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GUIDONIA: Ancora rifiuti indifferenziati da scaricare per anni e anni all’Inviolata

 

Come se le proteste dei cittadini (che durano ormai da 25 anni…) non fossero mai avvenute,
come se non ci fosse un Parco regionale archeologico naturale da tutelare, come se non ci fossero puntuali beni archeologici da valorizzare, come se non ci fossero leggi nazionali e direttive europee contrarie a localizzazioni di discariche in siti di valore paesaggistico, storico, ambientale, l’ineffabile Regione Lazio ha autorizzato la messa in esercizio di un nuovo lotto di discarica (il sesto!) nel cuore del Parco dell’Inviolata.
Con Determina del 30 dicembre 2010, il Direttore del Dipartimento Programmazione economica e sociale della Regione Lazio ha concesso alla Eco Italia 87 (leggi “cricca Cerroni”) di realizzare un nuovo grande invaso per 380.000 m3 di rifiuti indifferenziati. La motivazione della Determina regionale è doppia: innanzitutto, la decisione era già stata presa precedentemente, ad inizio 2009, dalla Giunta Marrazzo; e poi, bisogna “scongiurare situazioni emergenziali nel conferimento dei rifiuti urbani nel comprensorio di riferimento”.
La Giunta Polverini si trincera quindi dietro a responsabilità altrui (la pessima gestione
Marrazzo della questione rifiuti), dimenticando che la legge impone a tutti i Comuni italiani di raggiungere alte quote di differenziazione e riciclo dei rifiuti (nel Lazio non si raggiunge ancora il 20%, col risultato di pagare salate multe in Europa), rendendo inutili e obsoleti gli impianti da costruire (discariche, produzione di cdr, inceneritori) e su cui lucrano solo i privati. La Regione Lazio dimostra – se ce ne fosse ancora bisogno – di sposare l’opzione impiantistica cerroniana e di non puntare sulla raccolta porta a porta, che valorizza il rifiuto e permette cospicui risparmi alle popolazioni.
Inoltre, l’invaso autorizzato contorna un sito archeologico in cui sono state rinvenute decine
di tombe di età romana. Appare scandalosa quindi la Determina autorizzativa regionale, che pone ancora una volta i rifiuti abbancati in una nuova “collina del degrado e dell’ignoranza” come bene prioritario da tutelare rispetto ai beni storici e paesaggistici.
Demenziale è, a questo punto, la pubblicazione del nuovo Piano rifiuti regionale,
avvenuta il 7 dicembre 2010, che, oltre a ribadire che l’impianto TMB (previsto sempre
all’Inviolata di Guidonia) tratterà ben 190.000 tonn. di rifiuti, pone tra le prescrizioni
escludenti nuove discariche che queste non possano essere ubicate presso aree protette, presso
beni storici e paesaggistici, presso autostrade (sic!).
Contro il nuovo Piano rifiuti era possibile opporre osservazioni, entro il 5 febbraio
scorso. Solo alcune associazioni lo hanno fatto. Non ci risulta che i tanto loquaci sindaci di
Guidonia Montecelio e di Fonte Nuova si siano mossi in questo senso, ad onta degli sproloqui
in favore della raccolta differenziata e della tutela dei beni territoriali (archeologici e
naturalistici). Contro la Determina regionale (entro il 28 febbraio) è possibile ricorrere per via giurisdizionale (TAR del Lazio). Ma la sintonia delle Amministrazioni comunali con la “cricca Cerroni” e con la Giunta Polverini, che continua ad emanare atti illegittimi, è totale. Alla faccia della volontà dei cittadini e dei (sempre minori) beni paesaggistici e storici del territorio…
Comitato per il Risanamento ambientale di Guidonia

Come se le proteste dei cittadini (che durano ormai da 25 anni…) non fossero mai avvenute, come se non ci fosse un Parco regionale archeologico naturale da tutelare, come se non ci fossero puntuali beni archeologici da valorizzare, come se non ci fossero leggi nazionali e direttive europee contrarie a localizzazioni di discariche in siti di valore paesaggistico, storico, ambientale, l’ineffabile Regione Lazio ha autorizzato la messa in esercizio di un nuovo lotto di discarica (il sesto!) nel cuore del Parco dell’Inviolata.

Con Determina del 30 dicembre 2010, il Direttore del Dipartimento Programmazione economica e sociale della Regione Lazio ha concesso alla Eco Italia 87 (leggi “cricca Cerroni”) di realizzare un nuovo grande invaso per 380.000 m3 di rifiuti indifferenziati. La motivazione della Determina regionale è doppia: innanzitutto, la decisione era già stata presa precedentemente, ad inizio 2009, dalla Giunta Marrazzo; e poi, bisogna “scongiurare situazioni emergenziali nel conferimento dei rifiuti urbani nel comprensorio di riferimento”.

La Giunta Polverini si trincera quindi dietro a responsabilità altrui (la pessima gestione Marrazzo della questione rifiuti), dimenticando che la legge impone a tutti i Comuni italiani di raggiungere alte quote di differenziazione e riciclo dei rifiuti (nel Lazio non si raggiunge ancora il 20%, col risultato di pagare salate multe in Europa), rendendo inutili e obsoleti gli impianti da costruire (discariche, produzione di cdr, inceneritori) e su cui lucrano solo i privati. La Regione Lazio dimostra – se ce ne fosse ancora bisogno – di sposare l’opzione impiantistica cerroniana e di non puntare sulla raccolta porta a porta, che valorizza il rifiuto e permette cospicui risparmi alle popolazioni.

Inoltre, l’invaso autorizzato contorna un sito archeologico in cui sono state rinvenute decine di tombe di età romana. Appare scandalosa quindi la Determina autorizzativa regionale, che pone ancora una volta i rifiuti abbancati in una nuova “collina del degrado e dell’ignoranza” come bene prioritario da tutelare rispetto ai beni storici e paesaggistici.

Demenziale è, a questo punto, la pubblicazione del nuovo Piano rifiuti regionale, avvenuta il 7 dicembre 2010, che, oltre a ribadire che l’impianto TMB (previsto sempre all’Inviolata di Guidonia) tratterà ben 190.000 tonn. di rifiuti, pone tra le prescrizioni escludenti nuove discariche che queste non possano essere ubicate presso aree protette, presso beni storici e paesaggistici, presso autostrade (sic!). Contro il nuovo Piano rifiuti era possibile opporre osservazioni, entro il 5 febbraio scorso. Solo alcune associazioni lo hanno fatto. Non ci risulta che i tanto loquaci sindaci di Guidonia Montecelio e di Fonte Nuova si siano mossi in questo senso, ad onta degli sproloqui in favore della raccolta differenziata e della tutela dei beni territoriali (archeologici e naturalistici). Contro la Determina regionale (entro il 28 febbraio) è possibile ricorrere per via giurisdizionale (TAR del Lazio). Ma la sintonia delle Amministrazioni comunali con la “cricca Cerroni” e con la Giunta Polverini, che continua ad emanare atti illegittimi, è totale. Alla faccia della volontà dei cittadini e dei (sempre minori) beni paesaggistici e storici del territorio…

Comitato per il Risanamento ambientale di Guidonia

 

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