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Libri. Le notti folli dello scoiattolo rosso di Marilù S.Manzini: dark web e non solo

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Libri. Le notti folli dello scoiattolo rosso di Marilù S.Manzini: dark web e non solo

Quando l’arte smette di essere un’espressione e diventa una questione di sopravvivenza, il corpo può trasformarsi nell’ultima tela possibile. È questa l’idea da cui prende avvio Le notti folli dello scoiattolo rosso, il nuovo romanzo di Marilù S. Manzini, una storia provocatoria e disturbante che attraversa il mondo dell’arte, del dark web e dello spettacolo estremo per interrogarsi sul prezzo della notorietà e sul rapporto sempre più ambiguo tra chi osserva e chi viene osservato.

Il protagonista è Cesare, sessantenne che un tempo è stato un artista celebrato e che oggi si trova invece schiacciato dai debiti e dall’indifferenza. Il successo appartiene al passato e il mondo sembra aver dimenticato il suo nome. Poi arriva Eldorado, una piattaforma nascosta nel dark web che promette una possibilità tanto assurda quanto pericolosa: trasformare il dolore in denaro e la trasgressione in notorietà.

Cesare decide così di spingersi oltre ogni limite. Nello Scoiattolo Rosso, un locale clandestino frequentato da spettatori in cerca di emozioni sempre più estreme, mette in scena il proprio corpo e ne fa un’opera d’arte vivente. Ma ciò che nasce come una performance destinata a riconsegnargli la fama si trasforma presto in una dipendenza dallo sguardo degli altri.

Quando il dolore diventa spettacolo

Amputazione dopo amputazione, Cesare entra in un meccanismo dal quale sembra impossibile liberarsi. Più il pubblico chiede, più lui è disposto a concedere. Intorno a lui si muovono figure che hanno fatto dell’orrore un business: un chirurgo radiato, impresari senza scrupoli e spettatori pronti a pagare qualsiasi cifra per assistere a qualcosa che nessun altro avrebbe il coraggio di guardare.

Il romanzo costruisce così una riflessione sul voyeurismo e sulla spettacolarizzazione del dolore. Il vero elemento perturbante non è soltanto ciò che accade al corpo di Cesare, ma il fatto che esista un pubblico disposto a trasformare quella sofferenza in intrattenimento. La domanda diventa allora inevitabile: chi è davvero responsabile dell’orrore, chi lo mette in scena o chi paga per assistervi?

In questo universo oscuro si inserisce anche la figura dello scoiattolo rosso, presenza misteriosa che continua a comparire nella vita di Cesare. Quello che inizialmente sembra un dettaglio casuale diventa progressivamente un elemento ossessivo, quasi una crepa attraverso cui la realtà del protagonista comincia a deformarsi. Lo scoiattolo diventa così un simbolo enigmatico, capace di accompagnare la discesa di Cesare in un territorio dove non è più semplice distinguere ciò che accade realmente da ciò che prende forma nella sua mente.

Con una scrittura che porta il lettore dentro una realtà estrema e disturbante, Marilù S. Manzini costruisce un romanzo in cui arte e autodistruzione finiscono per sovrapporsi. Le notti folli dello scoiattolo rosso racconta infatti un uomo disposto a perdere tutto pur di tornare a essere visto, ma anche una società sempre più affamata di immagini, scandali ed emozioni forti.

Nata a Modena nel 1978, Manzini è un’artista poliedrica che si muove tra arte, fotografia, scrittura e regia cinematografica. Per Salani ha già firmato il successo Io non chiedo permesso. Con questo nuovo libro torna a confrontarsi con le zone più oscure e contraddittorie dell’essere umano, attraverso una storia che mette il lettore davanti a una domanda scomoda: dove finisce l’arte e dove comincia il desiderio di assistere alla distruzione di qualcuno?

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