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MONTEROTONDO: Dura condanna da parte dell’Amministrazione per l’episodio di razzismo

L’Amministrazione comunale condanna fermamente l’ignobile aggressione ai danni delle due cittadine tunisine avvenuto mercoledì nel centro di Monterotondo. «Un episodio vergognoso che indigna profondamente l’intera comunità monterotondese – afferma il sindaco Mauro Alessandri – il fatto che sia avvenuto in una città come la nostra, da sempre particolarmente capace d’accogliere, integrare e soprattutto rispettare, rende se possibile quanto accaduto ancora più spregevole».

Nel manifestare alle vittime dell’aggressione la propria vicinanza «umana prima ancora che istituzionale», il primo cittadino esprime la volontà di incontrare quanto prima le due donne e le loro famiglie «per ribadire i sentimenti di un’intera città e dare loro il giusto riconoscimento morale: Monterotondo non si identifica in alcun modo nella viltà, nell’intolleranza e nella brutalità di un gruppo di mentecatti».

Analoga volontà il sindaco la esprime nei confronti di chi si è macchiato di un gesto simile: «Al di là delle responsabilità penali di cui risponderanno davanti al giudice – continua Alessandri – queste persone hanno l’obbligo civile di fare ammenda per ciò che hanno fatto, non solo alle due donne, alle loro famiglie e alla loro comunità ma anche alla coscienza, all’immagine e alla tradizione di Monterotondo, rispetto alle quali hanno dimostrato tutta la loro estraneità».

L’eventualità che quanto avvenuto possa essere ritenuto un segnale di scarsa sicurezza cittadina e marchiare in qualche modo Monterotondo come “città razzista” viene decisamente respinta: «E’ chiaro che episodi del genere preoccupano – prosegue il sindaco – ma riteniamo comunque che si sia trattato di un fatto estremamente circoscritto, da gestire con fermezza ma anche con la consapevolezza di quale sia il vero volto della città. A Monterotondo non c’è alcun clima d’intolleranza né un tessuto sociale degradato a fare da incubatore ad episodi di violenza razzista. Al contrario esiste una tradizionale rete di servizi, un livello di controllo e un patrimonio socio-culturale tali da poter ricondurre una
nefandezza del genere alle esclusive responsabilità di chi l’ha commessa. Sono certo – conclude – che l’indignazione della città si manifesterà senza che io o altri debbano sollecitarla, proprio perché il rifiuto di ogni forma di razzismo e intolleranza è da sempre un elemento distintivo di Monterotondo. L’auspicio è che quanto prima Neila e Nadia Azzabi riacquistino la serenità per rendersene conto».

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