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NORD EST: Le Associazioni scrivono ai 49 Sindaci che usano la discarica dell’Inviolata

Le Associazioni del Nord Est scrivono ai 49 Sindaci che utilizzano la discarica dell’Inviolata per invitarli all’utilizzo della raccolta differenziata e metterli davanti i loro doveri. Si tratta del Comitato Cittadini Marco Simone e Setteville Nord, dell’Associazione culturale onlus “Amici dell’Inviolata”, del Comitato Montecelio, dell’Unione Sindacale di Base Nord Est di Roma, del Comitato Promotore della “Riserva
Naturale dei Boschi dei Monti Cornicolani”, del Circolo di Legambiente Guidonia e dei Rioni Comunali di Fonte Nuova.
“Com’è noto la discarica di Guidonia Montecelio, denominata “dell’Inviolata”, è
il luogo che raccoglie i rifiuti dei Vostri territori – si legge nella lettera –  probabilmente è meno noto che questa discarica, nel corso del tempo, ha assunto dimensioni sempre crescenti ed oggi è una vera e propria collina alta ben 147 m. slm, che si trova in un territorio in cui sono stati trovati importanti reperti archeologici ed è circondata, su tre lati, da un Parco regionale archeologico naturale (LR 22/96), ma tale territorio, sempre oggi, risulta profondamente offeso.
Allo stesso modo in cui sono continuamente offesi i cittadini di Guidonia e di
Fonte Nuova, che vedono inascoltata la propria voce, che chiedono la chiusura
definitiva di questo scempio e che vogliono vivere in un ambiente più salubre e
riprendersi la bellezza di un territorio e di un Parco dei quali non ha potuto godere da diversi decenni.
Ciò su cui vogliamo invitarVi a riflettere è che questa discarica è aumentata
perché nessuno di Voi ha mai messo in atto fino in fondo le indicazioni europee e le
direttive nazionali sul ciclo dei rifiuti e nessuno di Voi ha mai investito realmente nella raccolta differenziata “porta a porta”, soluzione che porterebbe ad eliminare quasi totalmente il problema delle discariche e porterebbe risparmi economici notevoli e rispetto per l’ambiente.
Noi cittadini chiediamo la chiusura di questa discarica e non l’apertura di un’altra in altro luogo del Lazio: la sindrome NIMBY non ci appartiene. Ci sono comuni virtuosi, nel resto d’Italia, che si stanno adoperando, con ottimi risultati, per arrivare all’obiettivo di RIFIUTI ZERO, mentre le Vostre Amministrazioni sono poco sensibili o addirittura non si stanno minimamente preoccupando del problema: esso è lontano dai Vostri occhi e dai Vostri nasi e, mentre la Regione paga cifre inenarrabili di multe per non ottemperare alla normativa comunitaria, noi cittadini dobbiamo subire la Vostra negligenza nonostante nel nostro territorio (come in pochissimi altri comuni), seppur lentamente e parzialmente, sia iniziata la raccolta differenziata porta a porta.
Se le stesse somme che si pagano oggi in multe venissero investite nella risoluzione del problema rifiuti, questo sarebbe già abbondantemente risolto.
Oggi la giusta filiera dei rifiuti non sono le discariche, gli impianti TMB, e gli
inceneritori, in Europa tali strutture si stanno progressivamente eliminando perché si
stanno adottando e applicando “seriamente” le nuove disposizioni UE 98/2008 che
prevedono:
– riduzione a monte dei rifiuti,
– riuso,
– riciclaggio,
– differenziazione,
che permettono di concludere il ciclo dei rifiuti azzerando gli ormai obsoleti sistemi a vantaggio dell’ambiente e della salute. Sono queste le sfide che un amministratore deve perseguire e raggiungere: dimostrateci che le sfide del futuro fanno parte delle vostre capacità!
Siamo consci che dietro la parola “RIFIUTI” si nascondono incommensurabili
guadagni per pochi, a discapito degli infiniti disagi per la maggior parte dei cittadini, ma speriamo che esista ancora un barlume di coscienza, di dignità e di onestà intellettuale tale da voler mettere mano a quello che per il LAZIO potrebbe diventare il PROBLEMA maggiore dei prossimi anni. Si richiama l’attenzione della Provincia e della Regione verso i propri compiti istituzionali, con la messa a disposizione dei fondi necessari per la raccolta differenziata domiciliare e soprattutto con un Piano rifiuti regionale coerente con quanto previsto a livello europeo.

