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MONTEROTONDO: Monterotondo è con Riano: no alla discarica “romana”

Foto di repertorio

«E’ l’ennesima scelta improvvisata e sbagliata, nel merito quanto nella forma, presa senza valutare la sua fattibilità e soprattutto senza tener conto delle conseguenze che questa avrà sui nostri territori». E’ senza appello la presa di posizione del sindaco Alessandri sulla decisione di realizzare a Pian dell’Olmo, di fatto nel Comune di Riano e a pochissimi chilometri da Monterotondo Scalo, la nuova discarica di Roma.

«Ancora una volta la Capitale scarica sull’hinterland le sue emergenze – continua il sindaco – sempre col pretesto della necessità, dell’urgenza, della temporaneità. Stavolta è il turno dell’immondizia, tonnellate di immondizia che distruggeranno un’area verde in zona di esondabilità del Tevere, in spregio ai vincoli paesaggistici e idrogeologici, senza riguardo verso parametri vitali come il grado di impermeabilizzazione delle falde acquifere e senza nemmeno un’idea realistica dei costi di un’operazione del genere. Un disastro sociale e ambientale che in più mortifica e vanifica tutti gli sforzi che in questo quadrante i Comuni stanno facendo per invertire il circolo vizioso del conferimento indifferenziato dei rifiuti in discarica».

Il sindaco ricorda l’obiettivo, del tutto raggiungibile, di arrivare entro il 2014 ad estendere al 40% dei cittadini il servizio di raccolta differenziata porta a porta, attraverso l’ottimizzazione dei finanziamenti provinciali e i significativi investimenti di proprie risorse di bilancio, particolarmente onerosi in questa fase. «Una pianificazione integrata – afferma – che consentirà di ottenere risultati apprezzabili, in prospettiva anche sul piano del risparmio per i cittadini, certamente ancora al di sotto degli obiettivi imposti dalle norme ma comunque importanti dal punto di vista culturale e della responsabilizzazione civica, un decisivo passo avanti verso una gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti che passa necessariamente attraverso l’abbattimento delle quote indifferenziate che da troppo, come ricorda il sindaco di Guidonia Rubeis, gravano sulla discarica dell’Inviolata». Un processo di trasformazione, avviato a Monterotondo così come in tutti i comuni dell’area, che la realizzazione della discarica romana rischia di vanificare completamente.

«Che senso ha – sottolinea Alessandri – lavorare con fatica negli anni per tutelare e valorizzare il territorio se, da un giorno all’altro, viene realizzata una discarica a 500 metri dal centro abitato di Riano, a meno di due chilometri in linea d’aria dalla zona industriale di Monterotondo? Il fatto che questo scempio sia localizzato nel Comune di Roma è solo un espediente, che rivela tutta l’ipocrisia che avvolge la vicenda. Roma, che produce il 60% dell’immondizia del Lazio, avrebbe i fondi e le facoltà legislative per abbattere le quote indifferenziate nel ciclo di smaltimento dei rifiuti ma anziché lavorare su questo fronte, come con fatica facciamo noi, si preferisce spostare fuori dai confini il problema».
Monterotondo non accettano che l’indignazione e l’angoscia per il futuro siano bollate come demagogiche difese del proprio campanile: «Il nostro non è un atteggiamento all’insegna del not in my back yard. Sfido chiunque a convincermi in un dibattito pubblico che la scelta della discarica a Pian dell’Olmo corrisponde a precisi criteri di pianificazione, che a riguardo esista una logica e un obiettivo credibile e non, come invece io sono certo, solo la volontà di tamponare in qualche modo un’emergenza che non si è voluto o non si è saputo affrontare per tempo».

Monterotondo al fianco di Riano, dunque, perché la lotta non si ferma nonostante la sfiducia, persino la stanchezza: «Da quando sono sindaco ho passato metà del tempo a lottare contro manovre che immiseriscono Monterotondo e i territori limitrofi: la prostituzione sulla Salaria, la ventilata trasformazione del centro di Castelnuovo in nuovo campo rom della Capitale, il rischio di chiusura dell’ospedale SS Gonfalone, quello della privatizzazione di fatto della gestione del servizio idrico… ora la discarica a Riano. Non è ragionevolmente possibile passare da un’emergenza e da una conseguente mobilitazione all’altra. Roma deve capire che l’Impero non c’è più e che i nostri territori hanno il diritto di determinare la propria quotidianità e il proprio futuro. Non vogliamo più essere il ricettacolo delle loro criticità. Anche per questo la discarica a Pian dell’Olmo non si deve fare e, per questo, continueremo a lottare».

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