Libri. Di fuga in fuga di Claudio Calabrese: il diritto di cittadinanza
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Con il romanzo Di fuga in fuga, Claudio Calabrese torna in libreria affrontando uno dei temi più delicati e attuali della società contemporanea: il riconoscimento dei diritti di cittadinanza per coloro che, pur essendo cresciuti in Italia, continuano a essere considerati stranieri dal punto di vista giuridico.
Meranese, profondo conoscitore della realtà culturale altoatesina, Calabrese è una figura poliedrica che nel corso degli anni ha saputo distinguersi come insegnante, giornalista, scrittore e pittore. Cultore delle belle arti e attento osservatore delle dinamiche sociali, ha già pubblicato con la casa editrice bolzanina Praxis opere come Silvius Magnago. Il Patriarca, Merano tra una sorpresa e l’altra e Bolzano nel segno dei tempi. Con questo nuovo lavoro sceglie la forma del romanzo per affrontare una questione di forte rilevanza civile.
Di fuga in fuga si inserisce infatti nel solco della letteratura impegnata, quella che non si limita a raccontare una storia ma punta a stimolare una riflessione collettiva e a sollecitare un cambiamento sociale. Al centro della narrazione c’è la vicenda di Rayan Biker, un giovane marocchino di 32 anni arrivato in Italia quando aveva appena quattro anni. Insieme alla madre Halima raggiunge il Paese utilizzando documenti falsi, intraprendendo un percorso che segnerà profondamente il suo destino.
Dopo una breve permanenza a Roma, madre e figlio si trasferiscono a Trento. Qui Halima conosce Gennaro e dalla loro relazione nasce Anastasia. La nuova situazione familiare modifica gli equilibri affettivi e sociali all’interno del nucleo domestico. Anastasia è cittadina italiana fin dalla nascita, mentre Halima ottiene la cittadinanza grazie al matrimonio. Rayan, invece, resta ai margini di questo percorso di integrazione formale. Nessuno si preoccupa della sua posizione e il ragazzo cresce con la consapevolezza di appartenere a una terra che considera casa propria senza poter godere degli stessi diritti degli altri.
Un senso di esclusione al centro
Il senso di esclusione accompagna il protagonista lungo gli anni della formazione. Solitudine, ostacoli burocratici e difficoltà personali diventano parte integrante della sua esperienza di vita. Tuttavia Rayan non si arrende. Attraverso sacrifici e determinazione matura una forte coscienza civile che lo porta a trasformare la propria vicenda individuale in una battaglia collettiva.
La sua storia diventa così il simbolo di quella di migliaia di giovani che si sentono italiani per cultura, lingua e appartenenza sociale, ma che continuano a essere esclusi dal pieno riconoscimento giuridico. Calabrese utilizza il percorso umano del protagonista per porre interrogativi che riguardano l’intera comunità: cosa significa davvero appartenere a un Paese? È sufficiente nascere o crescere in un luogo per sentirsi cittadini? E quale ruolo deve avere la legge nel riconoscere questa realtà?
Con uno stile diretto e una trama che intreccia emozioni e riflessione sociale, Di fuga in fuga invita il lettore a confrontarsi con questioni che toccano il presente e il futuro dell’Italia. Un romanzo che non offre risposte semplici, ma che ha il merito di riportare al centro del dibattito pubblico il tema dei diritti umani e dell’inclusione, confermando ancora una volta l’attenzione di Claudio Calabrese per le problematiche della società contemporanea.
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