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MENTANA: Patto di amicizia con il popolo Saharawi

Il Sindaco Altiero Lodi, a nome dell’Amministrazione Comunale di Mentana, ha rinnovato il Patto di Amicizia e di Gemellaggio stipulato alcuni anni fa tra la Città di Mentana e la Città di Farsia, nella Wilaya di Smara-Dairas, con una lettera inviata al Sindaco della Città Saharawi.

A Mentana, inoltre, opera da anni l’Associazione Salam Ong, che ha svolto attività didattiche e realizzato mostre fotografiche e raccolte di fondi in sostegno del Popolo Saharawi, partecipando inoltre a numerosi progetti di cooperazione e di sostegno nei campi profughi, sotto l’egida dell’ONU, in favore del Popolo Saharawi.

In questi giorni la Presidente dell’Associazione, Dott.ssa Simona Fernandez, che ha curato lo scambio epistolare tra il Comune di Mentana e la Città di Farsia, ha fatto appello al Sindaco Altiero Lodi affinché esponesse la foto della collega cooperante, Rossella Urru rapita il 23 ottobre scorso insieme ad altri due ragazzi spagnoli, Enric ed Ainhoa, da sequestratori di un gruppo terroristico jihadista fuoriuscito da Al-Qaeda.

La gigantografia è stata esposta presso la sede comunale di Piazza della Repubblica, in segno di vicinanza e solidarietà a Rossella, ai suoi colleghi ed ai familiari in questo momento di angosciante attesa e nella speranza di una immediata liberazione dei volontari.

1 commento

  • Al signor sindaco
    Nei campi dei separatisti polisario a Tindouf in Algeria non esiste la città Farsia. ma esiste una tenda che si chiama cosi.
    Signor Sindaco, comunicare con chiarezza, dare una informazione corretta ai cittadini è un diritto sacro.
    A proposito della nostra Rossella Urro, ecco una notizia:

    http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Mali-rapimento-Urru-eseguito-grazie-alla-complicita-di-una-cellula-jihadista-saharawi_312794493322.html

    Mali, rapimento Urru eseguito grazie alla complicità di una cellula jihadista saharawi

    Bamako, 28 dic. – (Adnkronos/Aki) – Il governo maliano accusa il Fronte Polisario di collusione con al-Qaeda. Le autorità di Bamako sono convinte che ci siano queste persone anche dietro i sequestri avvenuti nel loro Paese. La cooperante italiana rapita lo scorso 23 ottobre
    Bamako, 28 dic. – (Adnkronos/Aki) – L’italiana Rossella Urru e i suoi due colleghi spagnoli, sequestrati il 23 ottobre nei campi di Tindouf nel sud ovest dell’Algeria, sarebbero finiti nelle mani dei loro rapitori grazie “alla complicità di una cellula jihadista saharawi”. Lo hanno rivelato alcuni funzionari del governo maliano, citati dal giornale arabo ‘al-Hayat’.
    Le autorità di Bamako sono convinte che ci siano queste persone anche dietro i sequestri avvenuti nel loro Paese e per questo hanno dato vita in questi giorni ad un’offensiva mediatica contro il Fronte Polisario, la formazione armata che combatte per l’indipendenza del Sahara Occidentale, in particolare dopo che a metà dicembre alcuni loro uomini sono entrati nel nord del Mali per uccidere due contrabbandieri, accusati di essere legati al rapimento della Urru.
    Secondo quanto riporta oggi il quotidiano arabo, una fonte vicina al governo del Mali ha spiegato che “il paese vuole rimanere neutrale nella contesa in corso tra il Polisario e il Marocco per il Sahara Occidentale”. Eppure da due anni non riconosce la Repubblica del Sahara Occidentale (Rasd) proclamata dal Polisario.
    Di recente però i servizi di sicurezza di Bamako hanno redatto un documento dal titolo ‘al-Qaeda nei campi del Polisario’, nel quale si afferma che “due giovani saharawi sono implicati nel rapimento dei cittadini francesi avvenuto a Hombori, nel nord est del Mali, alla fine di novembre”. Nel documento si sostiene anche che “il governo maliano ha le prove per dire che il gruppo saharawi è implicato anche in un traffico regionale di droga”.
    Secondo le autorità di Bamako “i due saharawi implicati nel rapimento dei francesi vivono nei campi di Tindouf, in Algeria, e sono seguaci di Hakim Ould Mohamed M’Barek alias Houdheifa, un esponente di spicco del Polisario che fa parte anche di al-Qaeda”. I dati contenuti nel documento vengono confermati anche da Oumar Diakite, ufficiale della sicurezza del Mali, secondo il quale “al-Qaeda è presente ormai in tutta la regione, dall’Algeria, alla Mauritania fino al Mali. Ha anche ramificazioni nel Polisario dove alcuni intermediari sono stati reclutati”.
    A proposito invece dell’attacco compiuto dai miliziani del gruppo saharawi a metà dicembre nel nord del Mali, nel quale sono morti due contrabbandieri maliani e altri 11 sono stati catturati con l’accusa di essere responsabili del sequestro della Urru, Bamako ha più volte denunciato come “illegale” l’ingresso degli uomini del Polisario nel suo territorio, sostenendo che le persone uccise non avevano nulla a che fare col sequestro della cooperante italiana.
    “E’ la seconda volta in meno di due anni che vengono in Mali per compiere crimini simili – ha affermato Amadou Dire’, consigliere comunale a Timbouctou – la prima volta è stata nel 2010 e c’era di mezzo una storia tra trafficanti di droga in cui i saharawi erano implicati”. Secondo alcuni osservatori locali, il Polisario ha cercato con questa operazione in Mali di recuperare gli ostaggi, ma soprattutto voleva dimostrare di non rimanere inattivo nei confronti di al-Qaeda, tanto da dichiarare pubblicamente di aver sconfinato entrando in un paese vicino.
    L’ultimo incidente diplomatico tra Bamako e il Polisario è avvenuto la sera del 24 dicembre scorso, con l’espulsione di otto giovani militanti saharawi che volevano entrare in Mali dal Niger. Il rapimento della cooperante italiana e dei suoi due colleghi spagnoli è stato rivendicato da una formazione armata denominata ‘Jamaa al-Tawhid wa al-Jihad fi Afriqiya al-Gharbiya’ che sostiene di essere composta da elementi usciti da al-Qaeda per portare il messaggio jihadista nell’Africa occidentale.

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