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MONTEROTONDO: Positivo l’esito dell’audizione del sindaco Alessandri davanti alla commissione Sanità regionale

“Non so se l’incontro di oggi potrà rivelarsi risolutivo ma di certo i commissari sono ora nelle condizioni di riflettere compiutamente, sulla base di dati esatti e valutazioni oggettive, sulla necessità di escludere il SS Gonfalone da ipotesi di riconversione. E di interloquire a riguardo, come mi auguro che facciano”. E’ soddisfatto, il sindaco Alessandri, dell’esito dell’audizione sostenuta nel pomeriggio di ieri davanti alla commissione Sanità della regione Lazio.

Come già in occasione dell’incontro avuto con la stessa presidente Polverini, anche ieri il sindaco ha avuto modo di illustrare le ragioni a sostegno dell’ospedale di Monterotondo e dell’oggettiva inconsistenza delle ragioni che avrebbero ispirato il suo inserimento nel novero delle strutture sottoposte a declassamento secondo il piano di riordino sanitario regionale.

Nel ringraziare il presidente della commissione Alessandra Mandarelli e tutti i commissari “per la sensibilità e l’attenzione dimostrata nei nostri confronti”, il sindaco ribadisce che “del resto quel che abbiamo contestato sin dal primo minuto non è la scelta in sé ma il fatto che questa fosse stata presa sulla base di dati sbagliati, di omissioni evidenti e in assenza di analisi strategico-territoriali sul ruolo e sull’importanza dell’ospedale di Monterotondo”. Emblematica, a riguardo, l’assenza nel decreto commissariale di ogni riferimento al punto nascite che caratterizza il SS Gonfalone, presso il quale ogni anno vengono alla luce oltre cinquecento bambini in gran parte di famiglie non residenti a Monterotondo.

Ai commissari sono stati perciò forniti i dati reali riferiti a prestazioni, ricoveri, interventi e nascite nel nosocomio eretino, dati nettamente differenti da quelli errati o addirittura omessi che, nel piano di riordino, finivano con l’evidenziare un’ipotetica insufficienza operativa, tale da suggerire il declassamento e la riconversione della struttura sanitaria. “A queste discordanze – prosegue il sindaco – va aggiunta  la scarsa considerazione del ruolo esercitato dal SS Gonfalone rispetto ad un territorio enorme, che in caso di una sua riconversione resterebbe privo di una struttura sanitaria di primo livello”.

Elementi e analisi che rendono del tutto ragionevole il fatto che quelli del SS Gonfalone possano essere compresi nei 600 posti letto su scala regionale, compresi quelli relativi alle acuzie psichiatriche secondo le recenti disposizioni ministeriali, risparmiati dal taglio. “Sempre che la scelta sia fatta guardando a dati oggettivi e non in base a chi urla più forte o può vantare più influenti sponsor politici – prosegue il sindaco – Per quanto ci riguarda siamo consapevoli di aver fatto tutto il possibile affinché chi ha potere di decidere lo faccia in maniera consapevole e con cognizione di causa. Non resta che attendere con fiducia l’esito della riflessione in atto”.

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