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MONTEROTONDO: Chiusura del SS Gonfalone? Il Sindaco, “Nessuna soluzione alternative”

“In merito all’articolo comparso sul Tiburno del 9 novembre 2010, mi sembra necessario fare un po’ di chiarezza in quanto, a mio modo di vedere, leggendo tale articolo si evince che l’Amministrazione comunale abbia rinunciato a lottare per un ospedale pubblico di qualità e stia lavorando ad altre soluzioni. Ciò non corrisponde minimamente al vero! L’Amministrazione Comunale è totalmente all’oscuro delle strategie che, così come apprendo dai giornali, si stanno mettendo in atto in città al fine di superare l’attuale struttura ospedaliera con un intervento pubblico-privato sul modello dell’ospedale di Valmontone. L’unico contatto che ho avuto in questo senso è avvenuto
circa un mese fa, proprio a ridosso delle prime notizie che vedevano come imminente la chiusura del SS. Gonfalone, nel quale mi è stata ventilata questa ipotesi. Ne ho preso atto ma di soluzioni alternative a quella di mantenere il nostro ospedale così com’è io non ne voglio sentir parlare. Tutti i nostri sforzi vanno concentrati per mantenere il SS Gonfalone come presidio sanitario di primo livello sul nostro territorio e quindi smentisco categoricamente qualsiasi partecipazione dell’Amministrazione comunale
a progetti alternativi dando invece la massima garanzia di un impegno, concertato e condiviso con tutti, per salvaguardare il nostro ospedale.
Ho anche l’impressione, a questo punto, peraltro già manifestata al sit-in del 29 ottobre, che non tutti stiamo lavorando per salvare l’ospedale ma che, invece, attorno alla chiusura del SS Gonfalone si stiano muovendo degli interessi del tutto contrastanti all’interesse comune: fare in modo che l’ospedale di Monterotondo resti un presidio sanitario di primo livello.
Inoltre ritengo che chi in questo momento sta lavorando facendo capire che l’ospedale conviene chiuderlo, si sta adoperando non nell’interesse di Monterotondo e lo sta facendo in un momento in cui ciò non è ancora definito.
Invito dunque a desistere chi si sta concentrando su ipotesi alternative perché comincio ad avere l’impressione che mentre io, sulla base di un mandato popolare forte ed effettivo, tesso la tela per salvare il nostro ospedale qualcuno, dietro le quinte, la disfi non facendo gli interessi della città.
Ogni nostro sforzo deve esser speso in una sola direzione e quindi invito il Prof. Caporale, il Prof. Gatto e il Presidente Del Broccolo, che dichiara di voler seguire il Sindaco e di questo gliene sono grato, a combattere per l’ospedale di Monterotondo e non pensarlo come già superato altrimenti si vanificano gli sforzi di tutti noi. In
un momento delicato come questo anche solo ventilare simili ipotesi contrasta con l’impegno comune.
In conclusione, se si dichiara che mi si vuole seguire, mi si segua per la difesa del SS. Gonfalone spendendo ogni intelligenza, ogni professionalità, ogni rapporto politico solo in questo senso. Tutte le soluzioni altre rispetto a quella del mantenimento degli attuali servizi ospedalieri vanno verificate dal giorno dopo di un’eventuale chiusura. Adesso non è mia intenzione spendere né una parola, né un’energia intellettuale, né un rapporto istituzionale per altre soluzioni che non contemplino la salvezza dell’ospedale di Monterotondo”.

“In merito all’articolo comparso sul Tiburno del 9 novembre 2010, mi sembra necessario fare un po’ di chiarezza in quanto, a mio modo di vedere, leggendo tale articolo si evince che l’Amministrazione comunale abbia rinunciato a lottare per un ospedale pubblico di qualità e stia lavorando ad altre soluzioni. Ciò non corrisponde minimamente al vero! L’Amministrazione Comunale è totalmente all’oscuro delle strategie che, così come apprendo dai giornali, si stanno mettendo in atto in città al fine di superare l’attuale struttura ospedaliera con un intervento pubblico-privato sul modello dell’ospedale di Valmontone. L’unico contatto che ho avuto in questo senso è avvenuto circa un mese fa, proprio a ridosso delle prime notizie che vedevano come imminente la chiusura del SS. Gonfalone, nel quale mi è stata ventilata questa ipotesi. Ne ho preso atto ma di soluzioni alternative a quella di mantenere il nostro ospedale così com’è io non ne voglio sentir parlare. Tutti i nostri sforzi vanno concentrati per mantenere il SS Gonfalone come presidio sanitario di primo livello sul nostro territorio e quindi smentisco categoricamente qualsiasi partecipazione dell’Amministrazione comunale a progetti alternativi dando invece la massima garanzia di un impegno, concertato e condiviso con tutti, per salvaguardare il nostro ospedale.

Ho anche l’impressione, a questo punto, peraltro già manifestata al sit-in del 29 ottobre, che non tutti stiamo lavorando per salvare l’ospedale ma che, invece, attorno alla chiusura del SS Gonfalone si stiano muovendo degli interessi del tutto contrastanti all’interesse comune: fare in modo che l’ospedale di Monterotondo resti un presidio sanitario di primo livello. Inoltre ritengo che chi in questo momento sta lavorando facendo capire che l’ospedale conviene chiuderlo, si sta adoperando non nell’interesse di Monterotondo e lo sta facendo in un momento in cui ciò non è ancora definito. Invito dunque a desistere chi si sta concentrando su ipotesi alternative perché comincio ad avere l’impressione che mentre io, sulla base di un mandato popolare forte ed effettivo, tesso la tela per salvare il nostro ospedale qualcuno, dietro le quinte, la disfi non facendo gli interessi della città. Ogni nostro sforzo deve esser speso in una sola direzione e quindi invito il Prof. Caporale, il Prof. Gatto e il Presidente Del Broccolo, che dichiara di voler seguire il Sindaco e di questo gliene sono grato, a combattere per l’ospedale di Monterotondo e non pensarlo come già superato altrimenti si vanificano gli sforzi di tutti noi. In un momento delicato come questo anche solo ventilare simili ipotesi contrasta con l’impegno comune.

In conclusione, se si dichiara che mi si vuole seguire, mi si segua per la difesa del SS. Gonfalone spendendo ogni intelligenza, ogni professionalità, ogni rapporto politico solo in questo senso. Tutte le soluzioni altre rispetto a quella del mantenimento degli attuali servizi ospedalieri vanno verificate dal giorno dopo di un’eventuale chiusura. Adesso non è mia intenzione spendere né una parola, né un’energia intellettuale, né un rapporto istituzionale per altre soluzioni che non contemplino la salvezza dell’ospedale di Monterotondo”.

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