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GUIDONIA: la riunione di Consiglio comunale per la mondezza dell’Inviolata

Si è svolta ieri, 20 ottobre, la riunione di Consiglio comunale di Guidonia Montecelio imperniata sul nodo dell’impianto per la produzione di cdr all’Inviolata di Guidonia. La discussione, protrattasi fino a tarda ora, ha evidenziato una profonda disinformazione da parte di tutti i gruppi politici, ma anche da parte della stessa Amministrazione, riguardante la tematica complessiva dei rifiuti e soprattutto una scarsa conoscenza degli atti amministrativi che i consiglieri tentavano di interpretare. In particolare, il dibattito si è arenato su due punti: la quantità di rifiuti da inviare all’impianto proposto dal Consorzio Laziale Rifiuti (di proprietà essenzialmente del “re della monnezza” Manlio Cerroni) ed approvato ad agosto con un’Autorizzazione Integrata Ambientale dalla Regione Lazio; le prescrizioni che il sindaco Rubeis giurava di aver fatto digerire al Co.La.Ri., diminuendo la capacità dell’impianto da 190mila tonnellate annue di immondizia conferita a 90-100mila. Lo stucchevole ed imbarazzante dibattito sulle cifre ha portato maggioranza ed opposizione su un piano di completa surrealtà, interrotto solo dallo stesso sindaco che, con un colpo ad effetto, ha proposto di fare un ricorso al TAR del Lazio per rigettare l’AIA regionale, giudicata non in linea con i desideri del Consiglio comunale stesso. Mentre i politici ora si accorderanno per effettuare questo ricorso che di fatto accetta comunque l’impianto all’Inviolata, i numerosi cittadini presenti al Consiglio (per lo più aderenti alle varie associazioni, movimenti civici e comitati locali che da anni si battono a favore dell’ambiente e della salute dei cittadini) hanno fortemente riaffermato le ragioni di una popolazione che non vuole nessun tipo d’impianto all’Inviolata, che vuole vedere chiusa quanto prima la megadiscarica, che non desidera certo la prevista cascata di asfalto e cemento intorno allo svincolo autostradale accanto all’Inviolata, che chiede insistentemente la fruizione pubblica del Parco regionale, che domanda alle istituzioni la tutela della salute e si batte da anni per il risanamento ambientale del territorio e per l’avvio della raccolta differenziata dei rifiuti “porta a porta” come unica, vera alternativa a discariche e inceneritori.

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