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MONTEROTONDO: ‘Dati errati, il SS Gonfalone non va chiuso”

Il primo a chiedere un incontro urgente alla presidente Polverini era stato il sindaco Alessandri già lunedì scorso. Obiettivo: poter dimostrare che il “declassamento” del SS Gonfalone sarebbe una misura iniqua, errata e dagli effetti disastrosi. Nella giornata di oggi lo stesso primo cittadino di Monterotondo, stavolta a nome di un ampio coordinamento di sindaci ” oltre al comune eretino quelli di Fiano Romano, Fara Sabina, S. Oreste, Magliano e Capena – accomunati dalla preoccupazione per le sorti dell’ospedale, ha reiterato la richiesta. Richieste che non hanno ancora ricevuto alcun cenno di riscontro.  «Se entro domani non arriverà un risposta da parte della Presidente ” afferma il sindaco Alessandri annunciano un sit-in per venerdì mattina, dalle 11, sotto la sede della Giunta regionale –  vorrà dire che andremo noi da lei chiedendo che ci riceva, certi come siamo di poter dimostrare che i dati sui quali si regge l’ipotesi di declassamento del SS Gonfalone sono del tutto errati. E che la chiusura dell’ospedale, perché è di questo che si sta parlando al di là delle formule tecniche, sarebbe un’autentica tragedia per un territorio enorme, che si ritroverebbe privo di un presidio sanitario». Errati, a detta non solo del sindaco ma degli stessi operatori sanitari, sarebbero infatti i dati dell’ospedale SS Gonfalone relativi alle prestazioni di pronto soccorso, agli interventi chirurgici, ai parti e alle prestazioni ortopediche e ginecologiche, tutti nettamente al di sopra delle soglie adottate come parametri dall’Amministrazione regionale per formulare le ipotesi di declassamento.  «Non rinuncerò al dovere di percorrere fino in fondo le vie istituzionali per far valere le nostre ragioni ” prosegue il sindaco di Monterotondo ” anche perché, fino a prova contraria, voglio continuare a pensare che la decisione della presidente sia il frutto di una valutazione errata e nient’altro. Ma allo stesso tempo non escludo che, qualora le nostre istanze non dovessero essere ascoltate, vengano messe in campo forme di protesta più radicali ed eclatanti. Mi dispiacerebbe, perché vorrebbe dire che per far valere le proprie ragioni occorre urlare, ma la posta in gioco è troppo alta: ne va, letteralmente, della vita o della morte dei miei concittadini e di quelle dei residenti di un territorio enorme, da Roma alla Sabina romana, dalla Valle del Tevere alla Nomentana».  Confermati intanto i prossimi appuntamenti della mobilitazione cittadina e territoriale.

Domani mattina (ore 11, sala Consiliare di Palazzo Orsini), verrà ufficialmente presentato il costituendo “Comitato civico per la difesa dell’ospedale SS Gonfalone”, a cui hanno già aderito anche i sindaci di Fiano Romano e Fara Sabina, le organizzazioni sindacali e di categoria, associazioni culturali e sportive, i comitati di quartiere, istituti scolastici comprensivi, organizzazioni territoriali varie.  Venerdì pomeriggio (ore 18.30 piazza Enrico Berlinguer) manifestazione in difesa dell’ospedale del quartiere dello Scalo: saranno presenti il sindaco, rappresentanti delle istituzioni comunali, esponenti del Comitato ed operatori della sanità.  Sabato mattina, infine, manifestazione cittadina (concentramento ore 10, piazzale dello stadio Cecconi) a cui s’annuncia una partecipazione massiccia: saranno migliaia i cittadini, provenienti anche dai Comuni limitrofi, che sfileranno lungo le vie di Onterotondo per raggiungere l’ospedale, davanti al quale sono previsti interventi di esponenti politici di ogni schieramento e degli stessi operatori del nosocomio.

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