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FONTE NUOVA: Un'”odissea” all’ufficio postale di Tor Lupara

vorrei porre alla Vostra attenzione la situazione relativa all’ufficio postale di Fonte Nuova. Tralascio il problema ben noto di avere un ufficio postale strutturalmente vecchio e non idoneo al numero di utenze che ne usufruiscono, questo è ormai una situazione che si protrae da anni e di cui non si vuole trovare una soluzione.
Quello che è accaduto a me e mia moglie risale a sabato mattina 27 Novembre 2010. Ma vado con ordine e Vi racconto prima cosa mi ha portato ad andare all’ufficio postale di Fonte Nuova (per fortuna ci devo andare raramente).
Il mio bancomat, che funge anche da carta di credito, scadeva il 30 Novembre 2010 e, dato che al 25 Novembre ancora non avevo ricevuto quello nuovo, ho chiamato la mia banca pensando ad un loro disservizio. In realtà il bancomat era stato spedito in data 4 Novembre, tra l’altro con posta assicurata 50€, e, verificando sul sito di Poste Italiane, risultava che era in giacenza presso l’ufficio postale di Fonte Nuova dal 9 Novembre. E qui è il sicuro disservizio da parte delle poste o del postino che non credo sia passato a casa né tantomeno abbia suonato al citofono dato che mia moglie si occupa di telelavoro e quindi non si muove da casa dal lunedì al venerdì, e nella nostra cassetta postale non risultava neanche un tagliandino per il ritiro all’ufficio postale. Potete ben capire il mio disappunto già da quel momento, una cosa preziosa e personale come il bancomat/carta di credito che viene trattata in questo modo. E se era qualcosa per la quale non avrei avuto modo di sapere che mi era stata inviata e magari di molto più importante???? Comunque mi rassereno, la banca mi comunica il numero della raccomandata e la data di invio dicendomi che posso recarmi all’ufficio postale e ritirarla.
(Va precisato, dopo aver chiesto conferma tramite il servizio clienti di Poste Italiane, che la posta assicurata può essere consegnata, in mancanza del destinatario anche ad una persona del nucleo familiare e, nel caso non ci sia nessuno va lasciato nella cassetta postale il tagliandino per il ritiro all’ufficio postale)
E così mi reco sabato mattina, ore 11,15 circa, per perdere il mio tempo all’ufficio postale per un loro disservizio.
Arrivo lì, prendo il numeretto per fare la fila, ci sono 15 persone prima di me e mi domando “Per colpa loro devo perdere ulteriore tempo?”, così mi dico “proviamo a vedere se sono così gentili da non causarmi un ulteriore danno” e così mi reco direttamente ad uno sportello per le raccomandate e la consegna di pacchi/lettere spiegando brevemente il problema e chiedendo se dovevo comunque fare la fila. Mi viene risposto categoricamente “SI!”, ossia che dovevo fare la fila, e senza ulteriori parole da quella persona “educatissima” che si sente difesa da un vetro come tanti altri suoi colleghi lì dentro. Visto la risposta brusca chiedo “Anche se è per un vostro disservizio?” e mi viene risposto che la colpa è del postino e io “Beh…il postino lavora per voi quindi la colpa è anche vostra” e mi viene risposto allo stesso modo, dandomi in più del maleducato dato che ero stato un po’ più vigoroso nell’ultima osservazione (dovuto anche al problema di farsi capire aldilà del vetro…), anche se mi viene da pensare che sia per il fatto di aver osato pronunciare la parola “disservizio”…
Vota suscettibilità all’omino dietro lo sportello: 10.
Voto alla pazienza, all’educazione e alla capacità di trattare la problematica: 0.
E così mi rimetto in attesa che arrivi il momento del mio bel numerello.
Ora devo premettere che mia moglie non è originaria di Roma né tantomeno di Fonte Nuova (è del nord Italia), dalle sue parti le cose funzionano molto diversamente: nel caso specifico, per il ritiro di raccomandate, lettere o pacchi non si fa la fila, se c’è qualche problema (anche lì può capitare) si può parlare tranquillamente con qualcuno.
