Scappare dal caldo e rifugiarsi ad Ascrea… per la sagra delle fettuccine ai funghi porcini

Scappare dal caldo e rifugiarsi ad Ascrea… per la sagra delle fettuccine ai funghi porcini

Ad Ascrea la festa più attesa dell’estate non lascia, anzi raddoppia! Da ben 31 anni, d’altronde, nel paese in provincia di Rieti la stagione calda fa rima con la Sagra delle fettuccine ai funghi porcini: l’appuntamento torna puntuale domenica 6 agosto con un doppio appuntamento con il gusto – a pranzo e a cena – nel borgo a più di 700 metri di altezza, dal quale si può ammirare il lago del Turano in tutto il suo splendore.
E pensare che la festa mosse i primi passi quasi per gioco, a metà degli anni 80’, come una sorta di spaghettata fra gli abitanti per la grande disponibilità di funghi porcini nella zona; oggi la Sagra è diventata una delle manifestazioni più importanti dell’intera Valle, e ogni anno chiama a raccolta migliaia di fedeli amanti del prelibato primo piatto. Questa amatissima specialità – dal gusto inconfondibile e dalla polpa bianca che non cambia colore né all’aria né al tocco – cresce abbondante nei boschi di Ascrea sin dalla notte dei tempi: già apprezzati dagli Antichi Romani, che li chiamavano “suillus” per loro aspetto massiccio, saranno il condimento ideale delle fettuccine fatte in casa, da accompagnare con bruschette, salsicce, fagioli e un buon bicchiere di vino del posto.
La distribuzione dei pasti in una comoda tensostruttura coperta inizierà alle ore 12 ma già dalle 10 i visitatori potranno ammirare la mostra fotografica “Ascrea: tempi che furono, che sono, che saranno…”, oppure curiosare nella mostra degli attrezzi della civiltà contadina; non mancherà un comodo bus-navetta per raggiungere il paese dopo aver parcheggiato lungo la strada provinciale e in serata il divertimento sarà assicurato con la musica dal vivo.
Fresco d’estate e suggestivo d’inverno, Ascrea è un borgo dal fascino magico e sembra un presepe incastonato a mezza costa; al suo interno meritano una visita la Chiesa di San Nicola di Bari, edificata nel 1.252, che custodisce le tele dedicate al Santo e alla Madonna del Rosario, oltre ai resti dell’antico castello e alle mura della chiesa annessa sulla cui porta figura lo stemma dei Mareri, i conti ai quali fu venduto nei primi del ‘400. Chi volesse trascorrere qualche ora in più da queste parti potrà andare alla scoperta dei borghi che circondano i laghi del Salto e del Turano, oppure percorrere suggestivi itinerari dai quali si può godere di splendide vedute sul Terminillo, sul Monte Velino e sulle montagne che degradano verso la Capitale.

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