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Amatrice (Rieti). Prende vita l’11° edizione del Palio degli asini-sindaci


Per un giorno, il 7 aprile, l’animale simbolo delle fatiche contadine si trasforma in splendido ronzino, vanto di un intero paese al punto da portare il ben in vista il nome del primo cittadino.

C’è chi gli si mette in ginocchio davanti pregandolo a mani giunte per convincerlo a proseguire. Chi gli sussurra nell’orecchio paroline dolci aiutandosi con qualche carotina. E chi cerca di tenersi in sella in un difficile gioco di equilibrio. E’ l’esilarante Palio dei Somari-Sindaci di Amatrice, una corsa a briglie sciolte nata 11 anni fa, quasi per gioco, per rispolverare una vecchia tradizione tipica di queste zone montane del reatino. E per un giorno l’animale simbolo delle fatiche contadine si trasforma in un indisciplinato ronzino, vanto di interi paesi al punto da portare ben in vista una gigantesca cravatta con il nome del primo cittadino.

La festa, in onore della quale ad Amatrice è nato un vero e proprio Somarodromo, attira ogni anno da tutto lo Stivale migliaia di persone che, in un coinvolgente tifo da stadio, incitano senza mezze misure il proprio “ciuco” preferito nel tentativo, spesso vano, di fargli completare il giro del Somarodromo. Ma, poiché è l’asino che quel giorno comanda, lo spettacolo è assicurato: c’è chi trotterella quasi fino alla linea del traguardo e poi, come rispondendo all’antica indole testarda, quando è lì lì a pochi metri dal canapo e la vittoria sembra già in pugno, eccolo che si volta e torna trotterellando indietro per la disperazione allegra dei suoi fan.

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Nella cittadina dominata dal maestoso fondale dei Monti della Laga la posta in gioco è alta, le regole sono ferree e ogni anno i “papà” degli asinelli si ingegnano, nei mesi precedenti la corsa, per allenare al meglio il proprio ciuchino.
Tutto inizia con un coloratissimo corteo di oltre 500 figuranti che indossano abiti storici sfilando lungo Corso Umberto diretti al Somarodromo. “Popolo della Via del Sale, l’onore è in ballo … acclamate con la vostra voce i Vostri eroi, sciogliete le briglie ai Somari e che sia dato inizio al Palio!” recita ironicamente il mossiere nel cosiddetto “Ius Iurandi”, il giuramento che precede la corsa.
Poi ecco il via. Nel Somarodromo gli asini-sindaci e le corrispondenti Pro Loco, fra lazzi e scherzi, si giocano l’onore e la reputazione durante l’unico giro che prevede la corsa. Il vincitore potrà far bella mostra del trofeo per un anno intero, mentre all’ultimo arrivato tocca inesorabilmente il temutissimo campanaccio che sancisce il disonore.
La prima regola del Palio è che a comandare è soltanto l’asino. Sono infatti vietate le fruste e i calci, e il “fantino” può solo pregare il suo ciuco di andare più veloce degli altri. Ma se il somaro decide che non vuole correre, non correrà. E se vuole cambiare giro, lo farà.

Alla fine della gara la festa si sposta in tavola, per gustare i prodotti tipici locali: il prosciutto IGP prodotto ad Amatrice, la bruschetta di Casaprota, il polentone con sugo di pesce di Castel di Tora. Per chi vuole avere più scelta ci sono anche tutte le locande del centro storico che propongono i piatti tipici della zona.

Noto in tutta Italia per la famosa pasta all’amatriciana, il paese fa parte della Comunità Montana “Velino” ed è sede del polo agroalimentare del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga. Nella cittadina, sulla quale svetta la splendida torre civica del XII Secolo, è stato creato il “Parco in Miniatura”, un giardino della conoscenza nel quale sono riprodotti in scala i monumenti, oltre alla popolazione animale e vegetale del Parco Nazionale. Ma è tutto il territorio di Amatrice a riservare piacevoli sorprese per gli amanti della natura. Spettacolare è il lago di Scandarello, un bacino artificiale creato nel 1924 circondato da monti che superano i 2.400 metri. Tra queste svetta la cima del Monte Gorzano che, con i suoi 2.458 metri, è tra le cime più alte dell’Appennino.

Info – 3408505381

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