Così lei, che riesce ad affrontare certi problemi per indole e per il lavoro che fa (avrebbe ben altre valutazioni rispetto a quel bell’omino), cerca di parlare con qualcuno almeno per sapere se ciò che ci ha riferito la banca sia vero o stiamo solamente perdendo tempo. Troviamo in una persona dell’ufficio addetto alle pratiche finanziarie (mi sembra che così le chiamino) un minimo di buon animo nel voler quantomeno affrontare il problema. Gli abbiamo spiegato tutta la vicenda dall’inizio e lui, per essere corretti, lo fa in maniera educata, ma poi ci propina delle spiegazioni riguardo al fatto che la lettera potrebbe essere allo smistamento e che ci darà il numero da contattare. Noi gli spieghiamo che la banca ci ha detto che la lettera è in quell’ufficio postale, che la banca ci ha dato il numero e la data d’invio e che abbiamo controllato sul sito internet delle poste…glielo abbiamo ripetuto 3 volte ma lui, e qui da “persona inizialmente gentile” si è cominciato a perdere sempre di più, continuava con quel discorso, con “se lei signora mi fa parlare…” ripetuto più volte e chiedendoci il tagliandino per il ritiro della lettera che, come gli avevamo spiegato più volte, non potevamo avere con noi. Al che mia moglie, nonostante la sua tranquilla indole e la sua tranquilla logica e modo di fare da “non-romana”, comincia a perdere un po’ la pazienza ma sempre con la buona educazione per la quale io vado fiero di lei…così è saltato fuori dalla bocca di questa “persona inizialmente gentile” frasi come “lei non sa com’è l’organizzazione qui in poste” io controbatto che so come funzionano un po’ le cose in poste (omettendo il fatto di aver vissuto quell’ambiente per 2 anni per non provocare ulteriori discussioni). Mi ripermetto di dire che la banca e il sito dicono che la lettera è nell’ufficio postale di Fonte Nuova e lui “lei crede alla banca o alle poste?” (si era già dimenticato, o non ha ascoltato proprio, che gli avevamo detto che anche il !
sito del
le Poste diceva che era lì), gli chiedo “diteci voi dov’è allora”. Chiediamo di parlare con il direttore e ci sentiamo dire “voi non avete la giurisdizione per parlare con la direttrice!”…e chi è questa persona? Il Papa? Il presidente della repubblica? E così taglia ogni discorso ed entra (per non dire fugge) nel loro loculo protettivo, ma non fa in tempo. Una tranquilla e indifesa signora sui 70/80 anni si avvicina per chiedergli un’informazione e lui…”eccone un’altra!!!”…un’altra??? Ad una cliente e soprattutto una signora di mezza età? Al ché mi sento di dover quantomeno difendere questa povera signora che era rimasta basita, e così dico a quella “persona inizialmente gentile” qualcosa tipo “complimenti per come risponde ad una anziana” o qualcosa del genere, e comunque senza utilizzare turpiloqui o simili. Quindi quella “persona inizialmente gentile” fugge, dato che anche mia moglie stava prendendo le difese dell’anziana signora, con un “ha ragione lei signora” per 2 volte rivolto a mia moglie…quindi ci siamo presi pure questa presa in giro da quella “persona inizialmente gentile” fuggita nel loculo e che vedo avvicinarsi alla direttrice (l’ho intuito dopo che era la direttrice) e parlare con lei ridendo mentre guardavano dalla nostra parte e facendo gesti verso di noi. Attacchiamo bottone con la signora anziana e un’altra signora a fianco a lei scoprendo altre magagne delle poste. La “persona inizialmente gentile” esce dal loculo dicendoci che stava arrivando l’inavvicinabile direttrice…come siamo fortunati e importanti!!! Nonostante tutto ringraziamo la “persona inizialmente gentile” che ovviamente non ci degna neanche di uno sguardo.
In tutto questo arriva il nostro numero, spieghiamo ad un altro omino dietro lo sportello, un signore sulla cinquantina che capiamo avere più esperienza nei rapporti interpersonali e non si azzarda a dire cose sopra le righe, gli spieghiamo il tutto e non c’è stato alcun bisogno di cercare e ricercare la lettera…era lì vicino agli sportelli…nessun centro di smistamento, nessun numero da chiamare, la lettera era lì, nessuno ha mai tentato di recapitarla (per le considerazioni già dette e poiché tutti lì nel loculo hanno dato la colpa al postino). Vediamo l’altro omino che se la ride…che c’avrà da ridere…si tenga stretto il suo lavoro che è meglio. La direttrice o presunta tale si avvicina allo sportello verso di noi ma rimanendo a 2/3 di metri lontana…che brava direttrice…chiediamo all’omino a chi bisogna rivolgersi per fare reclamo e lui “non è colpa nostra ma del postino”, sempre questa scusa e la mia risposta è sempre la stessa “il postino lavora per voi quindi il disservizio è il vostro”. Richiediamo a chi rivolgerci e ci risponde allo stesso modo, e io “vabbè datemi il numero del postino che lo chiamo a casa” ironicamente ovviamente ma si continua con questa scusante del postino, così a me viene di chiedergli “ma il postino non ha un responsabile? E’ il responsabile di se stesso????”. Alla fine ci scribacchia mal volentieri su un foglio il numero di telefono e l’indirizzo delle poste dei Casali di Mentana.
