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TIVOLI: Villa Adriana: in attesa dei rifiuti arriva il cemento

Il 6 Dicembre il Consiglio Comunale di Tivoli, in pochi minuti e senza dibattito ha approvato la lottizzazione “Comprensorio di Ponte Lucano”, meglio nota come “Nathan”, che porterà alla costruzione di 120.000 metri cubi di cemento a in una prima fase a cui ne seguiranno poi altri 60.000. Unico voto contrario, quello del Consigliere di IdV Federico Colia.

L’approvazione della “Nathan” è conseguenza delle scelte urbanistiche dell’amministrazione del sindaco Vincenzi (oggi assessore ai Lavori Pubblici della Provincia di Roma) che si è energicamente opposta al vincolo di inedificabilità previsto sull’area dal Piano Paesistico Regionale (PTPR) che incorporava una serie di prescrizioni del Ministero dei Beni Culturali a tutela di Villa Adriana. Le obiezioni del comune di Tivoli a questo vincolo sono state accolte solo in piccola parte dagli uffici regionali, e il vincolo del PTPR, che del resto è richiesto da contratto con l’UNESCO, è tuttora vigente. Ma, servendosi di un’interpretazione che riteniamo forzata dei documenti, l’Amministrazione Baisi ha successivamente adottato il progetto di lottizzazione, malgrado le osservazioni presentate dal WWF che indicavano i punti controversi nelle procedure e l’inopportunità di scelte urbanistiche in netto contrasto con il prioritario sviluppo turistico della città. L’attuale Amministrazione Gallotti ha ora deciso di concludere quello che le precedenti amministrazioni di opposto segno politico avevano iniziato, a testimonianza di come il “partito del cemento” sia a Tivoli, come in molti altri territori del Lazio, trasversale. Lo stesso Sindaco Gallotti che appoggia apertamente le iniziative di civiltà che Istituzioni, studiosi, personalità del mondo della cultura, cittadini, tese ad evitare che evitare che poco lontano da Villa Adriana, nella zona di San Vittorino Corcolle, venga costruita una discarica per i rifiuti, ha incredibilmente approvato una lottizzazione ancora più vicina al sito archeologico della progettata discarica, nell’area di rispetto della villa, che chiuderà l’area archeologica in una barriera di edilizia abitativa, compromettendone, da sola, per sempre la valorizzazione turistica.

Dalla ditta IMPREME, del costruttore Mezzaroma, la società che realizzerà le palazzine, il comune di Tivoli riceverà un edificio di 2700 m³ e un milione e 725mila euro di oneri per opere di urbanizzazione. Secondo l’attuale amministrazione tiburtina, e le due che l’hanno preceduta, è dunque questo il valore della storia millenaria della città, del suo sviluppo turistico con le annesse attività economiche e posti di lavoro, e della permanenza stessa di Villa Adriana nell’elenco del patrimonio mondiale dell’UNESCO che oggi è a rischio. E’ stato un grande affare per Mezzaroma che realizzerà quegli appartamenti che aveva progettato fin dal 2005 e presentato nello stesso anno al MIPAM, uno dei principali eventi internazionali per gli operatori del settore immobiliare, a Cannes, in Francia. E’ invece stato un giorno nero per la città di Tivoli, per il suo patrimonio archeologico, secondo nel Lazio solo a quello di Roma, che oggi riceve un ulteriore durissimo colpo. Una giornata nera per i giovani di Tivoli e della valle dell’Aniene, che vedono avanzare il degrado portato da scelte sbagliate, e sfumare le prospettive di lavoro nel settore turistico e ricettivo. Una giornata nera per i cittadini di Tivoli tutti, che dovranno rinunciare ad un’ulteriore area verde, e subiranno l’aumento di traffico che sarà portato dai nuovi insediamenti abitativi sulle strade già congestionate, Un giorno nero per il fiume Aniene, perché il depuratore di Ponte Lucano non è in grado di trattare gli scarichi che provenienti dalle nuove abitazioni che verranno costruite, aggravando quindi la situazione dell’inquinamento del fiume.
Le scriventi associazioni stanno studiando le forme più opportune per contrastare la realizzazione della lottizzazione che consideriamo illegittima e dannosa, e che è strettamente legata allo scempio già realizzato nel 2004 attorno al complesso monumentale di Ponte Lucano.

Il “muro” dell’argine, infatti, garantisce l’edificabilità di parte dell’area interessata dalla lottizzazione. Cittadini, Associazioni, Istituzioni, chiunque voglia unirsi in questa battaglia di civiltà è il benvenuto. Su villa Adriana è il momento di ribadire la nostra idea molto chiara e che non tollera più ipocrisie: no al cemento, no alla discarica, si alla tutela ed allo sviluppo di un turismo responsabile e rispettoso dei nostri beni archeologici e paesaggistici. Salviamo un pezzo della storia mondiale e del futuro di Tivoli. Salviamo il sogno di Adriano.

Italia Nostra, sezione “Aniene e Monti Lucretili”
WWF Lazi

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