordskott” trasmessa dal 2015 al 2017.

I troll sono tra i protagonisti della svedese collana di libri di fiabe “Bland tomtar och troll”, le cui incantevoli illustrazioni hanno incantato intere generazioni e, sebbene si siano avvicendati numerosi illustratori, il più celebre rimane John Bauer.

Mentre, per gli adulti, ci sono i romanzi “Stallo” e “Stalpi” dello scrittore svedese Stefan Spjuts.

Ma i troll ispirano anche altri “campi artistici”; infatti, queste creature si ritrovano nella musica e nei balletti del compositore svedese di musica elettronica Ralph Lundsten e danno il nome a un gruppo musicale black metal norvegese e a gruppo musicale disco svedese.

Infine e stato conferito con orgoglio il nome troll persino a una casa automobilistica norvegese – attiva a Lunde nel 1956 – e… a una stazione di ricerca antartica norvegese nella terra della regina Maud!

Cosa dire… i troll sono davvero creature di cui andare fieri.

Troll di internet

Naturalmente non potevo tralasciare “loro”, gli unici troll che, ahimè, non appartengono al mondo della fantasia, ma, purtroppo appestano la rete e i social network.

Un troll, nel gergo di Internet e in particolare delle comunità virtuali, è un soggetto che interagisce con gli altri tramite messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente senza senso e/o del tutto errati, con il solo obiettivo di disturbare la discussione – e in primis la comunicazione – portandola su tutt’altri binari rispetto a quelli iniziali e accendere gli animi facendo alzare il tono della conversazione e provocando liti.

Quindi, in linea di massima, i troll di internet sono individui spregevoli e vigliacchi che non hanno nulla di interessante da fare nella vita e che, trovano questo un motivo sufficientemente valido per indossare l’anonima e vile maschera di un nickname per dedicarsi ad atti stupidi o malvagi, proprio come un troll.

Conclusioni

Siamo giunti al termine di questo viaggio nel mondo dei troll, tra mitologia, letteratura, cinema, musica, giocattoli, informatica e tanto altro ancora. Spero che l’articolo, sebbene tratti di una creatura brutta, puzzolente, malvagia e potenzialmente letale, vi sia piaciuto e, mi raccomando non vagate mai per le foreste del nord Europa dopo il tramonto. Non si sa mai…

About the author

Sabrina ama l’arte, così tanto da prendersi due lauree per avere ancor più motivi per amarla. Prova un fascino irresistibile per tutto ciò che non conosce, che sia profondo o lontano, e quindi adora l’acqua, nuotare, il mare e gli oceani, ma adora anche le danze orientali e le arti marziali. Nerd con la passione per il vintage, nel tempo libero partecipa come miss agli eventi del Miss Pin Up WW2 e ad ogni Romics come cosplayer. Sa resistere a tutto tranne alle tentazioni, ai gatti, ai cartoni animati e ai libri.

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