E qui finisce l’odissea senza neanche un “ci dispiace per l’inconveniente” o qualcosa del genere. Ce ne andiamo, alle 12 circa, sentendoci presi in giro, trattati malissimo, senza che nessuno abbia voluto veramente prendere in carico il problema se non per obbligo, con negli occhi una vecchietta che solo per quelle 2 parole ritengo che sia stata trattata peggio di noi, e che, uscendo, salutiamo cordialmente insieme all’altra signora. E penso inoltre “aveva ragione la banca”, pensiero che se l’avessi esposto a quella “persona inizialmente gentile” avrebbe probabilmente causato le ire di quei poveri omini che vivono in loculi protetti…soprattutto la direttrice che non sa che voglia dire avere quel tipo di ruolo se non dal punto di visto economico che è quello a cui tutti loro tengono di più. Lei e tutti gli omini farebbero bene a tenersi stretti quel posto di lavoro…ma probabilmente già lo fanno e ci riescono bene svolgendo la loro mansione alquanto male e in maniera maleducata senza tener conto né del sesso, né dell’età né tantomeno del fatto che chi hanno davanti è LORO CLIENTE  E LI PAGA PER CIO’ CHE FANNO(MALE). Guardiamo la lettera, ha il timbro di Mentana con data 8 Novembre 2010 e in più c’è scritto a penna 09.11.10 con una parola indecifrabile che presumo essere la finta presa in carico del postino e probabilmente la data in cui ha fatto finta di non averla potuta recapitare (queste sono mie deduzioni che potrebbero essere errate). Nonostante tutto cerchiamo di rasserenare i nostri animi con “per fortuna è solo un bancomat”.
Un’ultima cosa, abbiamo cercato di segnarci i nomi delle persone ma sul cartellino viene indicato solamente il nome con l’iniziale del cognome, della serie meglio non metterci troppo la faccia.
Da tutto questo, ma anche da altre notizie non trascritte in questa mail, si capisce che:
1.      il postino è un entità a sé ed è indipendente da tutti
2.      se esiste, bisogna scoprire chi è il responsabile del postino
3.      il postino può fare ciò che vuole con lettere, pacchi e quant’altro; ad esempio se vuole può non consegnare niente (soprattutto se piove), lasciare le lettere in qualsiasi palazzo anche se l’indirizzo è un altro o se il destinatario non esiste lì
4.      se lavori alle poste il cliente deve essere succube del volere di qualsiasi persona lavori nelle poste e del loro umore, carattere e voglia di non-fare
5.      se lavori alle poste la colpa è a priori di un altro (hanno le mani molto pulite…)
6.      se lavori alle poste e la colpa è di qualcun altro bisogna lasciarlo nell’ombra per difenderlo fino alla fine
7.      se lavori alle poste non bisogna MAI E POI MAI chiedere scusa
8.      se lavori alle poste non bisogna MAI E POI MAI dire “prego” se un cliente ti ringrazia
9.      se lavori alle poste e te la senti puoi dire “buongiorno” ad un cliente che ti saluta con un “buongiorno” o simili altrimenti non è un problema, essere maleducati in poste è una voce presente in ogni CV di chi ci lavora
10.     se lavori alle poste e un cliente ha un problema che faccia la fila poi si vedrà, non bisogna MAI E POI MAI far capire se il problema è risolvibile in quei loculi o se il cliente deve andare in un altro loculo
11.     se lavori alle poste bisogna valutare attentamente se il cliente ha ragione, se c’è qualche dubbio il cliente non ha mai ragione poi se ha ragione…capita!
12.     sul proprio cartellino va indicato solo il nome con la sola iniziale del cognome perché…non si sa mai
13.     la parola “cliente” ha un significato che nulla ha a che fare con ciò che è scritto sul dizionario…probabilmente esiste un dizionario per la traduzione dall’italiano al dialetto “postese”
Detto tutto ciò, è ovvio che non sono la prima persona che si ritrova in situazioni simili, questa non è sfortuna ma è dovuto al modo di lavorare, o non-lavorare, di certe persone e/o di certi enti/aziende. Sicuramente sabato la situazione è un po’ degenerata ma neanche troppo perché credo che persone meno inclini al dialogo avrebbero reagito ben peggio, e in altri casi non so cosa sarebbe potuto succedere per colpa di persone inadatte a fare certi lavori in cui hai a che fare direttamente con il cliente.
Vorrei solo che sia data voce alle vicissitudini in cui incorriamo noi utenti, in questo caso di Poste Italiane, dei loro dipendenti e del loro modo di operare. Spero di non essere il solo a volere questo e a volere che le cose cambino e che la mia voce dia modo a voi, se possibile, di sentire altre voci che incorrono in queste esperienze negative.
Mi scuso per la lunghezza della mia mail ma ho cercato di essere più preciso possibile nel raccontare i fatti e, come penso avrete capito da alcune frasi ironiche, ho cercato, nonostante tutto, di non prendermela troppo.

