Terza proiezione romana per “Senza Distanza”, opera prima di Andrea Di Iorio

Terza proiezione al Cinema Farnese di Roma (piazza Campo dè Fiori, 56), oggi mercoledì 13 giugno (ore 18:15) per il lungometraggio “Senza Distanza“, opera prima di Andrea Di Iorio, interpretato da Lucrezia Guidone, Giovanni Anzaldo, Marco Cassini ed Elena Arvigo.

Il film ha avuto la sua anteprima alla settima edizione del New York City Independent Film Festival, vincendo in seguito il Premio per il Miglior Lungometraggio e per la Miglior Attrice a Lucrezia Guidone al Fano Film Festival e il Premio per la Miglior Attrice a Lucrezia Guidone al Melbourne Indie Film Festival.

Scritto e prodotto dal regista e realizzato da una piccola troupe in otto giorni di riprese e con un microbudget, “Senza Distanza” racconta di un bed & breakfast dove ogni camera è una città del mondo. Una volta scelta la camera-città dove si vuole andare, si vivrà nel rispettivo fuso orario. Un vero e proprio corso preparatorio per relazioni a distanza.

“Partendo da un budget di poche migliaia di euro – racconta il regista – ho formato una troupe di poche persone molto qualificate (tra cui ex allievi del Centro Sperimentale). Abbiamo girato in 8 giorni, e questo è stato possibile anche grazie alla bravura degli attori (Lucrezia Guidone veniva dall’esperienza con Luca Ronconi e Francesco Bruni per il suo secondo film Noi4, Giovanni Anzaldo aveva già lavorato con Virzì ne Il Capitale Umano, Marco Cassini veniva dalla serie internazionale I Borgia, Elena Arvigo aveva una grande esperienza in teatro e aveva recitato accanto a Julia Roberts e Ben Gazzara). Quando hai a disposizione un piccolo budget e una sola location, puntare sulla scrittura e le performance degli attori è fondamentale. La scelta dell’unità di luogo non è stata un’imposizione, comunque, perché da anni volevo girare un film ambientato in un luogo unico, in cui personaggi molto diversi tra di loro venissero a contatto, perché la ristrettezza di un ambiente aumenta le possibilità di conflitto tra personalità differenti. Ho unito tutto questo alla mia passione per certi temi antropologici (in particolare alcune civiltà matrilineari esistite e tuttora esistenti) e il risultato è stato questo film”.

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