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Libri. “Oltremare” di Daniele Cerruti: un’esperienza che non si dimentica

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Libri. “Oltremare” di Daniele Cerruti: un’esperienza che non si dimentica

Il mare può essere una destinazione, un rifugio o una condanna. È il luogo della libertà, ma anche quello della solitudine, dove il tempo sembra dilatarsi e ogni pensiero acquista un peso diverso. Da questa suggestione nasce “Oltremare”, romanzo d’esordio di Daniele Cerruti, un’opera che intreccia introspezione, relazioni umane e vita di bordo per raccontare il percorso di un uomo alla ricerca di sé.

Il protagonista è Nadir Capobianco, un uomo che vive sospeso tra partenze e ritorni, in un’esistenza scandita dai ritmi della navigazione. Il mare è il suo ambiente naturale, ma anche il luogo in cui emergono dubbi, ricordi e inquietudini. Ad accompagnarlo c’è il rapporto con Viola, un amore delicato e fragile che deve confrontarsi con la distanza, con il tempo e con un richiamo che sembra impossibile ignorare: quello dell'”oltremare”.

Quando la nave sulla quale lavora cambia improvvisamente rotta, anche gli equilibri interiori di Nadir iniziano a vacillare. La quotidianità di bordo viene attraversata da incontri, confronti con i colleghi e ricordi che riaffiorano con forza, trasformando il viaggio in un’occasione per mettere in discussione ogni certezza costruita fino a quel momento.

La dimensione marittima diventa così molto più di un semplice scenario. Il mare accompagna ogni scelta del protagonista, riflettendone gli stati d’animo e diventando una metafora della continua ricerca di un approdo, fisico ed emotivo.

Una storia di silenzi, emozioni e cambiamento

Con uno stile intimo e attento ai dettagli, Daniele Cerruti costruisce un romanzo che invita il lettore a rallentare e ad ascoltare i pensieri dei personaggi. “Oltremare” racconta infatti il cambiamento attraverso piccoli gesti, silenzi e momenti apparentemente ordinari, nei quali si nascondono le trasformazioni più profonde.

Il viaggio di Nadir non riguarda soltanto le rotte percorse dalla nave. È soprattutto un percorso interiore, fatto di domande irrisolte, di legami che si modificano e della consapevolezza che, spesso, le persone cambiano senza accorgersene. Il celebre passaggio del romanzo secondo cui “a volte non è il mare a cambiare colore: siamo noi” sintetizza perfettamente il cuore dell’opera, che riflette sul modo in cui il tempo e le esperienze trasformano la percezione della realtà.

L’autore riesce a descrivere con autenticità la vita a bordo grazie alla sua esperienza personale. Nato a Genova nel 1976, Daniele Cerruti si è laureato in Filosofia e, successivamente, ha lavorato per quasi venticinque anni con un’importante compagnia di navigazione, viaggiando in tutto il mondo. Parallelamente ha coltivato la passione per la scrittura, pubblicando racconti su riviste cartacee e digitali.

“Oltremare” rappresenta il suo esordio nel romanzo e porta sulla pagina un patrimonio di esperienze vissute che conferisce realismo all’ambientazione e profondità ai personaggi. Il risultato è una storia che parla di mare, ma soprattutto di uomini e donne chiamati a confrontarsi con le proprie fragilità, ricordando che il viaggio più importante resta sempre quello verso la conoscenza di sé.

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