Riceviamo e pubblichiamo Vorrei porre alla Vostra attenzione la situazione relativa all’ufficio postale di Fonte Nuova. Tralascio il problema ben noto di avere un ufficio postale strutturalmente vecchio e non idoneo al numero di utenze che ne usufruiscono, questo è ormai una situazione che si protrae da anni e di cui non si vuole trovare una soluzione. Quello che è accaduto a me e mia moglie risale a sabato mattina 27 Novembre 2010. Ma vado con ordine e Vi racconto prima cosa mi ha portato ad andare all’ufficio postale di Fonte Nuova (per fortuna ci devo andare raramente).

Il mio bancomat, che funge anche da carta di credito, scadeva il 30 Novembre 2010 e, dato che al 25 Novembre ancora non avevo ricevuto quello nuovo, ho chiamato la mia banca pensando ad un loro disservizio. In realtà il bancomat era stato spedito in data 4 Novembre, tra l’altro con posta assicurata 50€, e, verificando sul sito di Poste Italiane, risultava che era in giacenza presso l’ufficio postale di Fonte Nuova dal 9 Novembre. E qui è il sicuro disservizio da parte delle poste o del postino che non credo sia passato a casa né tantomeno abbia suonato al citofono dato che mia moglie si occupa di telelavoro e quindi non si muove da casa dal lunedì al venerdì, e nella nostra cassetta postale non risultava neanche un tagliandino per il ritiro all’ufficio postale. Potete ben capire il mio disappunto già da quel momento, una cosa preziosa e personale come il bancomat/carta di credito che viene trattata in questo modo. E se era qualcosa per la quale non avrei avuto modo di sapere che mi era stata inviata e magari di molto più importante???? Comunque mi rassereno, la banca mi comunica il numero della raccomandata e la data di invio dicendomi che posso recarmi all’ufficio postale e ritirarla.

