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TIVOLI: Manifesti fascisti a Tivoli

Nei giorni prima di pasqua sono apparsi sui muri di Tivoli (e di Roma) manifesti di chiaro stampo fascista, con tanto di fascio littorio, che provocatoriamente facevano gli auguri per pasquetta, che quest’anno cade di 25 Aprile, giorno della liberazione dal nazifascismo.
La sera del 24 Aprile siamo usciti con la macchina a controllare se l’ASA avesse provveduto ad oscurare tutti i manifesti fascisti
Durante il nostro giro ci siamo accorti che alcuni ignoti stavano ri-attaccando gli stessi manifesti, indisturbati, negli stessi luoghi dove erano stati precedentemente coperti dal servizio comunale. I manifesti erano tutti freschissimi di colla. Davanti alla centralina del gas all’angolo con via Acquaregna abbiamo colto in flaglante due persone, un giovane ed un adulto, con scope e colla, ad attachinare abusivamente. Mentre eravamo fermi allo stop li abbiamo osservati incuriositi. Accortisi di questo, ci si sono rivolti contro con fare minaccioso chiedendoci cosa avessimo da guardare. Dopo un rapido scambio di battute in cui gli chiedevamo quale motivo avessero per aggredirci verbalmente, visto che si stavano  “scaldando” e che non era possibile  discutere civilmente , per evitare che la situazione degenerasse, siamo ripartiti.
Questo è l’episodio, una cosa da nulla se paragonato a quanto è successo in altre parti del lazio e d’italia, ma quanto ci è accaduto non puo’  che suggerirci delle riflessioni.
Senza abbandonarci a sterili proclami e sapendo di dire cose già conosciute ma su cui si riflette poco, pensiamo che nessuno possa permettere che la notte che precede il 25 Aprile, dei malfattori, fascisti dichiarati senza scrupoli, imbrattino muri e offendano la sensibilità democratica dei cittadini con dei manifesti provocatori e fuorilegge. L’apologia di fascismo non è una barzelletta, il fascismo, per la costituzione italiana, è un crimine in se.
Questa gentaglia che disprezza la democrazia, la repubblica, la resistenza, le istituzioni e che offende costantemente Ia sensibilità di ogni cittadina e cittadino italiano si permette di insozzare i muri con degli ignobili manifesti e di aggredire delle persone che ne contestano, a ragione, la legittimità.
Ci chiediamo se le forze dell’ordine siano appropriatamente e preventivamente intervenute per evitare questo e se sia giusto che dei semplici cittadini si debbano preoccupare che la propria dignità (e incolumità) non venga offesa da atti ignobili, violenti e fuorilegge come quello di cui siamo stati, nostro malgrado, testimoni, quando c’è uno Stato intero, con i propri apparati, che dovrebbe impedirlo.
Eppure le forze dell’ordine anche quella sera erano al lavoro, lo sappiamo perchè poco dopo l’incontro con i fascisti siamo stati fermati e controllati dai carabinieri. Nulla di che: documenti, libretto di circolazione e “che ci fate in giro a quest’ora?”. Abbiamo risposto e detto dei manifesti, glieli abbiamo mostrati e ci siamo intrattenuti qualche minuto in una conversazione di opinione su questo tema e, per la “par-condicio da loro sollecitata”, sui morti del comunismo.
Al di là delle considerazioni storiche sul comunismo italiano, che mai ha praticato forme repressive, anzi, ha sempre favorito l’incontro tra culture diverse, e comunque ha operato ed opera nell’ambito e nella difesa della Costituzione, alla cui scrittura ha dato un contributo rilevante in termini di sangue e di idee, ci piace pensare che l’atto gravissimo e incostituzionale da noi raccontato ai carabinieri non sia stato derubricato ad un evento marginale non degno di intervento.
Stiamo valutando se fare un esposto per gli attacchinaggi abusivi, purtroppo contro ignoti, perché non siamo noi che possiamo identificare i malfattori, e le denunce giudiziarie ci interessano relativamente.
Quello che ci preme maggiormente, più come cittadini  antifascisti che come politici , è contribuire a riconsegnare alla collettività la consapevolezza che l’antifascismo è un valore della nostra democrazia e che come tale va rafforzato e praticato, nella difesa della dignità e della libertà di ognuna e ognuno.
Per questo invitiamo le nostre concittadine e I nostri concittadini,  le forze politiche democratiche, le associazioni civili, alla vigilanza antifascista e le forze dell’ordine a non sottovalutare tali fenomeni affinché rigurgiti di questo tipo siano preventivamente isolati e puniti dalle leggi che sono in vigore nel nostro Paese.
Noi siamo ANTIFASCISTI e ci ha fatto piacere, mentre camminavamo nel corteo commemorativo, la mattina del 25, trovare gran parte di quei manifesti infami accartocciati in terra sui marciapiedi, staccati da qualcuno che condivide con noi gli stessi sentimenti. Questo ci ha dato forza e la consapevolezza che non eravamo i soli la sera precedente a vigilare sulla nostra dignità.
Vogliamo ringraziare queste persone per il loro importante gesto e invitare la cittadinanza tiburtina a riscoprire i valori della resistenza e ad attivarsi nella militanza antifascista  iscrivendosi all’ANPI.
Augusto Tabarrini- Direttivo A.N.P.I Tivoli
Stefano Di Benedetto- Coordinatore popolo viola Tivoli-Roma nordest
Gabriele Simonelli- Segretario Giovani Comunisti federazione di Tivoli

