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MONTEROTONDO: ‘Stanchi di subire le protervie di Roma”

“Non so se sia più malafede o scarsa lungimiranza. Fatto è che Alemanno sta davvero superando ogni
limite di protervia». È un attacco frontale quello che il sindaco di Monterotondo Mauro Alessandri
rivolge al primo cittadino della Capitale, reo di perseguire «una scientifica rimozione dei problemi e delle emergenze romane scaricandoli sui territori confinanti». L’ultima sortita a proposito dell’indisponibilità di Roma ad accogliere i profughi provenienti dalla Libia «è stata, per quanto mi riguarda, la proverbiale goccia che fa traboccare il vaso: non l’ho criticato per partito preso, ora stigmatizzo senza appello l’irresponsabilità e l’assoluta mancanza di rispetto che Alemanno dimostra nei confronti delle altre Istituzioni oltre che dei territori confinanti con Roma”.
Il no ai profughi libici è del resto solo l’ultima indisponibilità, in ordine di tempo, manifestata dal primo cittadino della Capitale nei confronti di questioni ed emergenze dapprima sottovalutate, poi oggetto di campagne demagogiche ed infine trasferite d’imperio fuori dai confini comunali. “Ieri Alemanno ha fatto sapere di non volere libici a Roma – continua Alessandri – del resto i Rom li farà deportare a Castelnuovo di Porto, le prostitute le ha fatte già spostare sulla Salaria e sulla Tiberina a ridosso dei nostri Comuni, la prossima discarica di Roma la vorrebbe dislocare in provincia e non ha nulla da dire sul fatto che i pedaggi autostradali sui raccordi saranno riservati ai non residenti a Roma. Mettiamoci pure che ci chiudono gli ospedali e i rubinetti dei finanziamenti necessari al mantenimento di servizi essenziali sul territorio ed ecco che ben si comprende a che livello è giunta la nostra esasperazione”.
“Roma non è solo immagini da cartolina, Pantheon, piazza Navona e Colosseo. È il Comune più grande
d’Europa e, come tutte le grandi città europee, deve confrontarsi ogni giorno con questioni complesse, tra cui le difficoltà dell’integrazione e le conseguenze delle emergenze internazionali. Se le direttive saranno quelle di coinvolgere l’area metropolitana di Roma nelle operazioni di accoglienza dei profughi provenienti dal nord Africa, Alemanno non può limitarsi a dire no, qui a Roma no, mandateli altrove. Alla sua forza istituzionale deve corrispondere senso di responsabilità. Soprattutto non può pensare di schivare o ignorare problemi che lo riguardano più di chiunque altro semplicemente trasferendoli di forza fuori dai confini comunali”.

“Non so se sia più malafede o scarsa lungimiranza. Fatto è che Alemanno sta davvero superando ogni limite di protervia». È un attacco frontale quello che il sindaco di Monterotondo Mauro Alessandri rivolge al primo cittadino della Capitale, reo di perseguire «una scientifica rimozione dei problemi e delle emergenze romane scaricandoli sui territori confinanti». L’ultima sortita a proposito dell’indisponibilità di Roma ad accogliere i profughi provenienti dalla Libia «è stata, per quanto mi riguarda, la proverbiale goccia che fa traboccare il vaso: non l’ho criticato per partito preso, ora stigmatizzo senza appello l’irresponsabilità e l’assoluta mancanza di rispetto che Alemanno dimostra nei confronti delle altre Istituzioni oltre che dei territori confinanti con Roma”.

Il no ai profughi libici è del resto solo l’ultima indisponibilità, in ordine di tempo, manifestata dal primo cittadino della Capitale nei confronti di questioni ed emergenze dapprima sottovalutate, poi oggetto di campagne demagogiche ed infine trasferite d’imperio fuori dai confini comunali. “Ieri Alemanno ha fatto sapere di non volere libici a Roma – continua Alessandri – del resto i Rom li farà deportare a Castelnuovo di Porto, le prostitute le ha fatte già spostare sulla Salaria e sulla Tiberina a ridosso dei nostri Comuni, la prossima discarica di Roma la vorrebbe dislocare in provincia e non ha nulla da dire sul fatto che i pedaggi autostradali sui raccordi saranno riservati ai non residenti a Roma. Mettiamoci pure che ci chiudono gli ospedali e i rubinetti dei finanziamenti necessari al mantenimento di servizi essenziali sul territorio ed ecco che ben si comprende a che livello è giunta la nostra esasperazione”.

“Roma non è solo immagini da cartolina, Pantheon, piazza Navona e Colosseo. È il Comune più grande d’Europa e, come tutte le grandi città europee, deve confrontarsi ogni giorno con questioni complesse, tra cui le difficoltà dell’integrazione e le conseguenze delle emergenze internazionali. Se le direttive saranno quelle di coinvolgere l’area metropolitana di Roma nelle operazioni di accoglienza dei profughi provenienti dal nord Africa, Alemanno non può limitarsi a dire no, qui a Roma no, mandateli altrove. Alla sua forza istituzionale deve corrispondere senso di responsabilità. Soprattutto non può pensare di schivare o ignorare problemi che lo riguardano più di chiunque altro semplicemente trasferendoli di forza fuori dai confini comunali”.

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