(Va precisato, dopo aver chiesto conferma tramite il servizio clienti di Poste Italiane, che la posta assicurata può essere consegnata, in mancanza del destinatario anche ad una persona del nucleo familiare e, nel caso non ci sia nessuno va lasciato nella cassetta postale il tagliandino per il ritiro all’ufficio postale)

E così mi reco sabato mattina, ore 11,15 circa, per perdere il mio tempo all’ufficio postale per un loro disservizio. Arrivo lì, prendo il numeretto per fare la fila, ci sono 15 persone prima di me e mi domando “Per colpa loro devo perdere ulteriore tempo?”, così mi dico “proviamo a vedere se sono così gentili da non causarmi un ulteriore danno” e così mi reco direttamente ad uno sportello per le raccomandate e la consegna di pacchi/lettere spiegando brevemente il problema e chiedendo se dovevo comunque fare la fila. Mi viene risposto categoricamente “SI!”, ossia che dovevo fare la fila, e senza ulteriori parole da quella persona “educatissima” che si sente difesa da un vetro come tanti altri suoi colleghi lì dentro. Visto la risposta brusca chiedo “Anche se è per un vostro disservizio?” e mi viene risposto che la colpa è del postino e io “Beh…il postino lavora per voi quindi la colpa è anche vostra” e mi viene risposto allo stesso modo, dandomi in più del maleducato dato che ero stato un po’ più vigoroso nell’ultima osservazione (dovuto anche al problema di farsi capire aldilà del vetro…), anche se mi viene da pensare che sia per il fatto di aver osato pronunciare la parola “disservizio”…

Vota suscettibilità all’omino dietro lo sportello: 10.

Voto alla pazienza, all’educazione e alla capacità di trattare la problematica: 0.

E così mi rimetto in attesa che arrivi il momento del mio bel numerello. Ora devo premettere che mia moglie non è originaria di Roma né tantomeno di Fonte Nuova (è del nord Italia), dalle sue parti le cose funzionano molto diversamente: nel caso specifico, per il ritiro di raccomandate, lettere o pacchi non si fa la fila, se c’è qualche problema (anche lì può capitare) si può parlare tranquillamente con qualcuno.

Così lei, che riesce ad affrontare certi problemi per indole e per il lavoro che fa (avrebbe ben altre valutazioni rispetto a quel bell’omino), cerca di parlare con qualcuno almeno per sapere se ciò che ci ha riferito la banca sia vero o stiamo solamente perdendo tempo. Troviamo in una persona dell’ufficio addetto alle pratiche finanziarie (mi sembra che così le chiamino) un minimo di buon animo nel voler quantomeno affrontare il problema. Gli abbiamo spiegato tutta la vicenda dall’inizio e lui, per essere corretti, lo fa in maniera educata, ma poi ci propina delle spiegazioni riguardo al fatto che la lettera potrebbe essere allo smistamento e che ci darà il numero da contattare. Noi gli spieghiamo che la banca ci ha detto che la lettera è in quell’ufficio postale, che la banca ci ha dato il numero e la data d’invio e che abbiamo controllato sul sito internet delle poste…glielo abbiamo ripetuto 3 volte ma lui, e qui da “persona inizialmente gentile” si è cominciato a perdere sempre di più, continuava con quel discorso, con “se lei signora mi fa parlare…” ripetuto più volte e chiedendoci il tagliandino per il ritiro della lettera che, come gli avevamo spiegato più volte, non potevamo avere con noi. Al che mia moglie, nonostante la sua tranquilla indole e la sua tranquilla logica e modo di fare da “non-romana”, comincia a perdere un po’ la pazienza ma sempre con la buona educazione per la quale io vado fiero di lei…così è saltato fuori dalla bocca di questa “persona inizialmente gentile” frasi come “lei non sa com’è l’organizzazione qui in poste” io controbatto che so come funzionano un po’ le cose in poste (omettendo il fatto di aver vissuto quell’ambiente per 2 anni per non provocare ulteriori discussioni). Mi ripermetto di dire che la banca e il sito dicono che la lettera è nell’ufficio postale di Fonte Nuova e lui “lei crede alla banca o alle poste?” (si era già dimenticato, o non ha ascoltato proprio, che gli avevamo detto che anche il  sito delle Poste diceva che era lì), gli chiedo “diteci voi dov’è allora”. Chiediamo di parlare con il direttore e ci sentiamo dire “voi non avete la giurisdizione per parlare con la direttrice!”…e chi è questa persona? Il Papa? Il presidente della repubblica? E così taglia ogni discorso ed entra (per non dire fugge) nel loro loculo protettivo, ma non fa in tempo. Una tranquilla e indifesa signora sui 70/80 anni si avvicina per chiedergli un’informazione e lui…”eccone un’altra!!!”…un’altra??? Ad una cliente e soprattutto una signora di mezza età? Al ché mi sento di dover quantomeno difendere questa povera signora che era rimasta basita, e così dico a quella “persona inizialmente gentile” qualcosa tipo “complimenti per come risponde ad una anziana” o qualcosa del genere, e comunque senza utilizzare turpiloqui o simili. Quindi quella “persona inizialmente gentile” fugge, dato che anche mia moglie stava prendendo le difese dell’anziana signora, con un “ha ragione lei signora” per 2 volte rivolto a mia moglie…quindi ci siamo presi pure questa presa in giro da quella “persona inizialmente gentile” fuggita nel loculo e che vedo avvicinarsi alla direttrice (l’ho intuito dopo che era la direttrice) e parlare con lei ridendo mentre guardavano dalla nostra parte e facendo gesti verso di noi. Attacchiamo bottone con la signora anziana e un’altra signora a fianco a lei scoprendo altre magagne delle poste. La “persona inizialmente gentile” esce dal loculo dicendoci che stava arrivando l’inavvicinabile direttrice…come siamo fortunati e importanti!!! Nonostante tutto ringraziamo la “persona inizialmente gentile” che ovviamente non ci degna neanche di uno sguardo.

