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MONTEROTONDO: Confermato dal prefetto il trasferimento di 200 Rom al Cara

“Mentre il prefetto e la Provincia dimostrano, pur nelle emergenze contingenti, senso delle Istituzioni e rispetto per i nostri territori, lo stesso non può dirsi del Comune di Roma, dimostratosi ancora una volta indisponibile ad assumersi la benché minima responsabilità”. Non è certo soddisfatto, il sindaco di Monterotondo Mauro Alessandri, al termine del vertice tenutosi questa mattina presso la Prefettura al quale ha partecipato assieme ai sindaci del distretto. Non tanto per l’esito, la conferma del trasferimento di circa 200 persone rom, perlopiù donne e bambini, presso il Cara di Castelnuovo di Porto, quanto ed ancora una volta per l’atteggiamento del Comune di Roma: assente, tra il disappunto dei convocati, il sindaco Alemanno, era rappresentato dal solo assessore alle politiche sociali Sveva Belviso che ha comunque  rinunciato ad intervenire.

“Il prefetto – riferisce Alessandri – ha comunicato la conferma del trasferimento dei rom a Castelnuovo ma ha altresì limitato la loro presenza a pochi mesi, fino al termine dell’allestimento di nuovi e sicuri insediamenti a Roma. Nel confermare che il Cara potrà ospitare a fasi alterne profughi e rifugiati politici, confermando il ruolo al quale il centro è stato deputato, ha altresì escluso implicitamente che esso possa diventare  una sorta di campo nomadi delle emergenze romane.  Auspico che queste rassicurazioni siano presto formalizzate: chiedere ferme rassicurazioni sui tempi di permanenze dei nomadi e sulle misure di sicurezza integrative che si vorranno adottare per garantire i territori è, a questo punto, tutto ciò che possiamo fare di fronte a questa emergenza”.

Sulle rassicurazioni riguardo il fatto che, sull’onda dell’emergenza in atto, il Cara non finisca col diventare in pianta stabile il campo nomadi delle emergenze romane, il sindaco confida nella parola data dal prefetto Pecoraro “un galantuomo di cui non ho il alcun motivo di dubitare”. Analogo apprezzamento è rivolto nei confronti dell’assessore provinciale alle Politiche Sociali Claudio Cecchini, presente al vertice in rappresentanza dell’Amministrazione provinciale: “Il suo intervento ” afferma il sindaco ” ha dimostrato quanto la Provincia di Roma sia vicina alle ragioni dei nostri territori, così vessati dalla preponderanza delle ragioni della Capitale. La sua analisi, corretta e condivisibile in ogni parte, ha riconosciuto la fondatezza delle nostre inquietudini e della nostra mobilitazione, al di là delle differenze politiche tra Comune e Comune, dimostrando in maniera palese la differenza che corre tra governare e fare propaganda”.

Biasimo totale, invece, nei confronti del Comune di Roma: “che, in questa come in ogni altra emergenza, poteva e doveva fare di più, non limitandosi a dire no senza minimamente porsi il problema di quanto le sue urgenze, prepotentemente scaricate fuori dai confini, compromettano la vivibilità, la sicurezza e la tenuta sociale dei territori confinanti. L’assenza di Alemanno e il silenzio dell’assessore sono a riguardo estremamente indicativi”.

“Col problema dell’accoglienza e dell’integrazione temporanea di profughi e rifugiati dovremo confrontarci anche in futuro ” conclude il sindaco –  speriamo che a tale proposito i nostri territori possano contare in futuro su finanziamenti e misure adeguate. Quel che invece siamo stufi di sopportare, lo ripeto ancora una volta, è la prepotenza di Roma. Contiamo che Provincia e Prefettura vogliano tutelarci anche in futuro”.

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