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TIVOLI: Stacchini: Scacciati come le mosche!

Domani il campo abusivo di Stacchini sarà scomparso! Finalmente! Diranno in molti. Diminuiranno i furti, i treni non si fermeranno più perché è stato rubato il rame, non ci saranno più quelli che frugano nei cassonetti per raccattare qualcosa e che disturbano tanto la vista: gli esseri umani non i cassonetti sempre opulenti dei nostri rifiuti!
Sono arrivati da ieri, Polizia, Vigili Urbani e ruspe luccicanti, nuove di zecca, hanno
bussato così forte alle porte che i bambini si sono spaventati. Hanno iniziato a demolire le baracche contrassegnate da un grosso numero tracciato con la bomboletta spray da chi ne aveva fatto il censimento.
Ieri hanno iniziato a demolire le baracche vuote, diciotto, oggi sono passati a buttare giù quelle nelle quali non abitavano bambini, domani il resto. Restano solo cumuli di resti, come quelli che scaturiscono dai nostri teleschermi collegati con il primo atto della tragedia giapponese.
Alcune baracche, stamane, erano vuote di bambini solo perché erano nella scuola che frequentavano da un paio di anni. Le donne, dal volto rassegnato e gli occhi non domi come quelli di ogni madre, si stringevano le mani: “Cosa dirò ai miei figli quando torneranno da scuola? Sono anche bravi, a scuola prendono molti dieci. Mi hanno portavo via la bombola per non farmi cucinare, cosa potrò dare loro da mangiare?” Non c’era un pulman per portarli in un campo attrezzato, forse a Castelnuovo di Porto come si diceva da qualche giorno. Non c’era un assistente sociale, non c’era un medico, non c’era una divisa della Croce rossa che dovrebbe occuparsi dei centri dove alcuni dovrebbero essere rinchiusi. Non c’era il rappresentante di qualche associazione! Non ci sono diritti qui, ma solo disperazione! Noi che eravamo andati
a portare un minimo di umanità abbiamo cercato qualcuno del comune, figuriamoci!
Nessuno!
Hanno detto loro solo DOVETE ANDARVENE DA QUI E BASTA! DOVE NON SONO AFFARI NOSTRI! VERSO LA PONTINA, LONTANI DA ROMA! Scacciati come le mosche appunto. Donne e bambini, l’anziana sulla sedia a rotelle sgangherata operata al cervello, il vecchio che si reggeva a malapena sul bastone di fortuna. Qualche uomo con sulle spalle i pochi averi recuperati con i quali stipare una automobile decrepita.
Non c’erano le telecamere a Stacchini, il campo che si era allargato a dismisura da quando la capitale di Alemanno ha iniziato a disfarsene sputandoli all’esterno del raccordo anulare come vuole fare con tutte le sue immondizie! Lui vuole solo i turisti con il portafogli pieno.
Dove andrà Elisa, 21 anni e le sue tre bimbe? Dove andrà Camelia con i suoi quattro figli due dei quali dovevano tornare dalla scuola Rodari? Forse alla stazione ci dice! E Narcisa con la sua famiglia? Ieri è andata via non si sa dove! E Massimo, due anni che avevamo accarezzato domenica e parlava così bene l’italiano? Per chi parla la Convenzione Internazionale dei Diritti dell’Infanzia? Per quali bambini se non per questi, come tanti altri, da tutelare?
Domani tutto libero Stacchini! Resteranno i rifiuti e le macerie di legno, come qualche anno fa, poi piano, piano torneranno e tutto ricomincerà.
Soldi per lo sgombero spesi, forze dell’ordine sottratte ad altri interventi, inutilmente!
Tutto inutile se non si crea un meccanismo diverso che si basi sulla solidarietà, sulle possibilità di lavori secondari che noi rifiutiamo, sulla scolarizzazione dei bambini,
sull’adozione a distanza prossima, sull’aver cura dell’Essere umano. Intanto i soldi arrivano dall’Europa, qualcuno li intasca ma non si risolve nulla. E se ogni comune della Val d’Aniene, proporzionalmente alle sue dimensioni, avesse adottato due o tre famiglie, destinando loro una casa sfitta, mandando i bambini a scuola, affidando lavori di manovalanza, piccolo artigianato o cura degli anziani? Stacchini domani sarà libero ma il cuore dei tiburtini sarà più lieve? E gli amministratori comunali potranno vantarsene?
A noi resta nelle orecchie quella voce di donna: ” abbiamo solo la colpa di essere poveri|”. Ma ormai è lontana…
Gianni Innocenti

