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MONTEROTONDO: SS Gonfalone a rischio di declassamento?

Nuvole nere s’addensano sul futuro del SS Gonfalone: il tanto temuto “declassamento” del nosocomio eretino nell’ambito del piano di riordino sanitario regionale rischierebbe, nei fatti, di diventare presto realtà. E’ questa, almeno, la verosimile conclusione che emerge dalle indiscrezioni riguardo alcuni provvedimenti che la direzione generale della Asl starebbe per attuare sulla scorta di una “ricognizione sul personale” recentemente condotta. Per l’ospedale di Monterotondo si parla infatti di una diminuzione di ben 25 unità nel settore infermieristico, di un drastico ridimensionamento del personale del reparto analisi e di quello radiologico, dell’accorpamento dei reparti di medicina e cardiologia da un lato e di chirurgia e ortopedia dall’altro, ognuno dei quali resterebbe in capo ad un solo responsabile. Un declassamento sostanziale, quindi, che stride non solo con le rassicurazioni formali fin qui ricevute ma pure con il Piano sanitario aziendale presentato dal direttore generale della Asl qualche mese fa.

«Un piano – afferma l’assessore alla Sanità Walter Antonini – che avevamo apprezzato, che confortava molto le nostre ragioni ma che oggi, alla luce dei ventilati propositi della direzione generale della Asl, appare del tutto disconosciuto, privo di riscontro nelle finalità che pure erano state indicate. La Asl sta facendo quel che davvero non ci aspettavamo, senza alcun confronto e in totale spregio alla condotta matura e responsabile che abbiamo sempre mantenuto».

Mesi di mobilitazione, proteste comunque sempre all’insegna della massima civiltà e poi ancora audizioni presso la Regione, interventi dei consiglieri regionali eletti nel territorio, il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica tuttora pendente: tutto vano? «Se queste indiscrezioni dovessero essere confermate – afferma un sindaco Alessandri particolarmente adirato per i repentini sviluppi che la vicenda sta assumendo – ci troveremmo di fronte ad un drammatico precipitare degli eventi oltre che ad una gravissima mancanza di riguardo. Ammettiamo pure che tali misure possano essere, negli intenti di chi le promuove, funzionali ad una ipotesi di salvezza del SS Gonfalone. Se è così mi permetterei intanto di eccepire sul piano formale: così come siamo stati informati sui contenuti del Piano aziendale prima che questo fosse presentato, a maggior ragione avremmo dovuto essere edotti oggi riguardo disposizioni che stridono nettamente con quanto ipotizzato solo qualche mese fa. In ogni caso è evidente che le misure ventilate non possono essere considerate sacrifici indispensabili per la salvezza dell’ospedale: sono troppe e troppo onerose, rappresenterebbero la pietra tombale sull’operatività del SS Gonfalone, un oltraggio al diritto alle prestazioni sanitarie per i cittadini del nostro territorio».

«E’ chiaro – conclude il sindaco – che se le comunicazioni formali rispecchieranno le indiscrezioni emerse ripartirà una fase di durissima protesta, anche a tutela del personale medico e paramedico che non merita certo un trattamento del genere. Intanto lancio un appello ai consiglieri regionali eletti nel territorio: che battano i pugni sul tavolo e pretendano quei chiarimenti che, a questo punto, diventano sostanziali. Gli accordi non erano questi, non siamo disposti a tollerare il disprezzo verso incontestabili ragioni che non sono solo di Monterotondo ma, è bene ricordarlo, di un intero bacino d’utenza composto da centinaia di migliaia di cittadini».

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