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MONTEROTONDO: Il sindaco torna sul Bilancio e stigmatizza le ‘polemiche mortificanti” di parte della Minoranza

«Nonostante i chiarimenti forniti in Consiglio comunale continuo a registrare polemiche che più che sterili a questo punto considero mortificanti». Ad una settimana dall’approvazione del documento di programmazione finanziaria 2011, il sindaco Mauro Alessandri torna a stigmatizzare quelle che definisce «critiche insensate, frutto di incompetenza amministrativa e di basso propagandismo» ma che pure hanno guadagnato l’attenzione dei media locali e dei social network ben al di là del valore intrinseco delle questioni rilevate, spesso a discapito di una più ampia ed esaustiva esposizione del dibattito riguardante le scelte operate dall’Amministrazione comunale.
«E’ del tutto ovvio – continua il sindaco – che l’opposizione replichi con una visione strategica e un’attenzione a questioni, ambiti e valori alternative e spesso di segno opposto alle nostre, come del resto il dibattito in aula la scorsa settimana ha in parte evidenziato. E’ però inaccettabile – prosegue – che una parte dell’opposizione, la quale evidentemente non ha ancora compreso che per fare politica e ambire ad amministrare occorre essere maggiormente preparati, continui a puntare l’indice in maniera impropria su aspetti e cifre del tutto marginali se non addirittura equivocando o travisando
completamente le informazioni contenute nei documenti del bilancio, per poi affermare che questa Amministrazione avrebbe operato tagli indiscriminati a danno dei giovani, delle persone con disabilità o di chissà quante altre categorie di cittadini».
Già nel corso del dibattito che aveva preceduto l’approvazione in Consiglio comunale, del resto, lo stesso sindaco aveva avuto modo di smentire, dati alla mano, chi aveva parlato di “drastici tagli” ai servizi di natura socio-assistenziale, alla cultura e alle politiche giovanili, chiarendo gli equivoci, riportando nella giusta considerazione alcuni appostamenti marginali, rilevando, semmai, impegni ancora più consistenti in quegli ambiti maggiormente deficitari a causa delle drastiche diminuzioni dei trasferimenti statali e regionali o per effetto del perdurare e dell’aggravarsi della fase di difficoltà economica che certo non risparmia la città. E’ ad esempio il caso dell’aumento del 50% rispetto allo scorso anno dei fondi destinati a fronteggiare l’emergenza abitativa o la razionalizzazione dei contratti che ha consentito di recuperare risorse da reinvestire proprio nel welfare e nelle politiche giovanili
senza operare alcun taglio ai servizi.
«Ma qui ” conclude Alessandri ” davvero non abbiamo a che fare con una dialettica derivante dalla contrapposizione di visioni politiche ed amministrative, invero auspicabile e comunque riscontrabile in altre critiche che ci sono state mosse prima e durante il dibattito in aula. Ci troviamo piuttosto di fronte ad una manifesta incompetenza che, se in prima battuta può essere comprensibile, quand’è reiterata diventa davvero intollerabile. Ne è un ulteriore esempio tutto quel parlare, impropriamente e con disprezzo, di centri sociali territoriali senza conoscere minimamente le realtà, le funzioni che questi svolgono, l’argine alla disgregazione sociale che esse assicurano in ambiti particolarmente esposti ai rischi di disagio. E’ un atteggiamento, questo, che trovo profondamente irrispettoso e arrogante. E che mi auguro possa presto ricondursi entro più ragionevoli canoni, anche perché non fa onore
all’intelligenza di chi ne è portatore».

«Nonostante i chiarimenti forniti in Consiglio comunale continuo a registrare polemiche che più che sterili a questo punto considero mortificanti». Ad una settimana dall’approvazione del documento di programmazione finanziaria 2011, il sindaco Mauro Alessandri torna a stigmatizzare quelle che definisce «critiche insensate, frutto di incompetenza amministrativa e di basso propagandismo» ma che pure hanno guadagnato l’attenzione dei media locali e dei social network ben al di là del valore intrinseco delle questioni rilevate, spesso a discapito di una più ampia ed esaustiva esposizione del dibattito riguardante le scelte operate dall’Amministrazione comunale.

«E’ del tutto ovvio – continua il sindaco – che l’opposizione replichi con una visione strategica e un’attenzione a questioni, ambiti e valori alternative e spesso di segno opposto alle nostre, come del resto il dibattito in aula la scorsa settimana ha in parte evidenziato. E’ però inaccettabile – prosegue – che una parte dell’opposizione, la quale evidentemente non ha ancora compreso che per fare politica e ambire ad amministrare occorre essere maggiormente preparati, continui a puntare l’indice in maniera impropria su aspetti e cifre del tutto marginali se non addirittura equivocando o travisando completamente le informazioni contenute nei documenti del bilancio, per poi affermare che questa Amministrazione avrebbe operato tagli indiscriminati a danno dei giovani, delle persone con disabilità o di chissà quante altre categorie di cittadini».

Già nel corso del dibattito che aveva preceduto l’approvazione in Consiglio comunale, del resto, lo stesso sindaco aveva avuto modo di smentire, dati alla mano, chi aveva parlato di “drastici tagli” ai servizi di natura socio-assistenziale, alla cultura e alle politiche giovanili, chiarendo gli equivoci, riportando nella giusta considerazione alcuni appostamenti marginali, rilevando, semmai, impegni ancora più consistenti in quegli ambiti maggiormente deficitari a causa delle drastiche diminuzioni dei trasferimenti statali e regionali o per effetto del perdurare e dell’aggravarsi della fase di difficoltà economica che certo non risparmia la città. E’ ad esempio il caso dell’aumento del 50% rispetto allo scorso anno dei fondi destinati a fronteggiare l’emergenza abitativa o la razionalizzazione dei contratti che ha consentito di recuperare risorse da reinvestire proprio nel welfare e nelle politiche giovanili senza operare alcun taglio ai servizi.

«Ma qui ” conclude Alessandri ” davvero non abbiamo a che fare con una dialettica derivante dalla contrapposizione di visioni politiche ed amministrative, invero auspicabile e comunque riscontrabile in altre critiche che ci sono state mosse prima e durante il dibattito in aula. Ci troviamo piuttosto di fronte ad una manifesta incompetenza che, se in prima battuta può essere comprensibile, quand’è reiterata diventa davvero intollerabile. Ne è un ulteriore esempio tutto quel parlare, impropriamente e con disprezzo, di centri sociali territoriali senza conoscere minimamente le realtà, le funzioni che questi svolgono, l’argine alla disgregazione sociale che esse assicurano in ambiti particolarmente esposti ai rischi di disagio. E’ un atteggiamento, questo, che trovo profondamente irrispettoso e arrogante. E che mi auguro possa presto ricondursi entro più ragionevoli canoni, anche perché non fa onore all’intelligenza di chi ne è portatore».

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