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MONTEROTONDO: La città si mobilita per salvare l’ospedale

Comincia a manifestarsi la grande mobilitazione popolare chiesta dal sindaco di Monterotondo Mauro Alessandri già all’indomani della notizia del “declassamento” del SS Gonfalone da parte della regione Lazio. Una formula, quella adoperata nell’ambito del piano di riordino presentato dalla presidente Renata Polverini, che maschera ma non cancella l’amara verità dell’azzeramento dei posti letto e, quindi, della sostanziale chiusura del nosocomio eretino.

Giovedì 7 (ore 11, Sala consiliare, primo piano Palazzo Orsini), in quella che era stata annunciata come una conferenza stampa ma che, alla luce delle tantissime adesioni pervenute è diventata aperta al pubblico, sarà presentata ufficialmente la costituzione del “Comitato civico per la difesa del SS Gonfalone”, al quale hanno al momento già aderito oltre al Comune di Monterotondo, a quelli di Fara Sabina e Fiano Romano, le rappresentanze sindacali e di categoria, associazioni culturali, ricreative e sportive, realtà del mondo del volontariato, alcuni istituti scolastici, i comitati di quartiere della città.
Lo ha annunciato lo stesso sindaco, intervenendo nel corso dell’affollatissima manifestazione organizzata dai partiti del centrosinistra e tenutasi questa mattina davanti l’ingresso dell’ospedale, insieme all’adesione e alla sua presenza “in veste istituzionale” alla manifestazione organizzata dalle stesse forze politiche per sabato 9 (ore 10, corteo per le vie cittadine, dalla piazza dello Stadio all’ospedale). Un appello il sindaco il sindaco lo ha rivolto a tutti i cittadini, «anche ai simpatizzanti e agli elettori di centrodestra, oltre che ai loro rappresentanti nei partiti e nelle istituzioni» a manifestare in maniera unitaria per «dare il segno di una unità d’intenti e di una mobilitazione popolare che travalichi l’orientamento politico perché la nostra battaglia non è di una parte contro l’altra ma dell’intera comunità cittadina e territoriale», certo «che saranno gli organizzatori stessi i primi a comprendere e ad accettare che la manifestazione sia unita, partecipata e straordinaria anche col contributo di chi non si riconosce nelle sigle promotrici». L’obiettivo è dimostrare che la comunità è unita e mobilitata per il medesimo obiettivo: salvare l’ospedale.

Come ampiamente chiarito negli interventi succedutisi nella manifestazione di stamani, il declassamento dell’ospedale eretino parrebbe motivato da alcuni dati rivelatisi errati e comunque, qualora effettivamente operato, sarebbe tale da provocare effetti devastanti su un territorio che, da Tivoli a Civitavecchia, si troverebbe privato di qualunque presidio sanitario. Lo hanno sottolineato nei loro interventi il capogruppo Pd in Consiglio comunale ed operatore sanitario Mauro Beccaceci, il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio Bruno Astorre (Pd), il capogruppo Idv in Consiglio regionale Vincenzo Maruccio, quello del Pd Esterino Montino, i consiglieri regionali Fabio Nobile (Federazione della Sinistra), il consigliere provinciale Ruggeri e due dei tre consiglieri regionali “monterotondesi”, gli onorevoli Lucherini e Rossodivita. «Assente giustificato il consigliere della destra Roberto Buonasorte ” sottolinea lo stesso sindaco ” che sono certo non farà mancare il suo sostegno alle iniziative in difesa dell’ospedale
che il Comitato civico ha in animo di organizzare».
Tra queste l’incontro urgente «chiesto, a nome del comitato, alla presidente Polverini ” continua il sindaco ” nel corso del quale siamo certi di poter dimostrare l’assoluta inconsistenza delle motivazioni addotte per giustificare il declassamento del SS Gonfalone». «E’ mio dovere – conclude – percorrere fino in fondo le vie istituzionali per scongiurare la tragedia che pende sul nostro capo. Ma è chiaro che, se la Regione dovesse restare sorda alle istanze del territorio, non resterebbe altro da fare che organizzare altre, e più incisive ed eclatanti, forme di manifestazione e di lotta».

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