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TIVOLI: Crollo dell’acquedotto: continua il degrado del patrimonio archeologico

Continua il degrado del patrimonio archeologico e artistico tiburtino! Dopo l’abbandono della Tomba della Vestale Cossinia, l’infiltrazione d’acqua nella torre della Rocca Pia appena restaurata, la scomparsa assurda della statua di Mitoraj, i ponteggi che sostengono alcuni edifici della Villa di Adriano, ora è toccato agli imponenti resti
dell’acquedotto Anio Novus che fiancheggiano via dei Ruderi Romani.
Il tratto di acquedotto, che versava in gravi condizioni di staticità, ha visto circa due anni e mezzo fa l’apertura di un cantiere di consolidamento nel quale dall’estate scorsa non lavora più nessuno. Restano i ponteggi e le reti di contenimento che non impediscono comunque la quotidiana caduta di frammenti.
Un blocco enorme già a terra, isolato dal tratto ancora in piedi, aggredito da edere decennali, sta per cadere ed impedisce l’accesso alle abitazioni di quindici famiglie ed al ristorante che risiedono lungo via dei Ruderi Romani chiusa al transito, anche pedonale, dai Vigili del fuoco.
I tecnici del genio civile e della Soprintendenza ai beni archeologici, vista la precarietà dell’equilibrio del blocco e viste le sue dimensioni, hanno deciso per la sua demolizione. La vicenda denota ancora una volta la trascuratezza e l’indifferenza con le quali viene affrontata la tutela del patrimonio archeologico nazionale e tiburtino in particolare. Solo se cadono i pezzi e se i pezzi caduti costituiscono impedimento alla quotidianità ci si preoccupa momentaneamente del monumento, ma spesso è tardi.
E’ sufficiente percorrere la strada di Pomata e cercare i resti delle importantissime ville rustiche, per constatarne l’abbandono ed il degrado. La Villa degli Arcinelli per esempio, il cui muro a blocchi ciclopici sta per crollare o la Villa delle Pianelle completamente coperta da rovi ed edere. Non un progetto di pulizia, di consolidamento, di valorizzazione, di minimo interessamento delle amministrazioni comunali che si succedono.
Recentemente la Provincia di Roma ha presentato a Frascati un progetto di valorizzazione cui Legambiente Tivoli ha collaborato in passato, che nell’ambito dell’Agro romano antico riguarda la strada di Pomata. In quattro anni solo il progetto! Nello stesso tempo la Provincia ha sospeso il servizio del sito internet all’Agro romano dedicato, utile alla cultura, al turismo locale, alla valorizzazione del territorio.
Intanto il tempo passa, i resti archeologici crollano, la memoria scompare, e non è questione di fondi mancanti: si sceglie di finanziare altro invece della cultura! E ci chiediamo, quanto costa il noleggio dei ponteggi che restano a puntello per anni?
Gianni Innocenti
Tivoli 4 febbraio 2011

Continua il degrado del patrimonio archeologico e artistico tiburtino! Dopo l’abbandono della Tomba della Vestale Cossinia, l’infiltrazione d’acqua nella torre della Rocca Pia appena restaurata, la scomparsa assurda della statua di Mitoraj, i ponteggi che sostengono alcuni edifici della Villa di Adriano, ora è toccato agli imponenti resti dell’acquedotto Anio Novus che fiancheggiano via dei Ruderi Romani. Il tratto di acquedotto, che versava in gravi condizioni di staticità, ha visto circa due anni e mezzo fa l’apertura di un cantiere di consolidamento nel quale dall’estate scorsa non lavora più nessuno. Restano i ponteggi e le reti di contenimento che non impediscono comunque la quotidiana caduta di frammenti.

Un blocco enorme già a terra, isolato dal tratto ancora in piedi, aggredito da edere decennali, sta per cadere ed impedisce l’accesso alle abitazioni di quindici famiglie ed al ristorante che risiedono lungo via dei Ruderi Romani chiusa al transito, anche pedonale, dai Vigili del fuoco. I tecnici del genio civile e della Soprintendenza ai beni archeologici, vista la precarietà dell’equilibrio del blocco e viste le sue dimensioni, hanno deciso per la sua demolizione. La vicenda denota ancora una volta la trascuratezza e l’indifferenza con le quali viene affrontata la tutela del patrimonio archeologico nazionale e tiburtino in particolare. Solo se cadono i pezzi e se i pezzi caduti costituiscono impedimento alla quotidianità ci si preoccupa momentaneamente del monumento, ma spesso è tardi.

E’ sufficiente percorrere la strada di Pomata e cercare i resti delle importantissime ville rustiche, per constatarne l’abbandono ed il degrado. La Villa degli Arcinelli per esempio, il cui muro a blocchi ciclopici sta per crollare o la Villa delle Pianelle completamente coperta da rovi ed edere. Non un progetto di pulizia, di consolidamento, di valorizzazione, di minimo interessamento delle amministrazioni comunali che si succedono.

Recentemente la Provincia di Roma ha presentato a Frascati un progetto di valorizzazione cui Legambiente Tivoli ha collaborato in passato, che nell’ambito dell’Agro romano antico riguarda la strada di Pomata. In quattro anni solo il progetto! Nello stesso tempo la Provincia ha sospeso il servizio del sito internet all’Agro romano dedicato, utile alla cultura, al turismo locale, alla valorizzazione del territorio.

Intanto il tempo passa, i resti archeologici crollano, la memoria scompare, e non è questione di fondi mancanti: si sceglie di finanziare altro invece della cultura! E ci chiediamo, quanto costa il noleggio dei ponteggi che restano a puntello per anni?

Gianni Innocenti

Tivoli 4 febbraio 2011

 

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