Libri: “Liste d’attesa” di Filippo Bini: tensione fino all’ultimo momento
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Le città cambiano volto quando vengono osservate attraverso lo sguardo del thriller. Luoghi familiari, strade conosciute e quartieri frequentati ogni giorno possono improvvisamente trasformarsi in scenari inquietanti, attraversati da segreti, paure e violenza.
È ciò che accade nella Bologna immaginata da Filippo Bini, dove una nuova indagine del criminologo Bruce Halfod conduce il lettore in un labirinto di misteri sempre più oscuri.
La vicenda prende avvio nel settembre del 2021. Due giovani sono scomparsi e una lista di nomi sembra suggerire che dietro il caso si nasconda qualcosa di molto più grande di una semplice sparizione. A mettere in moto l’indagine è la giornalista Flavia Corcelletti, che contatta Bruce Halfod dopo aver ricevuto una soffiata. Il criminologo decide di muoversi lontano dai riflettori, seguendo piste incerte e affidandosi al proprio intuito.
Quello che emerge supera però ogni aspettativa. Nel corso delle indagini compaiono corpi mutilati, testimoni che sembrano svanire nel nulla e una serie di indizi che paiono disposti secondo una logica precisa. Nulla appare casuale. Ogni dettaglio sembra inserito in un disegno più ampio, costruito con una cura quasi ossessiva.
Il legame tra presente e passato
Uno degli aspetti più interessanti della trama è il legame tra il presente e il passato. Gli omicidi non sembrano rispondere soltanto alla follia di un assassino seriale, ma richiamano simboli, strumenti e rituali che affondano le proprie radici in epoche lontane. Il risultato è una narrazione che unisce gli elementi classici dell’investigazione con suggestioni storiche e atmosfere oscure, alimentando continuamente il senso di inquietudine.
Al centro del romanzo si trova Bruce Halfod, protagonista ormai consolidato dell’universo narrativo creato da Filippo Bini. Il criminologo si presenta come una figura brillante ma tormentata, capace di intuizioni geniali e allo stesso tempo perseguitata dai propri fantasmi personali. La sua forza non deriva soltanto dalle competenze investigative, ma dalla capacità di osservare ciò che gli altri non vedono, anche quando questo significa confrontarsi con aspetti scomodi della realtà.
La tensione narrativa nasce proprio dalla corsa contro il tempo. Halfod comprende rapidamente che il killer non ha concluso il proprio piano e che ogni delitto rappresenta soltanto una tappa di un progetto più ambizioso. Per fermarlo dovrà mettere da parte dubbi e fragilità, affidandosi completamente al proprio istinto.
Filippo Bini continua così a sviluppare una serie che ha già ottenuto importanti riconoscimenti nel panorama del giallo italiano. Dopo l’esordio con Il tocco delle tenebre e il successivo Al prezzo della morte, l’autore torna a esplorare i territori del thriller investigativo, combinando suspense, psicologia criminale e ambientazioni urbane fortemente caratterizzate.
Il risultato è una storia che promette di soddisfare gli appassionati del genere, ma che punta anche a qualcosa di più. Dietro la caccia all’assassino si nasconde infatti una riflessione sul male, sulla sua capacità di mascherarsi e di insinuarsi nella quotidianità. In un mondo dove nulla è davvero come appare, la ricerca della verità diventa un percorso pericoloso quanto necessario. E, come scoprirà Bruce Halfod, alcune verità possono essere molto più spaventose delle menzogne.
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