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Si pesca nell'album della memoria: immagini, frasi, gesti inimitabili e unici, rappresentativi, sognanti, concreti, reali, amari, divertenti:
Albertone il bello, il brutto, l'ironico, il saggio, l'amico, il vecchio zio, il nonno, il furbo, il sognatore, il medico, il vigile, l'aristocratico, il papalino, il goliardico, il cicalone, il vitellone, il "sindaco per un giorno, imperatore per sempre", il tassinaro, il "romano dè Roma".
Uno di noi.
Che brutto scherzo di Carnevale! "Ma tanto mica se n'è annato, c'è il suo riflesso in stì romani tristi, nei loro occhi e nei loro cuori".
Sarà in Paradiso? Come si dice, "Si va in Paradiso per il clima, all'Inferno per la compagnia". Per lui è forse indifferente, sicuramente è in buona compagnia. Ride, lo si sente da qua; prende in giro "noartri". Un giorno urlò, "Lavoratori!", e tutti lo amarono odiandolo un po'. Da lassù, siamo sicuri, griderà, "Romani!", e poi il solito gestaccio che lo fece amare. E ce lo meritiamo tutto, perché della vita lui ha amato la leggerezza, il sorriso, senza negare le durezze o le tristezze, ma affogando le difficoltà in sana ironia. E mò? E mò niente, perché tanto lui mica è sparito? La tristezza se ne andrà, e poi basta guardà un suo film. Eccolo, ancora lui. Inimitabile. E sé ride!
Grazie Alberto. Quante risate.
Tanto ci rivedremo, prima o poi. E salutaci i tuoi compagni di risate.
Ancora grazie.
John Buckley
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