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Rieti. Paganico Sabino riscopre il suo passato contadino con la “Castagnata”

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Rieti. Paganico Sabino riscopre il suo passato contadino con la “Castagnata”

Rieti. Paganico Sabino riscopre il suo passato contadino con la “Castagnata”

In un semplice cartoccio di caldarroste non sono racchiusi solo i colori e i profumi dell’autunno. Un tempo, nella Valle del Turano, la fine della raccolta delle castagne rappresentava uno dei momenti più importanti dell’anno, di quelli che vanno celebrati a dovere: una buona scorta garantiva infatti il sostentamento di intere famiglie in vista dell’imminente inverno. Ecco perché, ormai da 18 anni, Paganico Sabino ha deciso di riscoprire il suo passato contadinoattraverso la “Castagnata”; domenica 5 novembre nel borgo in provincia di Rieti si tornerà a festeggiare un prodotto legato a doppio filo all’economia agricola del luogo: arrostita, bollita in acqua o latte, seccata e macinata come il chicco di grano e impiegata in polente e puree, la “ghianda di Giove” ha avuto la stessa valenza del pane per intere generazioni di lavoratori della terra.

La festa diventa dunque “maggiorenne” e anche quest’anno riproporrà la fortunata formula a base di castagne locali da gustare nel classico cartoccio insieme alla pasta fatta in casa, alle salsicce, alle bruschette e all’immancabile vino rosso, all’interno del centro diurno con posti coperti da capienti tensostrutture. Quest’anno inoltre, a Paganico Sabino la raccolta delle castagne ha registrato un aumento del 25% e un’ottima qualità del frutto: il parassita che aveva decimato il raccolto negli ultimi tempi è stato finalmente sconfitto e a fare il resto è stato il clima particolarmente favorevole.

A completare il viaggio a ritroso nel tempo, tra una delizia e l’altra, saranno la mostra di arredi sacri e attrezzi della civiltà contadina e gli spettacoli musicali e folcloristici dal vivo; per tutta la giornata i caratteristici vicoli del borgo, fra i più antichi e suggestivi dell’intera Valle del Turano, saranno impreziositi dagli stand dei prodotti tipici della Sabina.
A disposizione dei visitatori ci sarà anche un bus-navetta per raggiungere la sagra dopo aver parcheggiato l’auto lungo la via che porta al paese, immerso in uno dei tratti più suggestivi e incontaminati del Lazio. I più curiosi potranno andare alla scoperta della suggestiva “Pietra Scritta”, il monumento funerario della famiglia dei Muttini risalente alla seconda metà del I secolo a.C: si tratta di un monumento funerario “a dado”, realizzato quindi modellando un masso erratico esistente sul posto e che si era probabilmente distaccato dall’incombente monte Cervia. A Paganico Sabino meritano una visita anche la Chiesa di San Nicola, che risale al 1.300, la Chiesa di Santa Maria dell’Annunciazione e quella dedicata a San Giovanni Battista; chi invece volesse approfondire lo stretto rapporto che lega Paganico Sabino alle castagne, potrà inoltre incamminarsi lungo un itinerario che attraversa vari appezzamenti di castagneti da frutto di grandi dimensioni e di straordinaria bellezza per l’armonia della forma del fusto e della chioma.

Info:
Data – 5 novembre
Località: Paganico Sabino (Rieti)
info@fuoriporta.org

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Giovanni Lembo

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