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MONTEROTONDO: Appello del sindaco alla vigilia della ‘Giornata del Ricordo” delle vittime delle Foibe

“Che la Giornata del ricordo sia un’occasione di riconciliazione e condivisione e non di scontro ideologico”. E’ l’appello lanciato dal sindaco Mauro Alessandri alla vigilia del 10 febbraio, giornata nazionale in memoria delle vittime delle Foibe. “La Giornata del ricordo ” prosegue il sindaco ” non deve essere confinata in una celebrazione di
parte, limitata a manifestazioni di retorica ideologica o all’attacchinaggio selvaggio di manifesti abusivi. Deve, al contrario, rappresentare una preziosa occasione di riflessione condivisa su una pagina dolorosa della nostra storia nazionale, l’opportunità di fornire soprattutto ai giovani gli strumenti per comprendere il passato del nostro Paese e fare, in questo modo, un passo avanti verso una definitiva riconciliazione”.
Il rischio da evitare, secondo il sindaco, è che la Giornata del Ricordo finisca con l’essere celebrata in antitesi alla Giornata della Memoria della Shoah del 27 gennaio, in una assurda contrapposizione ideologica che certo non rende onore né agli alti propositi in osservanza dei quali le due ricorrenze sono state istituite né alla verità storica che le contraddistingue.
“La differenza tra la dimensione delle due tragedie – puntualizza il sindaco – sia in termini di incidenza numerica delle vittime che di vastità di ambiti territoriali in cui si sono consumate, non autorizza certamente a stilare inverosimili e ottuse graduatorie dell’orrore. Le indicibili tragedie della Shoah e delle Foibe sono state sfregi sul volto dell’Umanità. Ricordarle per condannare le assurde e disumane ragioni che le provocarono significa andare avanti nel cammino della pacificazione e creare gli antidoti, culturali, politici e sociali, affinché genocidi simili non abbiano a ripetersi mai più”.
“Il mio è l’appello di un uomo delle Istituzioni – conclude il primo cittadino – che certamente non si tira indietro quando occorre prendere posizione, anche a rischio di provocare polemiche se avverte una precisa corrispondenza tra ragioni istituzionali e ragioni politiche. Ma che, al contempo, riconosce il valore indiscutibile della lettura storica obiettiva e del percorso verso una nuova e condivisa ridefinizione del sentimento nazionale”.

“Che la Giornata del ricordo sia un’occasione di riconciliazione e condivisione e non di scontro ideologico”. E’ l’appello lanciato dal sindaco Mauro Alessandri alla vigilia del 10 febbraio, giornata nazionale in memoria delle vittime delle Foibe. “La Giornata del ricordo ” prosegue il sindaco ” non deve essere confinata in una celebrazione di parte, limitata a manifestazioni di retorica ideologica o all’attacchinaggio selvaggio di manifesti abusivi. Deve, al contrario, rappresentare una preziosa occasione di riflessione condivisa su una pagina dolorosa della nostra storia nazionale, l’opportunità di fornire soprattutto ai giovani gli strumenti per comprendere il passato del nostro Paese e fare, in questo modo, un passo avanti verso una definitiva riconciliazione”.

Il rischio da evitare, secondo il sindaco, è che la Giornata del Ricordo finisca con l’essere celebrata in antitesi alla Giornata della Memoria della Shoah del 27 gennaio, in una assurda contrapposizione ideologica che certo non rende onore né agli alti propositi in osservanza dei quali le due ricorrenze sono state istituite né alla verità storica che le contraddistingue.

“La differenza tra la dimensione delle due tragedie – puntualizza il sindaco – sia in termini di incidenza numerica delle vittime che di vastità di ambiti territoriali in cui si sono consumate, non autorizza certamente a stilare inverosimili e ottuse graduatorie dell’orrore. Le indicibili tragedie della Shoah e delle Foibe sono state sfregi sul volto dell’Umanità. Ricordarle per condannare le assurde e disumane ragioni che le provocarono significa andare avanti nel cammino della pacificazione e creare gli antidoti, culturali, politici e sociali, affinché genocidi simili non abbiano a ripetersi mai più”.

“Il mio è l’appello di un uomo delle Istituzioni – conclude il primo cittadino – che certamente non si tira indietro quando occorre prendere posizione, anche a rischio di provocare polemiche se avverte una precisa corrispondenza tra ragioni istituzionali e ragioni politiche. Ma che, al contempo, riconosce il valore indiscutibile della lettura storica obiettiva e del percorso verso una nuova e condivisa ridefinizione del sentimento nazionale”.

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