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Finché Morte Non Ci Separi 2: intervista a Sarah Michelle Gellar e Kathryn Newton tra horror, commedia e sangue

Segui Email Il prossimo 9 aprile arriverà nelle sale cinematografiche l’attesissimo Finché morte non ci separi 2. Il sequel

Finché Morte Non Ci Separi 2: intervista a Sarah Michelle Gellar e Kathryn Newton tra horror, commedia e sangue
Il prossimo 9 aprile arriverà nelle sale cinematografiche l’attesissimo Finché morte non ci separi 2.
Il sequel promette di mantenere intatto il mix esplosivo di horror e humor che ha decretato il successo del primo capitolo, portando sul grande schermo nuove dinamiche familiari, lotte per il potere e fiumi di sangue rigorosamente senza l’uso di CG.
In occasione della presentazione del film, abbiamo avuto l’opportunità di assistere a una vivace conferenza stampa con due delle grandi protagoniste di questa nuova avventura: l’iconica Sarah Michelle Gellar e la talentuosa Kathryn Newton. Le due attrici hanno raccontato i retroscena del set, il loro approccio al genere horror e l’emozione di lavorare con i registi Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett (noti come Radio Silence).

Il ritorno di Sarah Michelle Gellar: dall’eroina di Buffy al fascino del “villain”

Per i fan cresciuti negli anni ’90, rivedere Sarah Michelle Gellar sul grande schermo è un evento imperdibile. L’attrice ha rivelato di aver accettato immediatamente il ruolo. In questo sequel, la Gellar passa “dall’altra parte”, abbandonando i panni dell’eroina per interpretare un ruolo più oscuro. “Essere cattivi è sicuramente molto più divertente”, ha confessato l’attrice. Tuttavia, la sua priorità rimane sempre la profondità del personaggio: “Voglio la tridimensionalità e non voglio mai una caricatura. Si può essere veramente cattivi, ma devi avere una base e una ragione per le tue azioni”.
Non mancheranno, però, i richiami al passato che faranno impazzire la sua immensa e fedele fanbase. L’attrice ha infatti svelato che nel film c’è un omaggio diretto alla cacciatrice di vampiri più famosa della tv: un’inquadratura in cui l’acconciatura e lo stile ricordano perfettamente un’immagine tratta dal primissimo episodio di Buffy. “Quello che vuoi fare è semplicemente rendere omaggio alla comunità dei fan”, ha sottolineato la Gellar, che grazie al supporto incondizionato del suo pubblico si sente libera di sperimentare ruoli sempre diversi senza paura di rimanere intrappolata in un solo stereotipo.

Azione, stunt e l’assenza (giustificata) di Samara Weaving

Al fianco della Gellar troviamo Kathryn Newton, che in questo film ha potuto dare libero sfogo alla sua fisicità. “A me piace fare gli stunt e questo film mi ha dato l’opportunità di mettere in mostra le mie capacità fisiche come attrice”, ha dichiarato entusiasta. L’attrice ha promesso uno spettacolo divertente, anticipando che il pubblico vedrà “un’esplosione” e “tanto sangue”, ma in modi del tutto inaspettati.
Nel film, Kathryn interpreta la sorella minore del personaggio di Samara Weaving (la sposa sopravvissuta del primo film). Trovare la chimica sul set è stato facilissimo: “Io mi sono innamorata di Samara Weaving e ho finito col copiarla sul set”, ha raccontato la Newton, spiegando come bevesse e mangiasse le sue stesse cose per emulare quella che considera “una leader fantastica”.
Un aneddoto esilarante emerso durante l’intervista riguarda proprio l’assenza fisica della Weaving durante il tour promozionale. Essendo in procinto di partorire, l’attrice non ha potuto partecipare di persona, ma le colleghe hanno trovato una soluzione brillante: hanno portato con loro una sagoma di cartone di Samara per farla sentire comunque parte del gruppo!

Famiglie tossiche, effetti pratici e la sorpresa David Cronenberg

Dietro le risate e i bagni di sangue, Finché morte non ci separi 2 nasconde una profonda riflessione sulle dinamiche umane. Il film utilizza la commedia e l’horror per esplorare “i vari tipi di rapporti all’interno di quella struttura, specialmente quando senti di avere un obbligo nei confronti di queste altre persone”, e analizza fin dove le persone sono disposte a spingersi per ottenere e mantenere il potere.
Il personaggio della Gellar, Ursula, affronta una complessa crisi d’identità legata al suo gemello Titus: due fratelli cresciuti nell’ombra di un genitore ingombrante, costretti a fare i conti con un legame viscerale che improvvisamente si spezza.
Dal punto di vista tecnico, la produzione si è distinta per l’artigianalità. Il film è stato girato in soli 30 giorni, un’impresa resa ancora più complessa dalla scelta di utilizzare effetti reali: “Nel film tutto è pratico e concreto: non c’è CGI e le esplosioni sono reali”, ha precisato la Gellar.
A impreziosire il cast c’è stata anche la partecipazione inaspettata del leggendario regista David Cronenberg. Entrambe le attrici hanno ammesso di essere state “nervosissime” quando hanno saputo della sua presenza sul set in Canada. Sorprendentemente, il maestro del body horror si è rivelato una persona squisita: ha rifiutato categoricamente di dare indicazioni di regia ai colleghi, ribadendo di voler essere trattato semplicemente “come un qualsiasi attore del cast”.

La catarsi dell’horror

Perché amiamo così tanto farci spaventare al cinema? La risposta l’hanno data le due star in chiusura di intervista. Il cinema, e in particolare l’horror, rappresenta uno spazio prezioso in cui “mettere da parte il telefonino per un paio d’ore per staccare dal resto del mondo”.
“Nel genere horror è molto più divertente quando il pubblico salta sulla sedia o ridacchia tutto insieme, creando un’esperienza condivisa”, hanno spiegato. Una vera e propria catarsi moderna che, come una fiaba oscura, ci permette di affrontare le nostre paure in un ambiente sicuro e, soprattutto, tremendamente divertente.
Non resta che preparare i popcorn: l’appuntamento con la sopravvivenza (e le risate) è fissato per il 9 aprile al cinema.
About Author

Giovanni Lembo

Giornalista, sceneggiatore, speaker, podcaster, raccontastorie, papà imperfetto. Direttore di Sitopreferito.it e fondatore del Preferito Network. Conduce Preferito Cinema Show su Radio Kaos Italy tutti i martedì alle ore 16. Gli piacciono i social, smanettare con le nuove tecnologie, i fumetti, le belle storie, scrivere di notte con la musica nelle orecchie, vedere un sacco di film. Ha un sacco di amici immaginari.

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