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Recensione di “Una pallottola spuntata” versione 2025: operazione nostalgia a misura di meme

Recensione di "Una pallottola spuntata" versione 2025: operazione nostalgia a misura di meme. Liam Neeson convince ma la pellicola

Recensione di “Una pallottola spuntata” versione 2025: operazione nostalgia a misura di meme

Il reboot/sequel/requel (chiamatelo come volete) di una pellicola cult come Una pallottola spuntata era una sfida da maneggiare con cura. La trilogia originale, affidata al talento comico ineguagliabile di Leslie Nielsen e alla scrittura affilata e irriverente del trio ZuckerAbrahamsZucker (ZAZ), aveva ridefinito il genere parodistico. Oggi, questa nuova versione, che sceglie coraggiosamente Liam Neeson per interpretare il figlio dell’iconico detective Frank Drebin, mostra un evidente rispetto verso l’originale, ma fatica a replicarne la genialità e l’efficacia comica.

Comicità ai tempi dei meme

La regia di Akiva Schaffer cerca dichiaratamente di imitare lo stile surreale e slapstick della trilogia originale, offrendo numerosi richiami nostalgici, ma fallisce miseramente. Le gag, costruite spesso con precisione formale, soffrono però della mancanza di quel lampo creativo che rendeva imprevedibili e irresistibili le sequenze degli anni ’80 e ’90. Alcuni sketch funzionano ma scatenano al massimo un timido sorriso, la comicità si esaurisce rapidamente, risultando prevedibile e priva della brillantezza necessaria per conquistare davvero lo spettatore moderno.

Uno dei problemi principali del nuovo Una pallottola spuntata è che appare fin troppo consapevole del potenziale virale delle sue scene. Il risultato è un andamento altalenante, che alterna momenti riusciti ad altri decisamente fiacchi. I dialoghi provano a mantenere lo spirito nonsense dell’originale, ma raramente raggiungono la genialità delle battute che ancora oggi popolano meme e GIF del film originale.

Liam Neeson e Pamela Anderson convincenti

Liam Neeson sorprende positivamente con una performance comica inaspettata e decisamente apprezzabile. Tuttavia, il confronto diretto con Leslie Nielsen resta inevitabile e pesante. Mentre Nielsen riusciva a restare impassibile di fronte alle situazioni più assurde, creando una comicità spontanea e irresistibile, Neeson mostra grande impegno ma non riesce a replicare quella naturale e magnetica comicità. Pamela Anderson in cerca di ruoli per rilanciare la sua carriera – vedi anche il recente e riuscito The Last Showgirl diretto da Gia Coppola – è convincente e la chimica con Neeson è palpabile (sembra confermata la love story tra i due attori). Il resto del cast offre performance discrete ma senza mai creare quella chimica irresistibile che caratterizzava i film originali.

La nostalgia non basta

Una pallottola spuntata versione 2025 si inserisce perfettamente nella tendenza culturale attuale, che punta su remake, sequel e reboot in chiave nostalgica. Peccato che questa avventura di Frank Drebin difficilmente lascerà il segno nella memoria collettiva. Se cercate risate genuine e intelligenti, il consiglio resta quello di rispolverare i classici con Leslie Nielsen. Questo nuovo capitolo, invece, rischia di finire relegato rapidamente all’effimero universo dei meme (e delle pellicola dimenticate).

 

About Author

Giovanni Lembo

Giornalista, sceneggiatore, speaker, podcaster, raccontastorie, papà imperfetto. Direttore di Sitopreferito.it e fondatore del Preferito Network. Conduce Preferito Cinema Show su Radio Kaos Italy tutti i martedì alle ore 15, e il podcast L'Edicola del Boomer sulle principali piattaforme. Gli piacciono i social, i fumetti, le belle storie, scrivere di notte con la musica nelle orecchie, vedere un sacco di film e sognare ad occhi aperti.

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