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MONTEROTONDO: Il Sindaco su Facebook

IL SINDACO ALESSANDRI SU FACEBOOK :
0re 13:46 del 14.12.2010
Questa è la frase che IL Sindaco Alessandri scriveva liberamente sulla sua bacheca:
MA CHE CAZZO VE CARICATE. LI MORTACCI VOSTRA! ( riferito alle Forze dell’Ordine)
Sotto questa frase che ha scritto ha ricevuto vari commenti da altre persone che hanno risposto al suo pensiero. Ad una persona che ironicamente gli faceva notare di essere stranamente scurrile, lui ha risposto:
14.12.2010 0re 18:08
“si, sono state insolitamente volgare. Me ne scuso. Ma assistere allo spettacolo di un Paese nel quale
si continua a fare il gioco degli studenti che protestano con le sassate e della celere che carica, da
sessant’anni, mentre i parlamentari si danno le spinte da bambini in aula e poi, ignoti, se ne vanno a cena
insieme a 8 euro bevande incluse alla bouvette, o come si chiama, MI INDIGNA. Capitemi.”
I nuovi mezzi di comunicazione ed i nuovi network come Facebook mettono alla luce le vere identità delle persone, come è accaduto il 14.12.2010 nella bacheca del Sindaco Alessandri. E’ giusto esprimere le proprie idee solo se non vanno a cozzare con il ruolo istituzionale di primo cittadino.
Il sindaco Alessandri conosce perfettamente i suoi compiti che sono di responsabilità dell’amministrazione e, come ufficiale di governo, è uno dei maggiori garanti in materia di ordine e di sicurezza pubblica del proprio territorio di competenza.
Purtroppo delle volte dimentica che, una volta eletto Sindaco, dovrebbe rappresentare tutti i cittadini e dovrebbe difendere tutte le istanze, sia di coloro che credono nel diritto allo studio come di coloro che credono nel diritto sacrosanto di scioperare contro una riforma ritenuta sbagliata.
Dovrebbe difendere le Forze dell’Ordine e condannare la violenza gratuita contro la polizia, contro Roma ed i romani. Se qualcuno tra le forze di polizia ha ecceduto è giusto che vengano presi seri provvedimenti ma il comportamento sbagliato di singoli non possono giustificare le inaudite violenze sfociate durante la manifestazione del 14 dicembre in cui Roma è stata messa a ferro e fuoco.
Un Sindaco tifoso solo di una parte, che confonde il diritto di pensarla in un certo modo con la responsabilità del ruolo istituzionale che gli è stato concesso dai cittadini, non aiuta ad un confronto civile su temi importanti che riguardano il futuro delle nuove generazioni.
Lo sfogo del Sindaco nella risposta data ad una persona che, ironicamente, gli faceva notare di essere stato scomposto, la interpretiamo come una presa di distanza da quella vecchia politica e da quei professionisti della politica che gli hanno consentito di diventare primo cittadino di Monterotondo.
La bouvette in Parlamento o meglio tutti quei comportamenti autoreferenziali non sono altro che lo specchio amplificato di altrettanti vizi della politica locale consolidati, come peraltro a Monterotondo, da 65 anni di governo del centro sinistra nella nostra città.
IL COORDINAMENTO PDL MONTEROTONDO

IL SINDACO ALESSANDRI SU FACEBOOK :

0re 13:46 del 14.12.2010

Questa è la frase che IL Sindaco Alessandri scriveva liberamente sulla sua bacheca: MA CHE CAZZO VE CARICATE. LI MORTACCI VOSTRA! (riferito alle Forze dell’Ordine)

Sotto questa frase che ha scritto ha ricevuto vari commenti da altre persone che hanno risposto al suo pensiero. Ad una persona che ironicamente gli faceva notare di essere stranamente scurrile, lui ha risposto:

14.12.2010 0re 18:08

“si, sono state insolitamente volgare. Me ne scuso. Ma assistere allo spettacolo di un Paese nel quale si continua a fare il gioco degli studenti che protestano con le sassate e della celere che carica, da sessant’anni, mentre i parlamentari si danno le spinte da bambini in aula e poi, ignoti, se ne vanno a cena insieme a 8 euro bevande incluse alla bouvette, o come si chiama, MI INDIGNA. Capitemi.”

I nuovi mezzi di comunicazione ed i nuovi network come Facebook mettono alla luce le vere identità delle persone, come è accaduto il 14.12.2010 nella bacheca del Sindaco Alessandri. E’ giusto esprimere le proprie idee solo se non vanno a cozzare con il ruolo istituzionale di primo cittadino.

Il sindaco Alessandri conosce perfettamente i suoi compiti che sono di responsabilità dell’amministrazione e, come ufficiale di governo, è uno dei maggiori garanti in materia di ordine e di sicurezza pubblica del proprio territorio di competenza.

Purtroppo delle volte dimentica che, una volta eletto Sindaco, dovrebbe rappresentare tutti i cittadini e dovrebbe difendere tutte le istanze, sia di coloro che credono nel diritto allo studio come di coloro che credono nel diritto sacrosanto di scioperare contro una riforma ritenuta sbagliata.

Dovrebbe difendere le Forze dell’Ordine e condannare la violenza gratuita contro la polizia, contro Roma ed i romani. Se qualcuno tra le forze di polizia ha ecceduto è giusto che vengano presi seri provvedimenti ma il comportamento sbagliato di singoli non possono giustificare le inaudite violenze sfociate durante la manifestazione del 14 dicembre in cui Roma è stata messa a ferro e fuoco.

Un Sindaco tifoso solo di una parte, che confonde il diritto di pensarla in un certo modo con la responsabilità del ruolo istituzionale che gli è stato concesso dai cittadini, non aiuta ad un confronto civile su temi importanti che riguardano il futuro delle nuove generazioni.

Lo sfogo del Sindaco nella risposta data ad una persona che, ironicamente, gli faceva notare di essere stato scomposto, la interpretiamo come una presa di distanza da quella vecchia politica e da quei professionisti della politica che gli hanno consentito di diventare primo cittadino di Monterotondo.

La bouvette in Parlamento o meglio tutti quei comportamenti autoreferenziali non sono altro che lo specchio amplificato di altrettanti vizi della politica locale consolidati, come peraltro a Monterotondo, da 65 anni di governo del centro sinistra nella nostra città.

IL COORDINAMENTO PDL MONTEROTONDO

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