In tutto questo arriva il nostro numero, spieghiamo ad un altro omino dietro lo sportello, un signore sulla cinquantina che capiamo avere più esperienza nei rapporti interpersonali e non si azzarda a dire cose sopra le righe, gli spieghiamo il tutto e non c’è stato alcun bisogno di cercare e ricercare la lettera…era lì vicino agli sportelli…nessun centro di smistamento, nessun numero da chiamare, la lettera era lì, nessuno ha mai tentato di recapitarla (per le considerazioni già dette e poiché tutti lì nel loculo hanno dato la colpa al postino). Vediamo l’altro omino che se la ride…che c’avrà da ridere…si tenga stretto il suo lavoro che è meglio. La direttrice o presunta tale si avvicina allo sportello verso di noi ma rimanendo a 2/3 di metri lontana…che brava direttrice…chiediamo all’omino a chi bisogna rivolgersi per fare reclamo e lui “non è colpa nostra ma del postino”, sempre questa scusa e la mia risposta è sempre la stessa “il postino lavora per voi quindi il disservizio è il vostro”. Richiediamo a chi rivolgerci e ci risponde allo stesso modo, e io “vabbè datemi il numero del postino che lo chiamo a casa” ironicamente ovviamente ma si continua con questa scusante del postino, così a me viene di chiedergli “ma il postino non ha un responsabile? E’ il responsabile di se stesso????”. Alla fine ci scribacchia mal volentieri su un foglio il numero di telefono e l’indirizzo delle poste dei Casali di Mentana.

