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MONTEROTONDO: Sisma in Emilia: gli aiuti devono essere coordinati

Il Sindaco di Monterotondo Mauro Alessandri

C’è anche la Protezione civile di Monterotondo tra le realtà che partecipano alle operazioni di soccorso in favore delle popolazioni dell’Emilia sconvolte dal sisma. Partiti ieri 30 maggio con la colonna mobile regionale, i sette volontari eretini (su due mezzi di soccorso) coordinati dal presidente dell’associazione Marco D’Angelo, sono ad oggi impegnati nell’allestimento di un campo-ricovero per sfollati nel comune di San Possidonio, nel modenese, a pochissimi chilometri da Mirandola.

Proprio dai volontari eretini giunge l’indicazione ad attendere prima di dare il via a raccolte di materiale o altre forme di mobilitazione in favore degli sfollati.

«Entro la fine della settimana – afferma l’assessore alla Protezione civile Enzo Donnarumma – i nostri volontari saranno in grado di precisare, sulla base delle indicazioni del coordinamento regionale e delle verifiche dirette sul campo, quali forme di aiuto siano maggiormente opportune. Subito dopo potremo ragionevolmente definire le modalità di mobilitazione, organizzando punti di
raccolta o altro. Farlo prima non avrebbe senso, contribuirebbe soltanto a fare confusione e questa è proprio l’unica cosa di cui non vi è alcun bisogno».

«Come è già avvenuto in occasione del tragico sisma dell’Aquila – aggiunge il sindaco Alessandri – anche stavolta la grande generosità dei monterotondesi non esiterà a mobilitarsi in favore delle popolazioni colpite. Stanno già arrivando sollecitazioni e richieste in tal senso. Occorre ricordare, però, che gli aiuti possono essere efficaci solo se coordinati, solo se inquadrati in una organizzazione
complessiva. Attendiamo qualche giorno, quindi, prima di dare il via a raccolte o altro. Intanto ringrazio Marco D’Angelo e gli altri volontari eretini, che come già fatto in occasione del terremoto del 2009, anche in questa drammatica situazione stanno offrendo il loro contributo per alleviare le sofferenze delle popolazioni colpite».

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