Domani il campo abusivo di Stacchini sarà scomparso! Finalmente! Diranno in molti. Diminuiranno i furti, i treni non si fermeranno più perché è stato rubato il rame, non ci saranno più quelli che frugano nei cassonetti per raccattare qualcosa e che disturbano tanto la vista: gli esseri umani non i cassonetti sempre opulenti dei nostri rifiuti! Sono arrivati da ieri, Polizia, Vigili Urbani e ruspe luccicanti, nuove di zecca, hanno bussato così forte alle porte che i bambini si sono spaventati. Hanno iniziato a demolire le baracche contrassegnate da un grosso numero tracciato con la bomboletta spray da chi ne aveva fatto il censimento.

Ieri hanno iniziato a demolire le baracche vuote, diciotto, oggi sono passati a buttare giù quelle nelle quali non abitavano bambini, domani il resto. Restano solo cumuli di resti, come quelli che scaturiscono dai nostri teleschermi collegati con il primo atto della tragedia giapponese. Alcune baracche, stamane, erano vuote di bambini solo perché erano nella scuola che frequentavano da un paio di anni. Le donne, dal volto rassegnato e gli occhi non domi come quelli di ogni madre, si stringevano le mani: “Cosa dirò ai miei figli quando torneranno da scuola? Sono anche bravi, a scuola prendono molti dieci. Mi hanno portavo via la bombola per non farmi cucinare, cosa potrò dare loro da mangiare?” Non c’era un pulman per portarli in un campo attrezzato, forse a Castelnuovo di Porto come si diceva da qualche giorno. Non c’era un assistente sociale, non c’era un medico, non c’era una divisa della Croce rossa che dovrebbe occuparsi dei centri dove alcuni dovrebbero essere rinchiusi. Non c’era il rappresentante di qualche associazione! Non ci sono diritti qui, ma solo disperazione! Noi che eravamo andati a portare un minimo di umanità abbiamo cercato qualcuno del comune, figuriamoci! Nessuno!

Hanno detto loro solo DOVETE ANDARVENE DA QUI E BASTA! DOVE NON SONO AFFARI NOSTRI! VERSO LA PONTINA, LONTANI DA ROMA! Scacciati come le mosche appunto. Donne e bambini, l’anziana sulla sedia a rotelle sgangherata operata al cervello, il vecchio che si reggeva a malapena sul bastone di fortuna. Qualche uomo con sulle spalle i pochi averi recuperati con i quali stipare una automobile decrepita. Non c’erano le telecamere a Stacchini, il campo che si era allargato a dismisura da quando la capitale di Alemanno ha iniziato a disfarsene sputandoli all’esterno del raccordo anulare come vuole fare con tutte le sue immondizie! Lui vuole solo i turisti con il portafogli pieno.

Dove andrà Elisa, 21 anni e le sue tre bimbe? Dove andrà Camelia con i suoi quattro figli due dei quali dovevano tornare dalla scuola Rodari? Forse alla stazione ci dice! E Narcisa con la sua famiglia? Ieri è andata via non si sa dove! E Massimo, due anni che avevamo accarezzato domenica e parlava così bene l’italiano? Per chi parla la Convenzione Internazionale dei Diritti dell’Infanzia? Per quali bambini se non per questi, come tanti altri, da tutelare?

Domani tutto libero Stacchini! Resteranno i rifiuti e le macerie di legno, come qualche anno fa, poi piano, piano torneranno e tutto ricomincerà. Soldi per lo sgombero spesi, forze dell’ordine sottratte ad altri interventi, inutilmente! Tutto inutile se non si crea un meccanismo diverso che si basi sulla solidarietà, sulle possibilità di lavori secondari che noi rifiutiamo, sulla scolarizzazione dei bambini, sull’adozione a distanza prossima, sull’aver cura dell’Essere umano. Intanto i soldi arrivano dall’Europa, qualcuno li intasca ma non si risolve nulla. E se ogni comune della Val d’Aniene, proporzionalmente alle sue dimensioni, avesse adottato due o tre famiglie, destinando loro una casa sfitta, mandando i bambini a scuola, affidando lavori di manovalanza, piccolo artigianato o cura degli anziani? Stacchini domani sarà libero ma il cuore dei tiburtini sarà più lieve? E gli amministratori comunali potranno vantarsene? A noi resta nelle orecchie quella voce di donna: ” abbiamo solo la colpa di essere poveri|”. Ma ormai è lontana…

Gianni Innocenti

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