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MONTEROTONDO: Bilancio, ‘Vicini ai cittadini ma senza logiche clientelari”

“Un bilancio oculato e rigoroso”. Così, alla vigilia della presentazione in Consiglio comunale, il sindaco Alessandri aveva definito il documento di programmazione economico-finanziaria per l’anno in corso e per il prossimo triennio. Dopo averne ampiamente illustrato le peculiarità tecniche, contributive e contabili come pure gli indirizzi politico-amministrativi che ne hanno ispirato le linee, il primo cittadino torna a porre il bilancio sotto i riflettori per quello che definisce “un approfondimento delle manifestazioni di volontà e degli intenti ideali e culturali che, implicitamente, questa Amministrazione intende perseguire anche attraverso uno strumento specialistico come il bilancio”. Al primo posto il sindaco mette “l’affermazione di una nuovo e più compiuto senso di responsabilità e dignità civile, tanto delle istituzioni quanto della cittadinanza, particolarmente necessario in una fase difficile come quella che stiamo vivendo”. Il riferimento è all’approccio che i cittadini e i rappresentanti politici dovrebbero tenere ad esempio nei confronti dell’articolato complesso di politiche sociali confermate nella formulazione del bilancio, “una serie di servizi, strumenti e percorsi conosciuti, aperti e accessibili, con la quale già in questa prima fase della Consiliatura abbiamo mantenuto e implementato quel sistema di welfare locale che va oltre l’assistenza fine a se stessa e rende l’istituzione Comune autenticamente vicina ai cittadini, pur in presenza di una difficile situazione economica generale che certo non risparmia le casse comunali”.

E’ anzi proprio durante momenti come questi che le istituzioni comunali sono maggiormente sollecitate, anche e soprattutto dal punto di vista economico, affinché assicurino un surplus di sostegno in particolare alle fasce svantaggiate della popolazione. Anche Amministrazioni particolarmente sensibili e storicamente attrezzate a rispondere a tali sollecitazioni, come appunto quella di Monterotondo, possono perciò conoscere una fase di difficoltà oggettiva. “L’importante ” afferma il sindaco ” è che al di là delle possibilità non vengano mai meno dignità civile e senso di responsabilità, tanto da parte dei cittadini quanto degli amministratori. Dignità e responsabilità che implicano, ad esempio, il rifiuto di qualunque logica clientelare. In questo senso anche una fase critica come quella attuale può costituire, per la comunità cittadina, una splendida occasione di crescita”.

“I cittadini devono capire – prosegue il sindaco –  che l’incontro o la richiesta a me o a qualche politico non costituisce una corsia preferenziale per ottenere la risposta ad un bisogno o la tutela di un diritto. Aspettarsi questo è come chiedere l’elemosina. Lo dico non per deresponsabilizzare il mio ruolo o quello dei politici in genere ma, al contrario, proprio per assumermi ed indicare una maggiore responsabilità politica, civile ed istituzionale. Una responsabilità dovuta ai cittadini in quanto tali, non perché conoscenti, amici, parenti o elettori, che seriamente viene messa al servizio dei compiti più alti a cui una istituzione è deputata, ad esempio fare in modo che tutti siano messi nelle condizioni di vivere decorosamente”.

La riflessione del sindaco Alessandri si chiude con un appello “alla dignità e al sentimento storico dei cittadini di Monterotondo. Questa città è diventata quello che è oggi grazie al lavoro, alla fatica, alla lotta per l’affermazione dei diritti. Chi vive da sempre o comunque da tanto in questa comunità sa benissimo a cosa mi riferisco, i nuovi lo impareranno presto”.

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