Nei giorni prima di pasqua sono apparsi sui muri di Tivoli (e di Roma) manifesti di chiaro stampo fascista, con tanto di fascio littorio, che provocatoriamente facevano gli auguri per pasquetta, che quest’anno cade di 25 Aprile, giorno della liberazione dal nazifascismo.  La sera del 24 Aprile siamo usciti con la macchina a controllare se l’ASA avesse provveduto ad oscurare tutti i manifesti fascisti

Durante il nostro giro ci siamo accorti che alcuni ignoti stavano ri-attaccando gli stessi manifesti, indisturbati, negli stessi luoghi dove erano stati precedentemente coperti dal servizio comunale. I manifesti erano tutti freschissimi di colla. Davanti alla centralina del gas all’angolo con via Acquaregna abbiamo colto in flaglante due persone, un giovane ed un adulto, con scope e colla, ad attachinare abusivamente. Mentre eravamo fermi allo stop li abbiamo osservati incuriositi. Accortisi di questo, ci si sono rivolti contro con fare minaccioso chiedendoci cosa avessimo da guardare. Dopo un rapido scambio di battute in cui gli chiedevamo quale motivo avessero per aggredirci verbalmente, visto che si stavano  “scaldando” e che non era possibile  discutere civilmente , per evitare che la situazione degenerasse, siamo ripartiti.

Questo è l’episodio, una cosa da nulla se paragonato a quanto è successo in altre parti del lazio e d’italia, ma quanto ci è accaduto non puo’  che suggerirci delle riflessioni.Senza abbandonarci a sterili proclami e sapendo di dire cose già conosciute ma su cui si riflette poco, pensiamo che nessuno possa permettere che la notte che precede il 25 Aprile, dei malfattori, fascisti dichiarati senza scrupoli, imbrattino muri e offendano la sensibilità democratica dei cittadini con dei manifesti provocatori e fuorilegge. L’apologia di fascismo non è una barzelletta, il fascismo, per la costituzione italiana, è un crimine in se. Questa gentaglia che disprezza la democrazia, la repubblica, la resistenza, le istituzioni e che offende costantemente Ia sensibilità di ogni cittadina e cittadino italiano si permette di insozzare i muri con degli ignobili manifesti e di aggredire delle persone che ne contestano, a ragione, la legittimità.

Ci chiediamo se le forze dell’ordine siano appropriatamente e preventivamente intervenute per evitare questo e se sia giusto che dei semplici cittadini si debbano preoccupare che la propria dignità (e incolumità) non venga offesa da atti ignobili, violenti e fuorilegge come quello di cui siamo stati, nostro malgrado, testimoni, quando c’è uno Stato intero, con i propri apparati, che dovrebbe impedirlo.

Eppure le forze dell’ordine anche quella sera erano al lavoro, lo sappiamo perchè poco dopo l’incontro con i fascisti siamo stati fermati e controllati dai carabinieri. Nulla di che: documenti, libretto di circolazione e “che ci fate in giro a quest’ora?”. Abbiamo risposto e detto dei manifesti, glieli abbiamo mostrati e ci siamo intrattenuti qualche minuto in una conversazione di opinione su questo tema e, per la “par-condicio da loro sollecitata”, sui morti del comunismo.

Al di là delle considerazioni storiche sul comunismo italiano, che mai ha praticato forme repressive, anzi, ha sempre favorito l’incontro tra culture diverse, e comunque ha operato ed opera nell’ambito e nella difesa della Costituzione, alla cui scrittura ha dato un contributo rilevante in termini di sangue e di idee, ci piace pensare che l’atto gravissimo e incostituzionale da noi raccontato ai carabinieri non sia stato derubricato ad un evento marginale non degno di intervento.

Stiamo valutando se fare un esposto per gli attacchinaggi abusivi, purtroppo contro ignoti, perché non siamo noi che possiamo identificare i malfattori, e le denunce giudiziarie ci interessano relativamente. Quello che ci preme maggiormente, più come cittadini  antifascisti che come politici , è contribuire a riconsegnare alla collettività la consapevolezza che l’antifascismo è un valore della nostra democrazia e che come tale va rafforzato e praticato, nella difesa della dignità e della libertà di ognuna e ognuno. Per questo invitiamo le nostre concittadine e I nostri concittadini,  le forze politiche democratiche, le associazioni civili, alla vigilanza antifascista e le forze dell’ordine a non sottovalutare tali fenomeni affinché rigurgiti di questo tipo siano preventivamente isolati e puniti dalle leggi che sono in vigore nel nostro Paese.

Noi siamo ANTIFASCISTI e ci ha fatto piacere, mentre camminavamo nel corteo commemorativo, la mattina del 25, trovare gran parte di quei manifesti infami accartocciati in terra sui marciapiedi, staccati da qualcuno che condivide con noi gli stessi sentimenti. Questo ci ha dato forza e la consapevolezza che non eravamo i soli la sera precedente a vigilare sulla nostra dignità. Vogliamo ringraziare queste persone per il loro importante gesto e invitare la cittadinanza tiburtina a riscoprire i valori della resistenza e ad attivarsi nella militanza antifascista  iscrivendosi all’ANPI.

Augusto Tabarrini- Direttivo A.N.P.I Tivoli

Stefano Di Benedetto- Coordinatore popolo viola Tivoli-Roma nordest

Gabriele Simonelli- Segretario Giovani Comunisti federazione di Tivoli

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