• Chiamando a nome di SitoPreferito otterrai il 10% di sconto sulle provvigioni!
Home / Blog / Territorio / MONTEROTONDO: Monterotondo dice no alla legge-bavaglio

MONTEROTONDO: Monterotondo dice no alla legge-bavaglio

Un presidio democratico contro la legge-bavaglio sulle intercettazioni in discussione al Senato. Lo promuove il sindaco Alessandri in persona, attraverso una raccolta di firme aperta a tutti i cittadini, per dire no all’ipotesi di legge e ribadire che «una comunità libera e profondamente democratica come quella di Monterotondo non resterà inerme davanti a questo attacco all’autonomia, all’indipendenza e all’efficacia del lavoro della magistratura e della stampa libera».

La determinazione non è certo dote di cui il sindaco solitamente difetta. Eppure è del tutto particolare la risolutezza con la quale il primo cittadino promuove quelle che definisce “azioni di resistenza civile” contro il Ddl: «Per ruolo, formazione e convincimenti ideali nutro una profonda deferenza nei confronti delle istituzioni. Di più: mi ritengo un uomo delle istituzioni. Proprio per questo non posso esimermi dall’avversare quella che ritengo essere una minaccia ad uno dei pilastri fondamentali del nostro ordinamento istituzionale: la separazione dei poteri e il rispetto delle prerogative di ognuno di essi».

Da lunedì  7 giugno i cittadini potranno apporre la propria firma, dopo quella del sindaco, di tutti gli assessori componenti la Giunta municipale, presso i gazebo presenti nella città. In queste ore si sta avviando la raccolta delle firme dei consiglieri comunali, e invitando le varie associazioni territoriali alla condivisione del documento, che ribadisce le motivazioni in ragione delle quali il presidio democratico di Monterotondo dice no al Ddl che limita le intercettazioni. Sarà  poi valutato in che modo porre il documento all’attenzione del presidente della Provincia di Roma, alla Regione Lazio, all’Anci e al Ministero degli Interni.

«Il disegno di legge in discussione – prosegue il sindaco –  è un’insidia per il buon esito delle indagini contro la criminalità, la corruzione, la mafia e per il diritto/dovere di informazione da parte degli organi di stampa. Le intercettazioni sono uno strumento fondamentale che non si ha motivo di temere se si ha la coscienza a posto. Né si può pensare di limitarne l’utilizzo a fini investigativi mascherando questa azione come una difesa della privacy e dell’onorabilità delle persone in caso di pubblicazioni imprecise o parziali, problema che comunque esiste e che va affrontato. Per questo dico che contrastare il decreto legge non è un fine di parte ma un obbligo etico e morale. Monterotondo è una città che rispetta profondamente i principi democratici, quelli che a suo tempo contribuì ad affermare pagando un prezzo molto alto. Ora che il rispetto del principio di legalità è così duramente messo alla prova, è giocoforza che la città faccia sentire, ancora una volta, la sua voce dissenziente».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *