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MONTEROTONDO: Ospedale: dall’ispezione regionale segnali positivi

Sembrerebbero positivi gli esiti dell’ispezione tenutasi ieri pomeriggio al SS Gonfalone. Pur non pronunciandosi palesemente, i tecnici regionali inviati dalla presidente Polverini avrebbero infatti confermato la sostanziale volontà di procedere ad una riflessione più approfondita circa il futuro del nosocomio eretino, annoverandolo tra quei casi in cui la decisione di azzeramento dei posti letto potrebbe essere rivista alla luce della correzione dei dati tecnico-sanitari alla base dell’ipotesi del provvedimento e di una più compiuta valutazione di ordine strategico sulla necessità di mantenere attiva una struttura sanitaria di primo livello nel territorio di pertinenza.

«Il condizionale è d’obbligo – afferma il sindaco Alessandri, che insieme ai vertici amministrativi e sanitari dell’ospedale ha fatto ieri gli onori di casa ” anche perché non è emerso nulla di più rispetto a quanto il sottoscritto e l’assessore Antonini avevano già avuto modo di rappresentare alla presidente Polverini lo scorso 14 ottobre. E’ stato comunque importante che gli ispettori abbiano avuto modo di verificare direttamente l’efficienza e il decoro dei reparti del SS Gonfalone, nonostante l’annosa ed enorme sproporzione tra i fondi stanziati altrove, per ospedali magari in procinto di essere chiusi, e quelli concessi al SS Gonfalone. Uno squilibrio che li ha sorpresi non poco e che certamente avrà il suo peso nella riflessione in corso».

Presente all’ispezione anche il consigliere regionale Roberto Buonasorte, al quale il sindaco non risparmia una dura reprimenda rispetto alle allusioni su presunte operazioni che mirerebbero ad un intervento pubblico-privato per realizzare un nuovo ospedale, operazioni rispetto alle quali il sindaco sarebbe persino implicitamente favorevole. «Le persone che sono al nostro fianco nella battaglia per salvare il SS Gonfalone, tra le quali possiamo annoverare l’onorevole Buonasorte soltanto da un paio di giorni visto il militarismo con il quale ha supportato la decisione della Polverini sin dalle prime ore,
conoscono la correttezza dei nostri atteggiamenti e certamente non dubitano del fatto che le mie posizioni pubbliche corrispondono perfettamente a quelle private. Può farlo Buonasorte, che evidentemente non concepisce la trasparenza e pensa che tutti si comportino come lui… Posso solo sperare che la tardiva ed insperata esperienza politico-istituzionale in una realtà superiore rispetto alla dimensione comunale possa essergli utile per comprendere che la politica può essere fatta in un altro modo anche se basterebbe guardare al sindaco della sua città per convincersene. La smetta, in ogni caso, di tentare di trascinarmi in polemiche senza senso e faccia decorosamente il consigliere regionale eletto a Monterotondo, non il segretario provinciale della Destra, dandosi da fare coerentemente col suo ruolo ben più di quanto fatto solo negli ultimi giorni quando il fiuto sta evidentemente suggerendogli di poter salire sul carro di quelli che, mi auguro, saranno i vincitori. Comprenda poi, l’onorevole Buonasorte, che il sottoscritto non ha alcun bisogno di strumentalizzare la piazza ma sono i cittadini che sentono l’esigenza di mobilitarsi insieme a noi riconoscendoci credibili. In ogni caso sappia che, fino al termine della vicenda ospedale, non lo degnerò più di una risposta: dica quel che vuole, la città saprà giudicare».

Replica a Buonasorte anche l’assessore alla Sanità Antonini: «Sono indignato per come il senso di certe mie dichiarazioni sia stato completamente distorto. Se soltanto pensassi che possa esistere un cosiddetto piano B, alternativo alla salvezza e al potenziamento del SS Gonfalone, sconfesserei anni e anni di lavoro e di impegno politico-amministrativo e non soltanto dovrei immediatamente dimettermi da assessore ma anche aprire una seria riflessione sulla mia coerenza personale. Lo dico allora più chiaramente possibile: non esiste alcuna alternativa alla salvezza e al potenziamento del SS Gonfalone e, qualora esistesse, non sarebbe nell’interesse della città e comunque non riguarderebbe né direttamente né indirettamente la mia persona. Condivido, parola per parola, ogni affermazione del sindaco e la posizione univoca della Giunta a riguardo. Se così non fosse, del resto, non dovrei nemmeno rassegnare le dimissioni ma sarebbe lo stesso sindaco, e a buon diritto, a ritirare le deleghe affidatemi. Per parte mia trovo già estremamente spiacevole dovermi difendere dalle maldicenze di chi l’ospedale lo scopre solo in occasione di patetiche sbandierate e inutili quanto ipocrite petizioni in campagna elettorale».

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