E qui finisce l’odissea senza neanche un “ci dispiace per l’inconveniente” o qualcosa del genere. Ce ne andiamo, alle 12 circa, sentendoci presi in giro, trattati malissimo, senza che nessuno abbia voluto veramente prendere in carico il problema se non per obbligo, con negli occhi una vecchietta che solo per quelle 2 parole ritengo che sia stata trattata peggio di noi, e che, uscendo, salutiamo cordialmente insieme all’altra signora. E penso inoltre “aveva ragione la banca”, pensiero che se l’avessi esposto a quella “persona inizialmente gentile” avrebbe probabilmente causato le ire di quei poveri omini che vivono in loculi protetti…soprattutto la direttrice che non sa che voglia dire avere quel tipo di ruolo se non dal punto di visto economico che è quello a cui tutti loro tengono di più. Lei e tutti gli omini farebbero bene a tenersi stretti quel posto di lavoro…ma probabilmente già lo fanno e ci riescono bene svolgendo la loro mansione alquanto male e in maniera maleducata senza tener conto né del sesso, né dell’età né tantomeno del fatto che chi hanno davanti è LORO CLIENTE  E LI PAGA PER CIO’ CHE FANNO(MALE). Guardiamo la lettera, ha il timbro di Mentana con data 8 Novembre 2010 e in più c’è scritto a penna 09.11.10 con una parola indecifrabile che presumo essere la finta presa in carico del postino e probabilmente la data in cui ha fatto finta di non averla potuta recapitare (queste sono mie deduzioni che potrebbero essere errate). Nonostante tutto cerchiamo di rasserenare i nostri animi con “per fortuna è solo un bancomat”.

Un’ultima cosa, abbiamo cercato di segnarci i nomi delle persone ma sul cartellino viene indicato solamente il nome con l’iniziale del cognome, della serie meglio non metterci troppo la faccia.

Da tutto questo, ma anche da altre notizie non trascritte in questa mail, si capisce che:

1. il postino è un entità a sé ed è indipendente da tutti

2. se esiste, bisogna scoprire chi è il responsabile del postino

3. il postino può fare ciò che vuole con lettere, pacchi e quant’altro; ad esempio se vuole può non consegnare niente (soprattutto se piove), lasciare le lettere in qualsiasi palazzo anche se l’indirizzo è un altro o se il destinatario non esiste lì

4. se lavori alle poste il cliente deve essere succube del volere di qualsiasi persona lavori nelle poste e del loro umore, carattere e voglia di non-fare

5. se lavori alle poste la colpa è a priori di un altro (hanno le mani molto pulite…)

6. se lavori alle poste e la colpa è di qualcun altro bisogna lasciarlo nell’ombra per difenderlo fino alla fine

7. se lavori alle poste non bisogna MAI E POI MAI chiedere scusa

8. se lavori alle poste non bisogna MAI E POI MAI dire “prego” se un cliente ti ringrazia

9. se lavori alle poste e te la senti puoi dire “buongiorno” ad un cliente che ti saluta con un “buongiorno” o simili altrimenti non è un problema, essere maleducati in poste è una voce presente in ogni CV di chi ci lavora

10. se lavori alle poste e un cliente ha un problema che faccia la fila poi si vedrà, non bisogna MAI E POI MAI far capire se il problema è risolvibile in quei loculi o se il cliente deve andare in un altro loculo

11. se lavori alle poste bisogna valutare attentamente se il cliente ha ragione, se c’è qualche dubbio il cliente non ha mai ragione poi se ha ragione…capita!

12. sul proprio cartellino va indicato solo il nome con la sola iniziale del cognome perché…non si sa mai

13. la parola “cliente” ha un significato che nulla ha a che fare con ciò che è scritto sul dizionario…probabilmente esiste un dizionario per la traduzione dall’italiano al dialetto “postese”

Detto tutto ciò, è ovvio che non sono la prima persona che si ritrova in situazioni simili, questa non è sfortuna ma è dovuto al modo di lavorare, o non-lavorare, di certe persone e/o di certi enti/aziende. Sicuramente sabato la situazione è un po’ degenerata ma neanche troppo perché credo che persone meno inclini al dialogo avrebbero reagito ben peggio, e in altri casi non so cosa sarebbe potuto succedere per colpa di persone inadatte a fare certi lavori in cui hai a che fare direttamente con il cliente.

Vorrei solo che sia data voce alle vicissitudini in cui incorriamo noi utenti, in questo caso di Poste Italiane, dei loro dipendenti e del loro modo di operare. Spero di non essere il solo a volere questo e a volere che le cose cambino e che la mia voce dia modo a voi, se possibile, di sentire altre voci che incorrono in queste esperienze negative.

Mi scuso per la lunghezza della mia mail ma ho cercato di essere più preciso possibile nel raccontare i fatti e, come penso avrete capito da alcune frasi ironiche, ho cercato, nonostante tutto, di non prendermela troppo.

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