Le Associazioni del Nord Est scrivono ai 49 Sindaci che utilizzano la discarica dell’Inviolata per invitarli all’utilizzo della raccolta differenziata e metterli davanti i loro doveri. Si tratta del Comitato Cittadini Marco Simone e Setteville Nord, dell’Associazione culturale onlus “Amici dell’Inviolata”, del Comitato Montecelio, dell’Unione Sindacale di Base Nord Est di Roma, del Comitato Promotore della “Riserva Naturale dei Boschi dei Monti Cornicolani”, del Circolo di Legambiente Guidonia e dei Rioni Comunali di Fonte Nuova.

“Com’è noto la discarica di Guidonia Montecelio, denominata “dell’Inviolata”, è il luogo che raccoglie i rifiuti dei Vostri territori – si legge nella lettera –  probabilmente è meno noto che questa discarica, nel corso del tempo, ha assunto dimensioni sempre crescenti ed oggi è una vera e propria collina alta ben 147 m. slm, che si trova in un territorio in cui sono stati trovati importanti reperti archeologici ed è circondata, su tre lati, da un Parco regionale archeologico naturale (LR 22/96), ma tale territorio, sempre oggi, risulta profondamente offeso. Allo stesso modo in cui sono continuamente offesi i cittadini di Guidonia e di Fonte Nuova, che vedono inascoltata la propria voce, che chiedono la chiusura definitiva di questo scempio e che vogliono vivere in un ambiente più salubre e riprendersi la bellezza di un territorio e di un Parco dei quali non ha potuto godere da diversi decenni.

Ciò su cui vogliamo invitarVi a riflettere è che questa discarica è aumentata perché nessuno di Voi ha mai messo in atto fino in fondo le indicazioni europee e le direttive nazionali sul ciclo dei rifiuti e nessuno di Voi ha mai investito realmente nella raccolta differenziata “porta a porta”, soluzione che porterebbe ad eliminare quasi totalmente il problema delle discariche e porterebbe risparmi economici notevoli e rispetto per l’ambiente. Noi cittadini chiediamo la chiusura di questa discarica e non l’apertura di un’altra in altro luogo del Lazio: la sindrome NIMBY non ci appartiene. Ci sono comuni virtuosi, nel resto d’Italia, che si stanno adoperando, con ottimi risultati, per arrivare all’obiettivo di RIFIUTI ZERO, mentre le Vostre Amministrazioni sono poco sensibili o addirittura non si stanno minimamente preoccupando del problema: esso è lontano dai Vostri occhi e dai Vostri nasi e, mentre la Regione paga cifre inenarrabili di multe per non ottemperare alla normativa comunitaria, noi cittadini dobbiamo subire la Vostra negligenza nonostante nel nostro territorio (come in pochissimi altri comuni), seppur lentamente e parzialmente, sia iniziata la raccolta differenziata porta a porta. Se le stesse somme che si pagano oggi in multe venissero investite nella risoluzione del problema rifiuti, questo sarebbe già abbondantemente risolto.

Oggi la giusta filiera dei rifiuti non sono le discariche, gli impianti TMB, e gli inceneritori, in Europa tali strutture si stanno progressivamente eliminando perché si stanno adottando e applicando “seriamente” le nuove disposizioni UE 98/2008 che prevedono:

– riduzione a monte dei rifiuti,

– riuso,

– riciclaggio,

– differenziazione,

che permettono di concludere il ciclo dei rifiuti azzerando gli ormai obsoleti sistemi a vantaggio dell’ambiente e della salute. Sono queste le sfide che un amministratore deve perseguire e raggiungere: dimostrateci che le sfide del futuro fanno parte delle vostre capacità!”.

“Siamo consci – concludono – che dietro la parola “RIFIUTI” si nascondono incommensurabili guadagni per pochi, a discapito degli infiniti disagi per la maggior parte dei cittadini, ma speriamo che esista ancora un barlume di coscienza, di dignità e di onestà intellettuale tale da voler mettere mano a quello che per il LAZIO potrebbe diventare il PROBLEMA maggiore dei prossimi anni. Si richiama l’attenzione della Provincia e della Regione verso i propri compiti istituzionali, con la messa a disposizione dei fondi necessari per la raccolta differenziata domiciliare e soprattutto con un Piano rifiuti regionale coerente con quanto previsto a livello europeo”.

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