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MONTEROTONDO: La città eretina dice “no” al “Piano casa” della Polverini

Su proposta del Consigliere di Sinistra Ecologia e Libertà, Dario Giarratana, una maggioranza decisa e compatta ha presentato e approvato nel Consiglio Comunale del 25 ottobre una mozione che la dice lunga sul giudizio che l’Amministrazione dà al provvedimento regionale noto come Piano Casa. La Legge Regionale n.10, approvata lo scorso agosto dopo una durissima opposizione di tutte le forze di minoranza, ha sollevato notevole preoccupazione in particolare tra i Sindaci che vedono messe a rischio le proprie competenze in materia di assetto del territorio e pianificazione urbanistica.
Una delle maggiori novità della Legge è infatti la possibilità di cambi di destinazione d’uso di immobili e aree non ancora edificate senza alcuna possibilità di intervento da parte dei comuni. Il provvedimento regionale rende infatti possibili un gran numero di interventi edilizi, con sostanziosi premi di cubatura, che possono riguardare aree industriali dismesse e terreni agricoli fino alla possibilità di costruire in aree protette. La mozione conferma l’intenzione dell’Amministrazione di “…procedere al governo del proprio territorio attraverso lo strumento urbanistico più appropriato, cioè il Nuovo Piano Regolatore Urbanistico recentemente approvato al Comune di Monterotondo dalla stessa Regione Lazio”.

Nel contempo, alla luce del Piano Casa varato dalla Regione impegna la Giunta e il Sindaco a predisporre una Delibera, da sottoporre all’esame del Consiglio Comunale, che individui gli ambiti del vigente PRG e gli immobili, per i quali, date le particolari caratteristiche storiche, artistiche, urbanistiche e architettoniche, “…limitare o escludere gli interventi previsti dall’articolo 2 della L.R. n. 21/2009 così come modificata dalle L.R. n. 10 del 13.08.2011 e n. 12 del 13.08.2011”. Questa delibera affinché abbia efficacia, nel limitare o evitare gli effetti del provvedimento regionale, deve essere improrogabilmente approvata dal Consiglio entro la data del 31 gennaio 2012. In attesa della delibera del Consiglio, il Sindaco e la Giunta sono impegnati a disporre “…ogni utile azione, da individuare con gli uffici comunali, al fine di evitare contenziosi ed irregolarità rispetto all’atto di indirizzo che il Consiglio Comunale dovrà assumere e ad approvare il nuovo Regolamento Edilizio entro il termine del 31 dicembre 2011”.

Difficile poi non cogliere la curiosa coincidenza, per cui nello stesso giorno in cui il Consiglio Comunale approvava la mozione, il Consiglio dei Ministri impugnava la Legge Regionale, visto l’evidente conflitto con le competenze statali, per un giudizio di costituzionalità della Consulta,. Come dire che, a parte il granitico consenso della destra eretina, il Piano Casa della Polverini solleva molte perplessità e non solo a sinistra. Perplessità che diventa esplicita avversione quando si comprendono, come nel caso drammatico delle Cinque Terre, i danni che comporta l’edificazione indiscriminata e non programmata ad un territorio che avrebbe bisogno di cura e manutenzione e non di nuove ferite.

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